Serie A1 2019, si deciderà poi

Rinunce di quelle dell'anno scorso, promosse senza illuminazione. Due partite o tre? I comunitari! Tanti dubbi sul campionato che verrà, e la FIBS pensa a una convention generale a novembre

In teoria, con i risultati di sabato e domenica scorsi, dovremmo avere il quadro della serie A1 2019: Fortitudo Bologna, Parma 1949, Città di Nettuno, Rimini, San Marino, Padova, Padule, Nettuno City, e le promosse Rangers Redipuglia, Castenaso, Redskins Imola e Godo. Stando alle dichiarazioni di inizio stagione oltretutto chi non sale perderebbe anche la A2, ma intanto, di quelle dell'A1 di quest'anno, il City ha avuto già i suoi problemi e il Padova probabilmente rinuncerà. E così saremmo a dieci partenti, con fra le "nuove" Imola e Redipuglia giocano di giorno, e delle ripescabili in regola con le luci ci sarebbero Grizzlies Torino, Macerata e Bollate, non il Senago.
Detto questo, ma lo si sapeva da sempre, tutto passa per la formula. Eravamo rimasti ai due gironi da sei con intergirone: totale in regular season 32 partite (contro le 28 di quest'anno), sempre se due a week end, perché con tre incontri settimanali le squadre resterebbero si e no cinque, al massimo sei. Non sappiamo però se sarà da qui che si ripartirà.
Il vero "scandalo" però è un altro. Capiamo che dire assegnato lo scudetto subito attorno a una tavolo sarebbe stato facile, ma non sarebbe stata la soluzione giusta. Bene aspettare che i play-off dell'A2 dessero tutti i loro verdetti. Però una data e una sede per una riunione dei club aventi diritto al prossimo massimo campionato pensavamo fosse stata pensata da tempo, e che stamattina sarebbe partita la convocazione. Invece ci è stato detto che in federazione stanno lavorando a una consulta generale per tutte le categorie "a novembre". Quando il consiglio federale dello scorso 12 maggio ha deliberato che la chiusura delle iscrizioni per tutte le categorie, serie C esclusa, sarà il 30novembre, e che alla stessa data si chiudo i termini per gli svincoli!
Francamente non riusciamo a capire. Perché sul tavolo ci dovrebbero essere oltre alle questione fondamentale delle due o tre partite, gli Europei, il torneo di qualificazione olimpica, ed eventualmente (dovesse andare bene) Tokio 2020. Smettendola con la favola dei consigli degli avvocati del CONI, e pensando che uno degli incontri vada riservato ai lanciatori di passaporto italiano – "passaporto" – fino al 2020. Poi magari, dopo le Olimpiadi, da pensare se bloccarla sui soli AFI, o piuttosto lasciar perdere. Al contrario, si continua perdere tempo.

Mino Prati
Informazioni su Mino Prati 788 Articoli
Mino Prati, giornalista dal 1979, ha scritto di baseball per 'Il Giornale Nuovo', la 'Gazzetta di Bologna', 'Stadio', 'Tuttobaseball' e 'Baseball International' e 'Agenzia ANSA' e 'Il Resto del Carlino', oltre ad essere stato il curatore del sito BaseballNow. É stato anche direttore responsabile, a livello bolognese, di diverse testate tra cui 'Fuoricampo', 'Baseball Time' e 'Baseball Oggi', nonchè addetto stampa della Fortitudo Bologna. Ha lavorato per l'Ufficio Stampa F.I.B.S. Ha pubblicato l'Almanacco del Baseball, per la Nuova Sagip, nel 1980. Oltre che giornalista, vanta un'esperienza anche dall'altra parte "della barricata": ex-tecnico, dirigente di società, a livello di categorie minori praticamente da sempre (dal 1972) a Minerbio (in provincia di Bologna dove è stato uno dei fondatori della società), e come Direttore Tecnico nelle Calze Verdi Casalecchio (Serie A2-1991) prima e nella Fortitudo Bologna (Serie A1-1992/93) poi. Più volte eletto negli organismi locali della Federbaseball a livello provinciale e regionale. E' stato il Responsabile Editoriale di Baseball.It nel 2002.

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