De Marco e Toglia, stelle “italiane” di Vanderbilt e UCLA

Fra i protagonisti assoluti della stagione NCAA 2018, due giovani talenti (uno esterno, l’altro lanciatore) che stanno trascinando le rispettive squadre ai primi posti del ranking nazionale. Con un sogno: le College World Series di giugno

La NCAA è arrivata al culmine della stagione regolare con la coppia Florida-Stanford a contendersi la leadership nel ranking nazionale. Interessante quello che succede dietro dove fra le inseguitrici troviamo, oltre alla sorprendente North Carolina State, anche due grandi tradizionali come Vanderbilt e Ucla che stanno facendosi valere in due conference sempre molto competitive come la Southeastern e la Pac 12. Merito soprattutto di due giovani talenti di origine italiana come l'esterno Pat De Marco e il prima base Michael Toglia.
Il primo, esordiente in NCAA, è entrato di prepotenza nel lineup di Vanderbilt già da inizio stagione mostrando qualità offensive e di tenacia sopra la media come testimoniano le sue statistiche: .298 di media battuta in 33 gare con 23 punti battuti a casa e 4 fuoricampo di cui l'ultimo realizzato nella recente vittoria dei suoi Commodores 3-2 contro Western Kentucky. Bella la storia di questo ragazzo nato a Brooklyn che, stanco degli inverni rigidi, convince suo padre Pat (ex-giocatore di baseball alla St John's University) ad accompagnarlo per gli ultimi due anni di high-school a Winder-Barrow, in Georgia. Obiettivo: allenarsi e giocare ed tutto l'anno, migliorare e ottenere una borsa di studio tramite uno dei miglior programmi di baseball dell'intera NCAA (Vanderbilt appunto). Ad onor del vero gli osservatori lo avevano già notato nei tornei estivi con la selezione Team Elite Prime in cui era presente anche il lanciatore Nick Storz ora a Louisiana State. De Marco fa parte di un gruppo di freshmen (primo anno) pieno di talenti, tra cui il terza base Austin Martin, come forse non mai nella storia gloriosa di Vanderbilt.
Storia diversa per Michael Toglia nato a Phoenix, in Arizona, ma cresciuto a livello di high-school nello Stato di Washington prima di "scendere" verso Sud, sulla costa Pacifica, fino ad arrivare a Los Angeles per vestire la casacca dei Bruins di UCLA: lì, nella scorsa stagione, si è distinto come uno dei migliori freshmen dell'intera NCAA con ottime statistiche, .261 nel box con 33 rbi e 8 fuoricampo in 56 partite giocate. Durante l'estate scorsa si è disimpegnato molto bene anche nella prestigiosa Cap Code League, la più famosa Summer League per giocatori NCAA, con la squadra dei Cotuit Kettleers insieme al compagno Justin Hooper. Si è presentato al via della stagione 2018 pronto ad occupare con successo uno degli spot centrali nel line-up di UCLA totalizzando finora buoni risultati come testimonia il .296 di media battuta con 24 punti battuti a casa e 6 fuoricampo. Toglia è stato protagonista lo scorso week end dei due successi dei suoi Bruins sulla forte Stanford, leader della Pac 12 e fra le prime tre squadre del Ranking Ncaa.
Una parentesi anche suoi nostri lanciatori in NCAA: Matteo Bocchi viene attualmente utilizzato da Texas come set-up nella partita infrasettimanale con buon rendimento (14.2 inning lanciati, una media PGL di 2.45 con 11 strikeout e 12 valide concesse, unica pecca 12 basi per ball). Continua a impressionare con la casacca del Clarendon Junior College il lanciatore viterbese Maurizio Andretta: imbattuto in 8 apparizioni sul monte di lancio con ben 7 vittorie (l'ultima contro Luna Community College) e 1 salvezza, sta sostenendo i Bulldogs al secondo posto nella classifica della Western Junior College Athletic Conference a poche settimane dalla fine della stagione regolare.

 

Informazioni su Andrea Palmia 120 Articoli
Andrea Palmia è nato a Bologna il 4 aprile 1968 e vive nel capoluogo emiliano con la moglie Aurora e la figlia Lucia di due anni. Laureato in Pedagogia con una tesi sperimentale sui gruppi ultras, lavora dal 1995 come educatore professionale con utenti disabili mentali e fisici. Appassionato di sport in genere ed in particolare di quelli americani, ha sempre avuto come sogno nel cassetto quello di fare il giornalista sportivo. Dal baseball giocato nel cortile del condominio con una mazza scolorita alle partite allo stadio Gianni Falchi con i fuoricampo di Roberto Bianchi e Pete Rovezzi, il passo è stato breve. Fortitudino nel DNA, nutre una passione irrazionale per i "perdenti" o meglio per le storie sportive "tormentate" fatte di pochi alti e di molti bassi.

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