Fuori, ma infinitamente pazzi di voi

Una squadra completamente italiana che se la gioca fino alla morte. L'onestà di ammettere che nel baseball esistono i cicli. E questo non è il nostro. Ma l'Italia c'è

"Vivere a colori" è stata indubbiamente la canzone dell'estate: l'europeo di baseball non è stato da meno. Centinaia, migliaia, di persone vestite dei vari colori delle varie nazionalità, hanno gremito gli spalti del'Hoofdoorp Pioneers complex, dove, dopo ogni partita, a tarda sera un comlesso musicale intratteneva appassionati e giocatori che socializzavano tra una nota e l'altra, tra un cocktail o una birra (rigorosamente olandese) e l'altra.
Il campo ha detto, per grande delusione degli appassionati italiani, che la finale, per la prima volta nella storia, la giocheranno Olanda e Spagna. Parliamo di baseball e non di calcio (ricorderete l'appassionante finale dei mondiali 2010…), ma è lo specchio dei tempi che cambiano. Come la società, anche il baseball, qualche volta, fa passi in avanti.
Io sono orgoglioso di questa nazionale.
Lo sono perché non ha mai abbassato la testa, perché pur sapendo di essere inferiore alla Spagna (l'Olanda è stata la peggiore degli ultimi trent'anni, concedetemelo…), ha sempre lottato a testa alta. Ha dato una media di 15 punti a tutti, poi, quando c'è stato da "stringere", va beh, succede… ma una nazionale con nove italiani in diamante, quando mai l'abbiamo vista, negli ultimi (ancora…) trent'anni… dai, ragazzi, questo è il nostro baseball, questo è il nostro livello.
Lo ha ammesso Mazzieri: "A volte bisogna essere talmente onesti da dire che ci sono squadre più forti di noi…" Io direi, più pronte di noi, perché il talento a questa squadra non si può dire che manchi. Avrei portato anch'io Ambrosino, ma non perché un amico, ma perché è forte, forte, forte… ma il commissario tecnico ha reputato che chi avrebbe preso il suo posto aveva caratteristiche più adatte, non che era più forte, altrimenti Paolino non farebbe nemmeno parte del gruppo, o no? Nosti ha fatto il suo, mi pare, ma comunque, siamo li, non è certo per quello che l'Italia non è andata in finale. Non ci è andata perché ha trovato squadre più "pronte", perché gli episodi hanno detto di no. Succede.
Io ricordo un europeo del 93 nel quale si metteva in croce Roberto Bianchi perché in 5 partite di finale aveva battuto 0/20… andiamo, su, questo è il baseball, per fortuna questo è il baseball, pensate che noia sarebbe sempre Italia e Olanda, sempre Parma e Nettuno o Nettuno e Rimini o Bologna e Rimini…siamo fuori, vero, ma questa squadra ci ha emozionato, una squadra con otto o nove italiani nati e cresciuti in Italia, più Da Silva, Nosti, Ramos e gli altri lanciatori, che in Italia vivono da una vita.
Dovevamo arrivare più avanti possibile in questo europeo, con i migliori d'Italia. Ci abbiamo provato… poi, ognuno ha le sue idee, come nel calcio, c'è chi preferiva Baggio, chi Del Piero, chi Totti. Nel baseball i Totti, Baggio o Del Piero in squadra c'erano praticamente tutti: Liddi, Mazzanti, Vaglio, Desimoni, Reginato… ma gli olandesi chi hanno, nato e cresciuto in Olanda? E gli spagnoli?
Siamo orgogliosi di questi ragazzi, che un tempo abbiamo coccolato come cuccioli e ora fanno la storia del baseball italiano. Arriveranno tempi megliori, eccome se arriveranno!

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Informazioni su Matteo Desimoni 337 Articoli
Nato a Parma l'8 febbraio 1978, laureato all'Università di Parma in Scienze della comunicazione, con tesi di laurea "La comunicazione in una società sportiva: il caso dell'A.S.D. Baseball Parma", collaboratore della "Gazzetta di Parma", iscritto all'ordine dei giornalisti, elenco pubblicisti, dal settembre 2009. Ha collaborato nel 2005 anche con "L'informazione di Parma". Dal luglio 2009 a fine agosto 2011 ha ricoperto l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa della società A.S.D. Baseball Parma. E' l'ideatore e direttore responsabile del periodico gratuito "Baseballtime" distribuito sui campi da baseball della provincia di Parma. Ha iniziato la carriera da giocatore a 8 anni, nel 1986 nelle giovanili dell'Aran Group, poi ha militato in diverse squadre della provincia di Parma e debuttato in serie B con il Sala Baganza e in serie A2 con la Farma Crocetta nel 1998. Dal 2002 al 2008 ha allenato le giovanili di Crocetta e Junior Parma.

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