Addio ad Alessandro Tiberti, collega di Rai Sport appassionato di baseball

Era malato da tempo, ma fino all’ultimo aveva seguito il nostro sport. Sua la diretta della serie scudetto

Alessandro Tiberti (foto davidecamera.com)
Alessandro Tiberti
© Alessandro Tiberti (foto davidecamera.com)

E’ mancato all’età di 61 anni, Alessandro Tiberti, collega di Rai Sport, dove aveva raggiunto il ruolo di vice caporedattore occupandosi di sport olimpici e paralimpici. Alessandro, che aveva iniziato all’agenzia giornalistica Area e collaborato con diverse emittenti, tra le quali Radio Dimensione Suono, si era avvicinato al baseball quasi per caso e poi ne era diventato un appassionato. Competente, professionale, da ultimo aveva seguito in diretta la serie scudetto.

Con chi segue il nostro sport e con chi realizza questo sito aveva condiviso praticamente ogni evento degli ultimi 30 anni di baseball giocato in Italia. Da tempo combatteva con una malattia che aveva saputo affrontare con il suo caratteristico sorriso sulle labbra.

Ai suoi familiari va l’abbraccio dell’editore, del direttore e di tutti i collaboratori di baseball.it

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Un uomo di baseball "prestato" alla cronaca. Il ruolo di direttore di baseball.it è stato oltre a un onore ed onere una sorta di "rivincita" sul giornalismo in prima linea che mi ha allontanato dai campi di gioco. Nasco giornalista con carta, penna e macchina da scrivere ma non ho mai smesso di aggiornarmi. Ho oltre 35 anni di carriera e una grande esperienza nei quotidiani. Da ultimo ho lavorato al Messaggero e ho vissuto il passaggio dal cartaceo al digitale, creando contenuti per entrambe le piattaforme (carta-web). Sono specializzato in sanità e salute. Laureato in Sociologia alla Sapienza, presso la stessa università ho conseguito la laurea in Comunicazione scientifica e biomedica. Gestisco palinsesti social e sono docente a contratto presso l’università di Genova. Oltre a vicende di cronaca, per questo sito ho seguito il World baseball classic del 2009 e i mondiali under 18 in Corea del 2019. Il lavoro mi ha costretto a rinunciare all’attività nell’Anzio baseball, società per la quale sono stato un pessimo giocatore (ma un fuoricampo in carriera l'ho battuto) e un giorno – quasi per caso – mi sono trovato ad allenare una formazione giovanile. Tante sconfitte ma anche la soddisfazione di vedere qualcuno che ho allenato giocare in serie A. Alla Coach Convention di Bologna del 1989 sono stato tra i promotori dell’inserimento della regola dei 4 punti nella categoria Ragazzi. Tornato in campo con un gruppo di vecchi amici, posso vantare anche la vittoria - da manager - di un campionato di serie C con i "Pirati". Il rimpianto? Non essere riuscito a trasmettere a Sabrina la passione per il baseball, neanche facendole vedere più volte "L’uomo dei sogni". Dei figli, Arianna ha scelto il basket e Gianmarco dopo un paio d'anni ha lasciato il baseball. Amo il mare, la buona cucina ("la minestra di pesce è come un fuoricampo che ti fa vincere la partita all’ultimo inning"), la musica jazz e raccolgo ritagli di giornale. Come diceva il grande inviato Richard Kapucinsky: "Mai stancarsi di studiare il mondo". Per i figli darei la vita e ringrazierò sempre mio padre - per tutti Zi' Carlo - che mi ha fatto conoscere il Gioco. Ah, si è capito vero? Toglietemi tutto ma non il baseball.

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