“Premio Donnabella” a Passarotto e alla memoria di Ambrosioni

Il Consiglio del Milano ha assegnato il VI° Premio al grande lanciatore, interbase ed allenatore, nonché bandiera rossoblù per una ventina d'anni, e alla memoria del più grande CT della Nazionale italiana, cresciuto nel Milano

Il Consiglio del Milano, in base ai voti giunti da soci e amici del club, ha assegnato il VI Premio "Doriano Donnabella" al grande Carlo Passarotto, bandiera rossoblù per una ventina d'anni, lanciatore, interbase ed allenatore, e alla memoria di Silvano Ambrosioni, il più grande ct della Nazionale italiana, che nel Milano è cresciuto come giocatore e ha mosso i primi passi da coach.
Passarotto ha vinto con un'ampia maggioranza (il 38{041c9eba418abe0409e67d1b14b0fec05fa81d0642d67c317de174267a75938d} delle preferenze) davanti a Pierino Allara e Vittorio Mazzetti (12{041c9eba418abe0409e67d1b14b0fec05fa81d0642d67c317de174267a75938d} a testa), Marco Fraschetti (6{041c9eba418abe0409e67d1b14b0fec05fa81d0642d67c317de174267a75938d}), Gandini, Folli e Zanella (4{041c9eba418abe0409e67d1b14b0fec05fa81d0642d67c317de174267a75938d}) più altri voti sparsi. Più distribuiti invece i voti alla memoria: Ambrosioni alla fine ha prevalso con il 23,5{041c9eba418abe0409e67d1b14b0fec05fa81d0642d67c317de174267a75938d} su Ugo Balzani (18{041c9eba418abe0409e67d1b14b0fec05fa81d0642d67c317de174267a75938d}) e il fratello Andrea Balzani (12{041c9eba418abe0409e67d1b14b0fec05fa81d0642d67c317de174267a75938d}) oltre a molti voti dispersi.
La scelta di quest'anno, dunque, ha premiato soprattutto il grande Carlito Passarotto, indubbiamente una delle bandiere del Milano, oggi 74enne. Arrivato all'Europhon nel '70, ha centrato subito la grande doppietta scudetto-coppa Campioni, vincendo il titolo europeo anche l'anno successivo. Poi una lunghissima carriera da interbase e da lanciatore che l'ha visto restare sul monte fino a 46 anni, chiudendo la sua carriera in serie A con la Bkv nell'89. In mezzo anche una lunga parentesi da allenatore, alla guida di Frendo, Edilfonte, Olivieri e Cei a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. Passarotto è sicuramente uno dei volti più popolari del nostro club e uno dei grandi idoli del Kennedy. Cresciuto in Venezuela, dove era emigrato da bambino con la famiglia, è tornato in Italia a metà degli anni Sessanta giocando con Juve, Cus Genova e Lazio prima di approdare al Milano con cui ha giocato 466 partite in 17 stagioni, quinto rossoblù di tutti i tempi dietro Guerci, Allara, Pasotto e Novali. Tra il '77 e l'84 è stato anche manager del Milano in 290 partite, terzo manager della nostra storia dietro Cameroni e Mazzotti. Conta 68 presenze in azzurro e ha preso parte a 2 Europei e a 3 Mondiali. E' stato l'azzurro che ha segnato il primo storico punto della nostra Nazionale agli Stati Uniti.
Silvano Ambrosioni, invece, ha soprattutto rappresentato il Milano in Nazionale, diventando il ct azzurro con la carriera più lunga e vincente tra il 1977 e il 2000. Cresciuto come giocatore nel Milano, esterno mancino, ha partecipato al ciclo d'oro dell'Europhon vincendo uno scudetto e due coppe dei Campioni. Poi ha intrapreso giovanissimo la carriera di tecnico, prima come coach di Cameroni, poi di Phares dopo una breve parentesi al Parma. Quindi è entrato nello staff delle squadre azzurre e nel '76 ha portato la Nazionale juniores alla conquista del titolo europeo e al terzo posto ai Mondiali in Argentina. L'anno successivo è passato sulla panchina della Nazionale A vincendo subito gli Europei in casa dell'Olanda e centrando il quinto posto ai Mondiali emiliano-romagnoli del '78. Poi, dopo una pausa di qualche anno, è tornato alla guida degli azzurri ininterrottamente dall'85 al 2000 passando per tre edizioni delle Olimpiadi e cinque dei Mondiali e vincendo altri tre campionati europei nell'89, '91 e '97.

 

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