Mlb, si parte! Tutti all’assalto degli strafavoriti Dodgers

Mercoledì l’opening game Giants-Yankees dà il via a una stagione che vede Los Angeles a caccia del tris grazie gli innesti di Tucker e Diaz, con Yankees, Toronto e Seattle alternative più credibili

foto www.mlb.com

Ci siamo. Mercoledì notte parte la nuova stagione Mlb. Dopo una lunga attesa, l’opening game di San Francisco tra Giants e Yankees alza il sipario su un 2026 che promette emozioni e scintille come ha già dimostrato il World Baseball Classic, un gustoso antipasto che per una volta ha fatto sognare proprio noi italiani, conquistati dai caffè e dai baci in dugout dopo ogni fuoricampo (e sono stati tanti). E allora è tempo di presentazioni e pronostici…

Una squadra sola al comando

Una certezza: la squadra da battere saranno i Dodgers, che dopo aver centrato una doppietta che in Mlb mancava addirittura dal 2000 (tris degli Yankees) si è rinforzata sempre di più con le acquisizioni pesanti dell’esterno Tucker, il pezzo pregiato del mercato, e del closer Diaz. E considerando che l’Ohtani lanciatore stavolta ci sarà dall’inizio, difficile se non impossibile che la National West, i play-off e forse anche le World Series non vedano Los Angeles come grande protagonista. Restando nella Division, grande equilibrio per la probabile corsa a una wild-card: la più attrezzata sembra San Francisco, che con qualche ritocco doc come Mahle, Arraez e Bader può mettere la freccia su San Diego, rimasta pressochè invariata (Castellanos la novità più interessante), e Arizona, che ha puntato su due veterani come Arenado e Santana. Fanalino di coda Colorado, sempre in difficoltà sul monte, dove non potranno cambiare inerzia gli esperti Quintana e l’azzurro Lorenzen.

Spostandoci nella Central, solito grande equilibrio: i Cubs hanno puntellato il monte con Cabrera e hanno sostituito il free agent Tucker con Bregman, candidandosi a favoriti. Milwaukee sembra leggermente sotto, avendo perso un big pitcher come Peralta, mentre St.Louis è in ricostruzione, soprattutto sul monte. Cincinnati può sicuramente dire la sua, forte di una squadra giovane che cresce bene, con l’aggiunta dei fuoricampo di Suarez. E stavolta non è male neanche Pittsburgh, che ha fatto un mercato aggressivo (Lowe, O’Hearn, Ozuna) e con super Skenes migliorerà sicuramente la sua classifica finale.

Chiudendo con l’East, Philadelphia, praticamente immutata con l’unico cambio Garcia-Castellanos, sembra comunque la migliore del lotto. Ci riproveranno i Mets, che hanno rivoluzionato la squadra con innesti doc come Peralta, Bichette, Polanco, Semien e Robert Jr per invertire un trend che li vuole sempre eliminati sul più bello. Anche Atlanta, dopo una stagione di infortuni a raffica, proverà a tornare in auge sperando nella buona sorte fisica dei suoi big, mentre Miami e Washington difficilmente potranno arrivare davanti alle rivali, anche se i giovani emergenti dei Marlins creeranno più di una difficoltà alle altre.

Passando all’American, la corsa alle World Series sembra molto più incerta e senza una favorita principale. Yankees, Blue Jays e Mariners dovrebbero partire dalla prima fila: New York stavolta non ha operato grossi colpi ma punta forte sul recupero fisico di Cole e Rodon, e sulla consacrazione di Warren e Schittler. Nella East, però, c’è un Toronto in grande ascesa, pur avendo perso Bichette, visti gli innesti di Cease e Okamoto su un telaio fortemente competitivo. L’outsider è Boston, che ha rinunciato a Bregman ma ha ingaggiato Wilsson Contreras e soprattutto Gray e Ranger Suarez per rinforzare un monte ora lungo e profondo. Un passo indietro Tampa Bay e Baltimore, ma attenzione alla rotazione dei Rays, molto pericolosa, e al line-up degli Orioles, arricchito dal bomber Alonso.

Nella Central dovrebbe essere Detroit a partire davanti a tutti, forte di di due acquisti doc come Valdez e Verlander, che vanno unirsi a Skubal. Cleveland è rimasta la stessa e quindi sembra un gradino sotto, così come Kansas City, che si affida all’italico duo Pasquantino-Caglianone, e Minnesota (Bell unica novità). In ultima fila i White Sox, ma destinati a guadagnare terreno con i suoi giovani.

West con una favorita sicura, Seattle, arricchitasi con Donovan, ma Houston non è lontana, forte dei recuperi a pieno regime di Javier e Alvarez. Texas può fare da terzo incomodo con Gore e Nimmo in più, mentre gli Angels e gli Athletics possono essere considerati dei semplici “underdogs”, non avendo rinforzato organici già di secondo piano.

Ragazzi, non resta che goderci lo spettacolo e una volta di più il meraviglioso giuoco del baseball.

Informazioni su Andrea Perari 176 Articoli
Andrea Perari, 58 anni, è nato a Perugia ma vive a Rimini dal 1977. Sposato con Nicoletta e papà di Filippo, lavora come vice-capo servizio della redazione sportiva del "Corriere Romagna". Ha collaborato anche con "Superbasket", come corrispondente riminese per partite e interviste. La sua carriera nasce però dal batti e corri. Nel 1986, infatti, fresco di maturità scientifica, si occupa della pagina settimanale de "Il Fo" sull'allora Trevi Rimini. Nello stesso anno comincia l'avventura radiofonica, la sua vera passione, con trasmissioni settimanali sul baseball e soprattutto con le radiocronache delle partite interne ed esterne. Nel 1987 sbarca in Romagna la "Gazzetta di Rimini" e da collaboratore esterno per il baseball, Andrea finisce per essere assunto nel 1990 e diventare giornalista professionista nel maggio del 1992. Da allora ha sempre seguito in prima persona il baseball romagnolo per la Gazzetta (fino al fallimento del '93) e per il "Corriere di Rimini" dal 1993 ad oggi. Ha collaborato con "Tutto Baseball", "Baseball International", "Baseball & Softball", "Radio San Marino", "Radio Rimini" e nel 1999 con "Radio Icaro", riportando dopo tanti anni, con l'inseparabile collega e amico Carlo Ravegnani, le dirette radio dei Pirati in occasione della finali scudetto giocate a Nettuno dalla Semenzato. Super (a dir poco) appassionato di baseball americano, ama trascorrere le vacanze negli States o in Canada e ha già all'attivo una ventina di partite viste dal vivo a Toronto, Montreal, New York, Boston, Miami, Tampa Bay, Chicago, Los Angeles, San Diego, San Francisco e Oakland. Ha partecipato per anni al Fantasy Baseball della Cdm con ottimi risultati e...dollari guadagnati, e tra i sogni nel cassetto c'è quello di commentare su tv locali o nazionali le partite delle Major League.

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