Giusto due giorni dopo la proclamazione, a Nettuno, del baseball come patrimonio culturale immateriale della città, il batti e corri tirrenico recita ancora il ruolo di protagonista. L’occasione è la puntata di lunedì 1 giugno di “Quante Storie”, il contenitore di arte, storia, letteratura, politica e filosofia di RaiTre condotto da Giorgio Zanchini. In onda alle 12.45, ma poi disponibile in replica sia sul sito RaiPlay che sulla pagina Facebook della trasmissione.
In un focus che ripercorrerà il mito del sogno americano, si parlerà anche del baseball in Italia scegliendo la città che ne è appunto il simbolo, Nettuno. Ed a farlo il “nostro” Mauro Cugola, storico giornalista nettunese e da decenni colonna portante della redazione di baseball.it.
“Premesso che mi trovo sufficientemente in difficoltà a passare dal ruolo di intervistatore a intervistato, è stato un puro caso che la registrazione dell’intervista sia avvenuta proprio due giorni prima della cerimonia in Municipio – ci ha detto Mauro Cugola – i due eventi sono tanto incredibilmente quanto totalmente sganciati tra di loro. La redazione di “Quante Storie” è risalita a me attraverso il mio libro, chiedendomi se fossi disponibile a spiegare il significato del baseball a Nettuno. E io sono partito dall’inizio, dall’ammirazione e dalla riconoscenza che la mia gente aveva per gli americani, in quel particolare contesto storico che si è vissuto qui nell’immediato dopoguerra”.
Il libro di Mauro Cugola, I Nove Uomini D’Oro edito nel 2011, ripercorre cronologicamente tutta la storia del batti e corri nella città del baseball. Fatta di tanti successi e della conquista di una ribalta non solo nazionale, ma anche internazionale.
“Se volete un aneddoto, la scelta del titolo non fu affatto casuale, ma è lo stesso di un capitolo di un altro storico libro scritto sul baseball a Nettuno a metà anni ’80. Furono gli stessi autori da me contattati che mi spronarono, anzi direi proprio che mi spinsero, a proseguire il loro cammino. Raccogliendone di fatto il testimone. Una storia che, come mi capita di dire ogni tanto, ho avuto l’onore di trascrivere”.
Ma cosa rappresenta realmente il baseball a Nettuno?
“Eh, bella domanda… Difficile dirlo se non lo si è vissuto sino in fondo. Quella del baseball qui, in fondo, è una storia di speranza dopo le tragedie della guerra, di rinascita e di rivalsa. Intrisa della stessa tenacia che è uno dei tratti maggiormente distintivi della gente di Nettuno, combattiva per natura. Non è solo un gioco, rappresenta l’identità di una comunità intera”.
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