Coronavirus, le norme in vista dell’Opening Day

Ecco la bozza con le regole per evitare il contagio e la sua ulteriore diffusione. Se approvata da club, sindacato giocatori e atleti, potrebbe presto concretizzarsi la possibilità di avviare la stagione della Major League

Latimes.com (Ralph Freso / Getty Images)
Il Coronavirus ha già fatto saltare gli spring-training, ma lascerà partire il campionato MLB?
© Latimes.com (Ralph Freso / Getty Images)

Docce vietate, spogliatoi chiusi, giocatori che arrivano in campo già in divisa e pronti per giocare. Sono alcune delle prime regole necessarie per iniziare questo strano campionato di MLB in piena crisi da Covid-19. Saranno vietati anche i pranzi al ristorante durante i viaggi, e se il trasferimento avverrà in aereo si useranno voli privati e strutture aeroportuali dedicate. Negli alberghi è raccomandato l’utilizzo di piani bassi, per non far prendere l’ascensore. Non saranno ammessi negli stadi le mascotte e qualunque forma di contatto fisico tra giocatori, compreso il famoso “high-five” o battute di pugni. Sarà ovviamente vietato sputare, non sarà consentito l’uso di saune, bagni turchi, piscine e camere per crioterapia. E’ sconsigliato fare allenamenti indoor e altamente consigliato l’uso di guanti in battuta.

I lanciatori durante gli allenamenti dovranno indossare maschere, i giocatori non possono toccarsi il viso per fare segni e non possono leccarsi le dita, i telefoni del dugout devono essere disinfettati dopo ogni uso. Le squadre sono incoraggiate a tenere riunioni e allenamenti all’aperto.

Queste sono altre tra le più importanti limitazioni introdotte nelle oltre 60 pagine di bozza del Manuale delle operazioni del 2020, inviata in copia alle squadre e diffusa dall’Associated Press. Le linee guida, riportate per la prima volta dal sito “The Athletic”, sono soggette a negoziazione con il sindacato dei giocatori. Alle squadre sarà permesso poter contare su 50 giocatori, ma ancora non è chiaro il numero di atleti che saranno a disposizione per partita.

Giocatori che su questa bozza sono già divisi. I protocolli prevedono continui test a tutti i componenti della franchigia strutturati in modo differenti a seconda del ruolo che si occupa nell’organizzazione, ma il pericolo di contagio resta alto. Anche se l’idea di tornare a giocare è affascinante, oltre che considerevole economicamente. Già giocare senza pubblico produrrà una perdita media stimata di 640mila dollari a partita, se il campionato non dovesse mai partire il passivo diventerà impressionante.

Ma c’è anche un tema sul gioco in senso stretto. Gli interni, ad esempio, sono “incoraggiati” a restare a diversi passi dal corridore sulle basi. Gli allenatori di prima e terza base non devono avvicinarsi ai corridori in base o agli arbitri, ed i giocatori non devono “socializzare” con gli avversari sul diamante, come di solito avviene.

“Sottolineiamo che si tratta di una prima bozza e subirà diverse serie di modifiche man mano che raccoglieremo commenti e suggerimenti dai club, dal sindacato dei giocatori, dagli atleti e dai funzionari del governo”, ha scritto il vice-commissario Dan Halem in un’email ai proprietari, presidenti di squadra, amministratori delegati e direttori generali che hanno ricevuto i protocolli.

La ripresa degli allenamenti dovrebbe essere scaglionata. Durante la prima fase (“pitcher and catcher report”), sarà consentito un allenamento collettivo da gruppi di massimo 5 persone, poi se le cose andranno bene il gruppo verrà aumentato. All’arrivo in ritiro verranno tutti sottoposti a screening seguito da una auto quarantena di 24-48 ore, fino a quando non saranno disponibili i risultati. I giocatori inizialmente non assegnati alla Major si alleneranno in strutture separate.

Lo staff della squadra, inclusi i giocatori, riceverà termometri per l’autodiagnosi e dovrà fare due test in rapida successione ogni mattina.

Allo stadio, il personale e gli atleti misureranno la temperatura due volte al giorno e saranno sottoposti a diversi tamponi di fluido ogni settimana. Chiunque presenti sintomi COVID-19 o sia entrato in contatto con qualcuno che ha confermato di essere infetto sarà sottoposto a test rapidi. Una persona non può ricongiungersi al team fino a quando non risulti due volte negativo nei test effettuati a distanza di almeno 24 ore, e comunque solo dopo aver ricevuto il consenso dal personale medico MLB.

Se un individuo è esposto a una persona con un’infezione, quella persona non deve mostrare segni di malattia, essere testata quotidianamente per almeno 7 giorni consecutivi e sottoposta a controlli di temperatura più frequenti. La persona deve anche indossare una maschera in ogni momento tranne che sul campo.

La maggior parte dei test prenderà tracce di saliva ma potrebbero esserci tamponi orali o nasali. I campioni di sangue verranno raccolti con minore frequenza per i test sierologici utilizzati per rilevare gli anticorpi.

Tutte le gare saranno disputate in Arizona o Florida, nei campi utilizzati per gli spring-training e le partite saranno disputate tutte tra le 19 e le 21 ora locale, fatto salvo eccezioni gestite dalla MLB.

 

Andrea Tolla
Informazioni su Andrea Tolla 480 Articoli
Nato a Roma nel 1971, Andrea è padre di 3 figli, Valerio, Christian e Giulia. Collabora con il quotidiano Il Romanista dove si occupa, tra le altre cose di baseball e football americano. Appassionato di sport in genere collabora anche con il mensile Tutto Bici e con il quotidiano statunitense in lingua italiana America Oggi. Ex-addetto stampa della Roma Baseball, cura una rubrica di baseball all'interno di una trasmissione sportiva di un'emiitente radiofonica romana.