La notte dello scudetto o della speranza?

Rimini prova a chiuderla con Hernandez sul monte, San Marino vuole regalarsi ancora una chance

Alle 20.30 si riparte. Da un 2-0 per Rimini che non è una sentenza ma che mette i Pirati nelle condizioni di avere a disposizione tre match ball per il 13° scudetto. Da uno 0-2 che ha messo San Marino con le spalle al muro ma non per questo l'ha tramortito. La serie scudetto pende dalla parte riminese, ma nel caso la T&A dovesse riaprirla stasera, i fantasmi del "rimontone" del 2013 potrebbero aleggiare sullo Stadio dei Pirati.
Cosa deve fare Rimini per vincerla subito? Mostrare l'atteggiamento tenuto in tutti questi play-off, semifinale con Bologna compresa: giocare punto su punto, inning dopo inning, con la massima attenzione ai dettagli e continuare con quel gioco aggressivo che ha portato vantaggi in questa finale specialmente in garadue. Cosa deve fare San Marino per riaprirla? Riacquistare quella fiducia che al momento sembra sotto gli spikes e provare a comandare la partita, cosa che non è ancora riuscita alla squadra di Nanni, sempre sotto nel punteggio nelle prime due partite.
La condizione fisica della T&A non è eccezionale: Imperiali è fuori per un infortunio muscolare, lo stesso Ascanio è acciaccato, Rimini invece ha recuperato Caseres eventualmente anche per schierarlo in difesa. Sicuro il partente di Ceccaroli che manderà sul monte Hernandez (solo 23 lanci venerdì sera), mentre il manager sammarinese si riserva di decidere tra il più fresco Kimborowicz (non lancia da due settimane) e Quevedo.
"Siamo 2-0 ed è un bel vantaggio, ma da qui a dire che abbiamo lo scudetto in pugno c'è una bella differenza – commenta Paolo Ceccaroli -. La serie è ancora aperta e lo dico soprattutto dopo aver visto garadue dove il 15-5 finale non rispecchia il reale andamento della partita. Fino all'ottavo inning il punteggio era in equilibrio, noi abbiamo battuto all'inizio sfruttando anche un paio di loro errori, poi San Marino è tornata sotto mostrando tutta la forza del proprio line-up".
L'espulsione? "Forse ho un po' esagerato sulla chiamata di balk, ma non mi avevano convinto in precedenza un paio di chiamate".
Marco Nanni prova a infondere fiducia a un ambiente logicamente un po' sorpreso dal doppio ko casalingo. "Bisogna lasciarsi dietro la sconfitta, scendere in campo con l'atteggiamento giusto, con serenità e vincere, soprattutto cercando di fare le nostre cose, non di più. Ansia e paura non devono esistere, andiamo a giocare come sappiamo e poi faremo i conti".
Il manager della T&A riparte dalla rimonta di sabato. "Siamo stati bravi a rientrare dallo 0-6, questione niente affatto semplice e scontata. Poi una battuta andata in un modo o nell'altro avrebbe potuto cambiare il corso del match. Peccato, ma ora bisogna pensare alla terza partita e a fare il meglio possibile".

 

Informazioni su Carlo Ravegnani 241 Articoli
Carlo Ravegnani, nato a Rimini il 31 gennaio del 1968, ha iniziato la carriera giornalistica a 20 anni nell'allora Gazzetta di Rimini, "sostituita" dal 1993 dall'attuale Corriere Romagna dove lavora come redattore sportivo. Collaboratore per la zona di Rimini del Corriere dello Sport-Stadio, il baseball è stata una componente fondamentale nella sua vita: dapprima tifoso sugli spalti dello Stadio dei Pirati poi giocatore nel mitico Parco Marecchia e poi nel Rimini 86, società che ha fondato assieme a un gruppo di irriducibili amici. Quindi giornalista del batti e corri sulla propria testata e alcune saltuarie collaborazioni con riviste specializzate oltre che radiocronista delle partite dei Pirati assieme all'amico e collega Andrea Perari. Negli ultimi anni è iniziata anche la carriera dirigenziale, con la presidenza (dal 2014) dei Falcons Torre Pedrera. La passione è stata tramandata al figlio Riccardo che gioca lanciatore e prima base negli stessi Falcons.

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