Cassolato, un paisà esplosivo nel box di battuta di Irvine

Intervista esclusiva con il promettente esterno centro fra i protagonisti dell’ottimo avvio di stagione della University of California Irvine culminato nella vittoria contro la superfavorita Texas Christian, ex-numero 1 nel ranking Ncaa

Il primo mese della nuova stagione del Baseball Ncaa è stato ricco di sorprese con le grandi favorite Florida,Florida State e Tcu che mostrano qualche problema inatteso. Proprio quest'ultima è reduce da una sconfitta nella recente serie contro la rivelazione University of California Irvine trascinata dalla coppia di esterni Keston Miura ed Evan Cassolato, entrambi oltre i 400 di media battuta e leader di squadra nei punti battuti a casa insieme al figlio d'arte Cole Kreuter (papà Chad ha giocato 16 stagioni in Major League ed allenato a livello Ncaa). Gli Anteaters, ovvero i formichieri (questo il soprannome dei giocatori di Uc Irvine) vantano una buona tradizione a livello Ncaa: quattro partecipazioni alle College World Series di cui l'ultima nel 2014 e un titolo della Big West Conference nel 2009. Sono allenati da coach Mike Gillespie, storico manager della prestigiosa University of Southern California e nonno dello stesso Cole Kreuter, uno dei suoi giocatori più promettenti. Fra i prodotti recenti del programma di baseball di Uc Irvine ricordiamo fra gli altri il lanciatore Christian Bergman (ex-Colorado Rockies ed ora allo spring-training con i Seattle Mariners) e il pari ruolo Dylan Axelrod che ha fatto parte del team Israele al recente World Baseball Classic.
La stagione 2017 è partita sotto buoni auspici per gli Anteaters (11 vittorie e 7 sconfitte il record attuale con le due perle dei successi su Tcu): l'obiettivo è rivaleggiare alla pari con la super favorita California State Fullerton, in gran forma e arrivata al numero 5 nel Ranking Ncaa, per il titolo della Big West Conference e staccare uno dei 64 biglietti d'invito per il torneo finale Ncaa di giugno. Per fare ciò coach Gillespie conta sul talento del secondo anno Keston Hiura reduce da una stagione 2016 molto buona (leader nella Conference con 52 punti battuti a casa e incluso nel First Team All American Ncaa) e dall'esplosione dell'esterno centro e lead-off Evan Cassolato che ha avuto un inizio 2017 grandioso soprattutto nel box di battuta con una media di oltre .400 che lo pone al momento fra i primi 10 battitori dell'intera Ncaa.

Baseball.it ha intervistato in esclusiva proprio Evan Cassolato che ringraziamo molto per la disponibilità.

Evan, cosa conosci riguardo le tue origini italiane ed del baseball giocato in Italia?
Sono molto fiero delle mie origini italiane. I parenti dalla parte di mio padre immigrarono dall'Italia in Canada qualche decennio fa e mi ha sempre incuriosito conoscere qualcosa in più sulla storia della mia famiglia di cui mio nonno mi raccontava spesso. Sono a conoscenza dello sviluppo del baseball giocato da voi ed è stato bello vedere giocare l'Italia al World Baseball Classic. Ho avuto la sensazione che il baseball sia popolare in Italia.
Ti puoi descrivere come giocatore, quali sono le tue qualità ed i difetti?
Mi considero un giocatore molto competitivo e un gran lavoratore. Le mie più importanti qualità sono una buona etica del lavoro, velocità ed abilità nel mettere la palla in gioco. Riguardo i miei punti deboli credo che il principale sia la difficoltà nell'esprimere potenza nel box di battuta.
Quando hai iniziato a giocare a baseball?
Gioco a baseball fin da quando ero piccolo. Ho iniziato a 4 anni con il T-ball e non ho più smesso.
Quali sono le tue aspettative per questa stagione specialmente dopo la vittoria nella serie contro Tcu?
Ho grandi speranze per la nostra squadra in questa stagione 2017. Credo fermamente che abbiamo capacità/abilità tali per vincere la nostra Conference (la Big West) e cercare di arrivare fra le 8 partecipanti alle College World Series di giugno. Dopo aver sconfitto Tcu abbiamo capito che possiamo competere con qualsiasi compagine Ncaa.
Ti aspettavi un inizio così buono con una media battuta personale di oltre .400?
Se devo essere sincero non sono sorpreso dal mio primo mese di stagione regolare e dalle mie statistiche finora. Cerco sempre di dare il massimo sul diamante ed essere il miglior giocatore e compagno di squadra possibile per portare la mia squadra alla vittoria.
Che rapporto hai con coach Gillespie e con i tuoi compagni?
E' una grande esperienza e onore giocare per un allenatore come Mike Gillespie e in questi anni ho imparato molto sotto la sua guida. Ho un buon rapporto anche con i miei compagni e cerco di essere un leader per loro guidandoli con il mio esempio quotidiano.
Chi è il tuo giocatore preferito fra i pro?
Il giocatore che ammiro di più in Major League è Nolan Arenado dei Colorado Rockies.
Nelle ultime due estati hai giocato in due diverse Summer League riservate a giocatori Ncaa (Alaska League e California Collegiate League): come valuti entrambe le esperienze per la tua crescita personale e come giocatore?
Giocare nella Alaska League è stata soprattutto un'esperienza di vita in un luogo dove non ero mai stato prima e mi ha consentito di affrontare un livello di competizione piuttosto alto. Valuto quella nella California Collegiate League con i Santa Barbara Foresters come la più bella in assoluto anche per la vittoria finale. E' stato un vero onore confrontarmi con avversari di grande talento restando sempre nel mio Stato e mi ha fatto certamente crescere come giocatore. Coach Pintard è stato un grande modello fuori e dentro il diamante da cui noi tutti presenti abbiamo imparato tanto.

 

Andrea Palmia
Informazioni su Andrea Palmia 113 Articoli
Andrea Palmia è nato a Bologna il 4 aprile 1968 e vive nel capoluogo emiliano con la moglie Aurora e la figlia Lucia di due anni. Laureato in Pedagogia con una tesi sperimentale sui gruppi ultras, lavora dal 1995 come educatore professionale con utenti disabili mentali e fisici. Appassionato di sport in genere ed in particolare di quelli americani, ha sempre avuto come sogno nel cassetto quello di fare il giornalista sportivo. Dal baseball giocato nel cortile del condominio con una mazza scolorita alle partite allo stadio Gianni Falchi con i fuoricampo di Roberto Bianchi e Pete Rovezzi, il passo è stato breve. Fortitudino nel DNA, nutre una passione irrazionale per i "perdenti" o meglio per le storie sportive "tormentate" fatte di pochi alti e di molti bassi.

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