Claudio Scerrato, i miei 60 anni nel baseball

Dall’esordio come juniores a manager della squadra tirrenica: domani è il compleanno di colui che oggi è anche scout dei Philadelphia Phillies. “Il mio sogno? Vedere un giocatore di Nettuno riuscire ad arrivare in Major"

Una passione che non accenna a smettere. Sessant'anni vissuti a pane e baseball. Giocatore, allenatore e anche talent-scout, tutto questo è Claudio Scerrato che di questo sport ha fatto la sua vita. Domani spegnerà la sua sessantesima candelina e Baseball.it ha voluto ripercorrere le tappe fondamentali della sua attività.

Come è nato questo amore per il baseball?
Non so se lo sai, ma i fratelli Lauri sono i miei zii. Nel mio caso si può dire che sono nipote d'arte. Il baseball l'ho respirato fin da piccolo e giocavo già all'età di 5 anni. Una passione che è nata in maniera naturale con me, giocare a baseball è stato un po' come imparare a camminare.

Tutta la trafila nelle giovanili, poi a 15 anni l'esordio con il grande Nettuno
L'esordio in prima squadra è stato improvviso. Come tanti a quel tempo praticavo un doppio sport: d'inverno giocavo a calcio e d'estate a baseball. Avevo 15 anni e stavo giocando con la juniores quando arrivò Gianpiero Faraone che chiamò me e Sergio Morville da parte e ci disse che ci avrebbe aggregato con il roster della prima squadra. Io e Sergio esordimmo insieme contro la MobilCasa, ci chiamavano la "batteria più giovane d'Italia". Era il 1972, Giocai un paio di inning e feci due strikeout. L'anno dopo giocai in maniera stabile con la prima squadra, vincemmo il campionato e chiuso con 1,55 pgl, con il titolo di miglior lanciatore del campionato. Una grande soddisfazione per un ragazzo di 16 anni. Quell'anno poi ci fu anche la Coppa Campioni a Nettuno con la più grande rissa a cui io abbia mai assistito dopo che con una scivolata a casa base Pietro Monaco ferì il ricevitore del Madrid. Sembrava non finisse mai e poi fui chiamato sul monte a chiudere quella partita negli ultimi due inning e vincemmo. Subito dopo quella partita sono stato chiamato in nazionale e esordì durante l'Europeo giocando anche la finale.

Nella tua lunga carriera da giocatore, quale ricordo ti è rimasto più impresso?
Sicuramente la vittoria dello scudetto nel 1973 e la finale contro Ronchi dei Legionari. Quella partita la inizio Alfredo Lauri, ma un po' il freddo e un po' forse non era in giornata, fui chiamato a sostituirlo dopo due inning. Lanciai tutto il match e ti puoi solo immaginare la gioia per un ragazzo di 16 anni che si ritrova a vincere lo scudetto con il Nettuno lanciando l'ultima palla: i compagni che corrono ad abbracciarti, la felicità le lacrime. Un ricordo stupendo.

Finito di giocare resti nel mondo del baseball e diventi anche manager del Nettuno
La mia intenzione è stata sempre quella di fare il pitching coach. Certo nelle giovanile ho allenato, ma non era nei miei progetti quello di diventare manager. Poi c'è stata questa opportunità in cui il Nettuno aveva bisogno della mia figura e sono stato anche contento di quello che ho fatto perché siamo riusciti ad arrivare ad una partita dai playoff nonostante i tanti problemi societari che c'erano nel 2013.

Giocatore, allenatore e anche talent scout
Ho Iniziato a fare lo scout con i Seattle Mariners nel 2000 e ho proseguito con loro fino al 2008 poi dal 2008 ad oggi lavoro con i Philadelphia Phillies. Ho firmato ragazzi importanti come Francesco Imperiali, Giuseppe Mazzanti e Alex Liddi e lui, naturalmente, è quello che mi ha dato più soddisfazione. E' un grandissimo giocatore e averlo fatto firmare e vederlo in Major League è stato un vero orgoglio.

Sono tanti i ragazzi che continui a visionare e che iniziano la loro avventura negli USA. Nel 2016 hanno firmato Leonardo Colagrossi, Alessandro Ciarla e Ludovico Coveri, che futuro vedi per questi ragazzi?
Alex Liddi fisicamente era un ragazzo più preparato ed è partito due anni prima e questo conta. Su Leonardo Colagrossi i Phillies hanno investito su di lui anche per l'operazione alla spalla e ora è in completo recupero. Vuol dire che gli allenatori credono in lui e che può arrivare ad un ottimo livello. Io ci come scout ci credo. Come battitore potrebbe fare la scalata, ma purtroppo nelle Minor per arrivare in Grande Lega ci vogliono anche altri fattori che non si possono prevedere adesso. Spero che cresca sempre più. Ludovico Coveri è buon lanciatore dotato di un'ottima velocità tra 92-93 miglia ed è un buon punto di partenza. Alessandro Ciarla ha grandissime potenzialità di crescere, devo solo rendersi conto dell'opportunità che ha davanti per fare questa scalata. Ci vuole una grande dedizione per arrivare Major League e impegnarsi ogni giorno al 100{37a72765913e4720ec1308b3cfca890067d7faefe7b8b247044645bd730e52e9} nel baseball perché ci sono una quantità impressionante di giocatori che provano la scalata fino in Major League e quindi appena sbagli un anno ti mandano a casa. Il mio sogno è vedere un giorno un giocatore di Nettuno riuscire ad arrivare in MLB.

 

Informazioni su Davide Bartolotta 213 Articoli
Nato ad Anzio (Roma) il 9 aprile 1988, ha sempre vissuto nella vicina Nettuno. A 6 anni ha cominciato a giocare a calcio, ma essendo della “città del baseball” non poteva che appassionarsi a questo sport. E' iscritto all'ordine dei giornalisti nell'albo dei pubblicisti. Da spettatore ha seguito il baseball fino al giugno del 2008, quando ha iniziato una collaborazione con “Il Granchio”, settimanale d’informazione di Anzio e Nettuno, di cui è diventato dal 2010 redattore e redattore web, che gli ha permesso di vivere questo sport da un altro punto di vista. Nel primo anno di attività giornalistica ha avuto modo di seguire diversi eventi internazionali tra cui le Final Four dell’European Cup a Barcellona (settembre), oltre che a coprire regolarmente la serie A2 ed in particolare le gare del Nettuno2. La sua più grande aspirazione è quella di contribuire, anche se in una minima parte, a far crescere in Italia la considerazione per questo sport, e magari un giorno poterlo raccontare collaborando con testate nazionali. Laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Nelle stagioni 2011 e 2012 ha svolto il ruolo di addetto stampa per la Danesi Nettuno Bc. E' giornalista presso il gruppo editoriale DComunication dove ricopre il ruolo di redattore web per il quotidiano online di Anzio e Nettuno www.ilclandestinogiornale.it e cura la parte giornalistica dell'emittente televisiva regionale (Lazio) YoungTv dove cura una rubrica sportiva. Dall'agosto 2015 collabora con l'Agenzia di Stampa InfoPress realizzando servizi e contributi per Il Corriere dello Sport seguendo lo sport locale e le squadre in trasferta all'Olimpico di Roma per le partite del campionato di serie A di calcio. Gli piace la musica rock e adora guardare film... è arrivato ad un picco massimo di cinque in una giornata.

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