Capolavoro Italia: USA ko 8-6, notte epica a Houston

Gli azzurri di Cervelli hanno fatto la storia, ottenendo contro i padroni di casa il terzo successo in tre gare al World Baseball Classic 2026. Decisivi i fuoricampo di Teel, Antonacci e Caglianone e l’ottima prestazione di Lorenzen

Corrado Benedetti-DPF per FIBS
Kyle Teel festeggiato dopo il fuoricampo
© Corrado Benedetti-DPF per FIBS

Gli azzurri nella storia. Una pagina indimenticabile per il nostro baseball. Quando in Italia erano le 5.19, la Nazionale di Francisco Cervelli ha finalizzato un’impresa memorabile battendo per 8-6 gli Stati Uniti. Un risultato epico destinato a restare nella leggenda del baseball nazionale. Non era la prima vittoria contro gli Usa, ma mai gli Azzurri avevano battuto gli Stati Uniti con in campo tutti major leaguer, e mai a questo livello. L’Italia era andata in vantaggio di 8 punti, trascinata dai lanci di Lorenzen e dai fuoricampo di Teel, Antonacci e Caglianone, evitando la poderosa rimonta di una nazionale con un lineup fenomenale, chiudendola con Weissert sul monte chiamato a eliminare Henderson e Judge, niente meno. Comunque andrà il percorso azzurro al Classic – decisiva sarà la partita contro il Messico -, questa serata di Houston resterà indimenticabile.

LA CRONACA – Alla presenza dell’Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman J. Fertitta, originario di Houston e ospite della Nazionale al Daikin Park, e del Console Mauro Lorenzini, la gara comincia con McLean, super prospetto dei New York Mets, autore di un ottimo 2025 all’esordio in MLB, che dispone a piacimento del box azzurro nel primo inning e per due eliminazioni nel secondo, rapido e puntuale, ma l’Italia in battuta ha freschezza e potenza e, subito dopo, Teel scaraventa all’esterno sinistro la fastball del pitcher dei Mets battendo il fuoricampo dell’1-0. Caglianone viene poi colpito e va in prima e, quando tocca ad Antonacci, è un altro homer per una ripresa da tre punti che Lorenzen conserva al meglio, con una partita a dir poco impeccabile sul monte di lancio.

Corrado Benedetti-DPF per FIBS
Francisco Cervelli e lo staff azzurro durante l’inno italiano

Il mancino Yarbrough va sul monte statunitense nella parte alta del quarto inning, e Caglianone delizia i 40mila del Daikin Park con il suo primo fuoricampo dal Classic, consentendo il punto anche a Teel che aveva usufruito di una base per ball ed è 5-0.

Dopo quattro riprese e due eliminazioni si chiude il debutto azzurro di Lorenzen, con appena due valide senza conseguenze, una base per ball concessa e due strikeout, una prestazione di altissimo livello considerando i nomi nel box. Lo rileva Altavilla. Teel batte un doppio rimbalzante che si rivela letale: arriva in seconda, ma la smorfia di dolore è il campanello d’allarme dell’infortunio muscolare. Sacrificio non vano, perché dalla parte alta del sesto arrivano altri tre punti per l’8-0, con la difesa americana tutt’altro che impeccabile, al punto che anche il pubblico non nasconde più la propria disapprovazione, salvo riaccendersi per il solo homerun dell’8-1 di Henderson che invita Cervelli a mandare sul monte il mancino La Sorsa. Dopo è il turno di Jacob, che però nella parte bassa del settimo incassa un fuoricampo da tre RBI di Crow-Armstrong che entusiasma gli Usa per l’8-4. Il Daikin Park diventa una bolgia.

Bednar sul monte Usa si salva a basi cariche all’ottavo, Festa subisce tre valide con RBI di Anthony, ma Marinaccio chiude la ripresa a si arriva alla nona sull’8-5 per l’Italia. L’ultimo rilievo Usa è Miller e non sbaglia nulla. Crow-Armstrong batte il suo secondo fuoricampo (8-6). Toccano a Weissert gli ultimi due out, e sono pesantissimi, perché arrivano su Henderson e Judge. E’ storia.

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