Coppa Campioni: San Marino si ferma in semifinale

Rienzo “tradisce” e non sale sul monte, L&D Amsterdam ha vita facile contro la coppia Peluso-Mazzocchi

Lauro Bassani (PhotoBass)
Il fuoricampo di Federico Celli al 3° inning è stato il canto del cigno di San Marino
© Lauro Bassani (PhotoBass)

Si ferma in semifinale il ritorno in Europa di San Marino. Come quattro anni fa a Rotterdam, sono ancora gli olandesi del L&D Amsterdam a sbarrare la strada ai titani. Lo fanno con un risultato più netto di quanto possa esprimere il 13-9 e c’è la sensazione che la sconfitta dei campioni d’Italia nasca prima di scendere in campo. Già, perchè appena terminata la gara mattutina contro il Neptunus, il pitcher brasiliano Andrè Rienzo, considerato il partente per la semifinale, dice di accusare un dolorino al braccio e di fatto si chiama fuori. Bindi non ha alternative, non ha alcuna intenzione di forzare il braccio ai suoi pitcher in vista del campionato (che resta il vero obiettivo) e deve mandare in pedana Peluso. Gli olandesi si stropicciano gli occhi e per un line-up che tocca dal primo all’ultimo con grande regolarità, è come il bambino che scarta i regali il giorno di Natale (da segnalare il 4/5 del catcher Loopstok con 2 doppi, 2 homer e 5 rbi).

Al primo, pesante affondo olandese nell’inning di apertura (0-4), San Marino risponde con altri 4 punti al 3°: valide di Batista, Epifano (doppio) e Ferrini, poi il fuoricampo da due punti di Celli. Al secondo, pesante affondo di Amsterdam sempre al 3° (4-7), i titani non hanno la forza di rispondere. Anzi, dopo Peluso entra Mazzocchi e il vantaggio “orange” assume proporzioni della quasi manifesta. Sul 4-13 e pitcher esauriti, Bindi lascia l’incombenza a Di Fabio che se la cava meglio di tutti. E nel box San Marino chiude addirittura con più valide, ma quando la partita era ormai agli archivi. Poi ci sarebbe da chiedersi perché uno come Pieternella, che ha battuto complessivamente 4/6, abbia visto il campo così poco, ma questo è un altro discorso.

Domani San Marino giocherà l’inutile finale per il terzo posto. Visto che Rienzo aveva chiesto un giorno in più di riposo, oggi Bindi dovrà assolutamente farlo salire sul monte. E chissà che la società non lo faccia salire su un aereo…

 

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Carlo Ravegnani, nato a Rimini il 31 gennaio del 1968, ha iniziato la carriera giornalistica a 20 anni nell'allora Gazzetta di Rimini, "sostituita" dal 1993 dall'attuale Corriere Romagna dove lavora come redattore sportivo. Collaboratore per la zona di Rimini del Corriere dello Sport-Stadio, il baseball è stata una componente fondamentale nella sua vita: dapprima tifoso sugli spalti dello Stadio dei Pirati poi giocatore nel mitico Parco Marecchia e poi nel Rimini 86, società che ha fondato assieme a un gruppo di irriducibili amici. Quindi giornalista del batti e corri sulla propria testata e alcune saltuarie collaborazioni con riviste specializzate oltre che radiocronista delle partite dei Pirati assieme all'amico e collega Andrea Perari. Negli ultimi anni è iniziata anche la carriera dirigenziale, con la presidenza (dal 2014) dei Falcons Torre Pedrera. La passione è stata tramandata al figlio Riccardo che gioca lanciatore e prima base negli stessi Falcons.