T&A, la finale resta un sogno

San Marino sbatte contro il lanciatore 37enne Diegomar Markwell, al settimo inning la spallata decisiva degli olandei del Neptunus

San Marino ci credeva, aveva costruito una squadra per puntare alla Coppa, teoricamente rinforzata sul monte di lancio, con otto lanciatori da utilizzare nella settimana tedesca. E invece ne è bastato solo uno per mandare al tappeto la T&A.

Diegomar Markwell, 37 anni ad agosto, rimasto in pedana tutta la partita chiusa con 121 lanci. Praticamente intoccabile dal terzo inning in avanti e quando le mazze sammarinesi l'hanno toccato, ci ha pensato l'esterno centro Daantji a togliere le castagne dal fuoco con due prese meravigliose in tuffo.

Il Neptunus l'ha vinta (7-1) sfruttando le difficoltà di quello che doveva essere il reparto più affidabile dei titani, il monte di lancio. Nanni ha scelto Kimborowicz come partente, è durato poco più di quattro inning, dopo aver incassato i primi due punti dei "tulipani" frutto di tre doppi (due consecutivi al 4° e uno al 5°). Salito Perez che ha chiuso il quinto inning, ha retto il sesto ma al settimo è stato toccato duro, ha sbagliato una scelta difensiva sul bunt e ha lasciato la pedana ad Ascanio.

Sul secondo rilievo della T&A però il Neptunus ha chiuso la partita: singolo interno, un colpito a basi piene e il singolo da due punti di Muller a mandare i titoli di coda sulla prima semifinale. San Marino infatti ha prodotto solo un punticino al nono inning (volata di Avagnina a basi piene) e oggi tornerà in campo in una finale per il terzo posto che servirà solo per le statistiche.

Il tabellino completo (box score) della partita T&A San Marino-Neptunus Rotterdam

 

Informazioni su Carlo Ravegnani 205 Articoli
Carlo Ravegnani, nato a Rimini il 31 gennaio del 1968, ha iniziato la carriera giornalistica a 20 anni nell'allora Gazzetta di Rimini, "sostituita" dal 1993 dall'attuale Corriere Romagna dove lavora come redattore sportivo. Collaboratore per la zona di Rimini del Corriere dello Sport-Stadio, il baseball è stata una componente fondamentale nella sua vita: dapprima tifoso sugli spalti dello Stadio dei Pirati poi giocatore nel mitico Parco Marecchia e poi nel Rimini 86, società che ha fondato assieme a un gruppo di irriducibili amici. Quindi giornalista del batti e corri sulla propria testata e alcune saltuarie collaborazioni con riviste specializzate oltre che radiocronista delle partite dei Pirati assieme all'amico e collega Andrea Perari. Negli ultimi anni è iniziata anche la carriera dirigenziale, con la presidenza (dal 2014) dei Falcons Torre Pedrera. La passione è stata tramandata al figlio Riccardo che gioca lanciatore e prima base negli stessi Falcons.

Commenta per primo

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.