Elettron Anzio, voglia di salvezza tranquilla

La “tegola” Sangilbert ma il monte è più assortito. Ancora in sospeso la situazione di Tavarez, confermata la politica dell'inserimento dei giovani

La ‘tegola” di Sangilbert e lo sponsor che arriva alla vigilia del campionato, l’incognita di Tavarez e la prosecuzione dell’investimento sui giovani, le partenze di Casolari e Casseri – non così utili per la verità nel 2003 – e gli arrivi di Martinez, Heredia e Zambelli. L’Elettron Anzio parte per la stagione 2004 con lo stesso obiettivo di sempre: una salvezza più tranquilla possibile. La squadra è in parte rinnovata, perdere una ‘colonna” come Sangilbert – maggior numero di strike out in tre stagioni su quattro in Italia – non è cosa di poco conto ma il mancino Heredia vanta ottime credenziali e per lui garantisce il ‘gatto” Franco Raoul confermatissimo interbase. Il resto della difesa è praticamente fatto, anche se molto dipenderà dalla situazione di Tavarez che è sposato da due anni, ha chiesto la cittadinanza ma per il quale ancora non ci sono i documenti. L’Anzio non vuole perderlo – da tre anni è fra i primi dieci battitori del campionato – e per questo aspetta. Se la vicenda cittadinanza si risolverà entro un paio di settimane bene, altrimenti verrà tesserato come terzo straniero dopo Franco ed Heredia. In ogni modo c’è qualche manovra in ‘caldo” sul mercato internazionale. Dalla disponibilità di Tavarez dipenderà anche la situazione in diamante, visto che in terza per il momento il più accreditato sembra l’”americano” Flavio Rinaldi, giovane romano con un’ottima esperienza in high school . Il monte di lancio comunque sembra più assortito rispetto alla scorsa stagione, la difesa è ormai collaudata mentre proprio nel box c’è qualche perplessità. Se mancherà Tavarez, almeno in avvio, si perderà qualcosa e seppure Martinez (che dopo il ripensamento dello scorso anno l’8 aprile sarà ad Anzio) è accreditato di ottime medie ci sarà comunque bisogno della verifica sul campo. Dovrebbe andare a sostituire Casolari nel line-up, mentre il resto dei battitori dovrà confermare l’ottima stagione del 2003, quando l’Anzio si è salvato a suon di valide. ‘Noi siamo certi di aver allestito una formazione che ci consentirà di raggiungere il nostro obiettivo – ha detto il direttore sportivo, Mario Colaianni – senza fare follie e proseguendo nella politica di valorizzazione dei giovani”. Già, oltre a quelli già noti – tra i quali Santolupo miglior esordiente del 2003 – e al citato Rinaldi, arrivano anche Sparagna e Belvisi. Conoscendo il confermatissimo manager Carlo Morville avranno di sicuro il loro spazio.


Confronta con la formazione 2003

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Un uomo di baseball "prestato" alla cronaca. Il ruolo di direttore di baseball.it è stato oltre a un onore ed onere una sorta di "rivincita" sul giornalismo in prima linea che mi ha allontanato dai campi di gioco. Nasco giornalista con carta, penna e macchina da scrivere ma non ho mai smesso di aggiornarmi. Ho oltre 35 anni di carriera e una grande esperienza nei quotidiani. Da ultimo ho lavorato al Messaggero e ho vissuto il passaggio dal cartaceo al digitale, creando contenuti per entrambe le piattaforme (carta-web). Sono specializzato in sanità e salute. Laureato in Sociologia alla Sapienza, presso la stessa università ho conseguito la laurea in Comunicazione scientifica e biomedica. Gestisco palinsesti social e sono docente a contratto presso l’università di Genova. Oltre a vicende di cronaca, per questo sito ho seguito il World baseball classic del 2009 e i mondiali under 18 in Corea del 2019. Il lavoro mi ha costretto a rinunciare all’attività nell’Anzio baseball, società per la quale sono stato un pessimo giocatore (ma un fuoricampo in carriera l'ho battuto) e un giorno – quasi per caso – mi sono trovato ad allenare una formazione giovanile. Tante sconfitte ma anche la soddisfazione di vedere qualcuno che ho allenato giocare in serie A. Alla Coach Convention di Bologna del 1989 sono stato tra i promotori dell’inserimento della regola dei 4 punti nella categoria Ragazzi. Tornato in campo con un gruppo di vecchi amici, posso vantare anche la vittoria - da manager - di un campionato di serie C con i "Pirati". Il rimpianto? Non essere riuscito a trasmettere a Sabrina la passione per il baseball, neanche facendole vedere più volte "L’uomo dei sogni". Dei figli, Arianna ha scelto il basket e Gianmarco dopo un paio d'anni ha lasciato il baseball. Amo il mare, la buona cucina ("la minestra di pesce è come un fuoricampo che ti fa vincere la partita all’ultimo inning"), la musica jazz e raccolgo ritagli di giornale. Come diceva il grande inviato Richard Kapucinsky: "Mai stancarsi di studiare il mondo". Per i figli darei la vita e ringrazierò sempre mio padre - per tutti Zi' Carlo - che mi ha fatto conoscere il Gioco. Ah, si è capito vero? Toglietemi tutto ma non il baseball.

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