Bologna dilaga poi la sospensione

La Fortitudo segna 7 punti al primo, poi la pioggia rimanda la gara di 24 ore: si ripartirà dal 10-1 a fine terzo inning

Foto di Gianni Schicchi
Il doppio di Federico Celli ha dato il via alla "grandinata" bolognese
© Foto di Gianni Schicchi

Piove di tutto nella garacinque del Gianni Falchi. Prima una gradinata di valide che vale l’ipotetico sorpasso della Fortitudo nella serie di semifinale, quindi un acquazzone che ferma la partita e poi la sospende definitivamente rinviando di 24 ore prosecuzione e conclusione.

Ma andiamo per ordine. La gara spartiacque si apre nel segno di San Marino: doppio di Angulo, singolo di Rifaela e i titani segnano subito l’1-0. Il problema per la squadra di Ramos è che ci sono anche gli inning difensivi e per la terza serata di fila il partente inizia malissimo. Palumbo infatti concede la base a Suarez, incassa il singolo di Vaglio, poi dopo l’errore chiave di Martini, ci pensa il torrido ex Celli a sparecchiare (3-1). In fila poi arrivano il singolo di Gamberini (4-1), quello di Borghi e il pesante doppio di Dobboletta (6-1) che segna il 7-1 su lancio pazzo di Di Raffaele entrato per cercare di metterci una pezza.

Invece non sarà così, perché il rilievo di San Marino, come in garadue, al secondo inning non inquadra la zona dello strike: tre basi ball di fila e altro cambio. Dentro Giulianelli, ma anche la difesa è in tilt e la Fortitudo senza spingere si ritrova avanti 9-1 a fine secondo, con due giri del line-up completati. L’altro ex Civit va di sicurezza con tre “kappa” al terzo e intanto comincia a piovere. Giulianelli si salva sul doppio gioco di Celli, ma poi incassa il singolo del 10-1 di Gamberini e concede altre due basi ball. A questo punto chiama gli arbitri ai quali fa presente che il monte non regge più. Conciliabolo con i manager, partita sospesa e poi rinviata.

Si riparte domani sera dal 10-1 Fortitudo, parte bassa del terzo inning con basi cariche, due eliminati e Liberatore nel box. Non è prevista interruzione per manifesta, quindi c’è da credere che entrambi i manager eviteranno di sprecare i lanciatori, perché domenica (e forse lunedì) sul Titano serviranno qualità e quantità nel bullpen.

Informazioni su Carlo Ravegnani 345 Articoli
Carlo Ravegnani, nato a Rimini il 31 gennaio del 1968, ha iniziato la carriera giornalistica a 20 anni nell'allora Gazzetta di Rimini, "sostituita" dal 1993 dall'attuale Corriere Romagna dove lavora come redattore sportivo. Collaboratore per la zona di Rimini del Corriere dello Sport-Stadio, il baseball è stata una componente fondamentale nella sua vita: dapprima tifoso sugli spalti dello Stadio dei Pirati poi giocatore nel mitico Parco Marecchia e poi nel Rimini 86, società che ha fondato assieme a un gruppo di irriducibili amici. Quindi giornalista del batti e corri sulla propria testata e alcune saltuarie collaborazioni con riviste specializzate oltre che radiocronista delle partite dei Pirati assieme all'amico e collega Andrea Perari. Negli ultimi anni è iniziata anche la carriera dirigenziale, con la presidenza (dal 2014) dei Falcons Torre Pedrera. La passione è stata tramandata al figlio Riccardo che gioca lanciatore e prima base negli stessi Falcons.

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