Sessantacinque anni dopo l’edizione inaugurale dell’Haarlem Week, l’Italia del baseball scrive una delle pagine più belle della propria storia. Davanti ai quasi 4.000 tifosi olandesi assiepati sugli spalti del Pim Mulier Stadion di Haarlem, pronti a spingere i campioni d’Europa verso l’ennesimo successo, gli azzurri ribaltano orgogliosamente, e meritatamente, ogni pronostico e conquistano per la prima volta il prestigioso torneo internazionale, imponendosi 4-3 in rimonta sui Paesi Bassi.
Un trionfo che arriva al termine di una settimana straordinaria (Paesi Bassi battuti anche in semifinale) e che rappresenta la naturale prosecuzione del percorso di crescita mostrato brillantemente dalla squadra di Francisco Cervelli già all’indimenticabile Classic 2026, dove l’Italia aveva confermato di poter competere ad altissimo livello con le migliori nazionali del panorama mondiale. Ad Haarlem quella maturità è diventata consapevolezza: sei vittorie in sette partite, tre successi contro gli Orange e una coppa destinata a entrare nella storia del baseball italiano.

La finale è degna della tradizione del torneo. Sul monte di lancio Mattia Aldegheri (opposto a Kevin Keely) offre un’altra prestazione di grande spessore, controllando per sei riprese il potente lineup olandese e dando agli Azzurri – privi di Gonzalez e Martini – la possibilità di rimanere sempre in partita. L’Italia rompe l’equilibrio al sesto inning grazie al doppio di Batista, al bunt di Paolini e al lancio pazzo di Kevin Kelly che vale l’1-0.
I padroni di casa, sospinti dal calore del pubblico del Pim Mulier Stadion, reagiscono con orgoglio. Tra il settimo e l’ottavo inning ribaltano il punteggio fino al 3-1, facendo esplodere gli appassionati orange che già assaporano la vittoria.
Ma questa Italia ha imparato a non arrendersi. Batista apre l’ottavo con una base, Paolini lo segue con una valida e Angioi li porta entrambi in posizione punto con un perfetto bunt di sacrificio. Poi arriva il momento di Robel Garcia. Un solo lancio è sufficiente: il fuoricampo da tre punti vola oltre la recinzione e gela Haarlem. È l’homer che vale il nuovo sorpasso, il 4-3 destinato a entrare negli annali del baseball azzurro. Esplode il dug-out.

L’ultimo inning è un concentrato di tensione. I Paesi Bassi tentano l’assalto finale, ma la difesa italiana risponde con sangue freddo e qualità. Dopo le grandi giocate di Angioi e Guevara, l’ultima emozione arriva sulla tentata rubata di casa base di Selassa. Mineo raccoglie immediatamente la palla e serve Coviello, perfetto nel completare l’eliminazione che chiude la partita e scatena la festa azzurra.
È il sigillo su una cavalcata memorabile. L’Italia conquista per la prima volta l’Haarlem Week proprio nell’edizione celebrativa dei 65 anni del torneo, confermando che il lavoro avviato negli ultimi mesi sta portando il baseball azzurro a una nuova dimensione internazionale. Dopo gli ottimi segnali lanciati al Classic, arriva un altro successo destinato a lasciare il segno: la Nazionale di Cervelli non è più una sorpresa, ma una realtà sempre più forte, ma soprattutto, credibile e rispettata nel baseball mondiale.
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