Italia, dal monte le note dolenti

Azzurri devastanti in attacco, ma con parecchi problemi nel pitching staff. Ora tre sfide da vincere, ma la finale sembra lontana.

Magari alla fine, come tutti speriamo e ci auguriamo, l'Italia vincerà le prossime quattro partite e conquisterà un titolo europeo che a quel punto sarebbe qualcosa di straordinario. Però al momento attuale immaginarsi una nazionale azzurra che festeggia sul campo di Hoofdorp attorno alle 20 di domenica è qualcosa di più simile ad un sogno che alla realtà.
La verità è che su tre partite (contando anche quella dell'Italian Baseball Week) con la Spagna l'Italia ne ha perse due e pareggiata una, che nonostante abbia battuto più valide ha subito, in queste tre partite, quattro fuoricampo realizzandone solamente uno. Un'altra verità è che su cinque partite del girone eliminatorio degli europei è vero si che l'Italia ha fatto più punti di tutte le altre (67!), ma ne ha subiti ben diciassette, dieci più dell'Olanda, per esempio, che ha giocato con avversari, Spagna a parte, decisamente più ostici rispetto a quelli degli azzurri. Nelle ultime due partite i lanciatori italiani hanno concesso tre fuoricampo. La Croazia contro Coveri, Crepaldi e Rizzo è riuscita a battere nove valide.Contro la Spagna ad affossare l'Italia sono state invece soprattutto le sette basi su ball, oltre ai due fuoricampo che in totale hanno fruttato cinque degli otto punti segnati dagli iberici.
Insomma, se si dice che le partite si vincono sul monte, allora questa Italia non è sulla strada giusta. Oltretutto anche l'attacco devastante a disposizione di Mazzieri nel momento clou della sfida per la testa del girone è stato irretito da un lanciatore ostico, di buon livello, ma che gioca (e domina) in serie A federale. Che ha assaggiato l'IBL una sola volta, nel 2011 e non mi pare che per lui le cose fossero andate particolarmente bene. Però queste sono cose che possono succedere.
Il vero problema di questa nazionale, ma è già stato detto e ripetuto, sono i lanciatori. Ma non c'è niente da fare, nome più o nome meno, i migliori, secondo ciò che ha detto il campionato, sono tutti in Olanda. Poteva esserci Rivera, certo, poteva esserci Corradini sul quale si è nuovamente accanita la sfortuna, ma poi? La verità, ancora, è che con un campionato di 36 partite per squadra, delle quali solo 12 vedono sul monte i lanciatori italiani, non si può pretendere molto di più. Pensiamo che, infortunati a parte, praticamente tutti i lanciatori italiani, di nascita o passaporto, delle prime due classificate in IBL fanno parte del roster della nazionale in Olanda. Il resto cosa offre? Alcuni giovani interessanti a Nettuno e Parma, forse Fabiani del Padova, ma è troppo presto, forse, per puntare su di loro in un europeo da vincere. Forse bisogna iniziare a pensare all'interesse del movimento quando ci si siede attorno ad un tavolo per mettere insieme le regole dei campionati e non solo agli obiettivi del singolo club. O per lo meno, se interessa solo vincere uno scudetto che non si fila nessuno o una coppa dei campioni che ricorda più un torneo dei bar e della nazionale ce ne freghiamo, abbiamo almeno la decenza poi di non criticare così, tanto per dar aria ai denti, quando non ottiene risultati.
Ma torniamo all'attualità. Ora la classifica dice questo: Olanda e Spagna (2-0), Italia (1-1), Germania (1-1), Repubblica Ceca e Belgio (0-2). L'Italia affronterà prima la Germania, poi l'Olanda, infine la Repubblica Ceca. Il rischio di un arrivo a pari punti è decisamente concreto e non vedrebbe gli azzurri messi particolarmente bene: in caso di arrivo a pari con la Spagna sarebbero fuori, l'arrivo a pari con la Repubblica Ceca sarebbe possibile solo nel caso in cui l'Italia battesse Germania e Olanda, ma perdesse poi lo scontro diretto. E sarebbe quindi comunque fuori. Meglio vincerle tutte, dunque, ma potrebbe, appunto, non bastare. Perché in caso di arrivo in parità con Olanda e Spagna servirebbe l'ausilio del famigerato TQB. Fare calcoli adesso è inutile, ma è ovvio che gli azzrri dovrebbero vincere con scarto alto con gli olandesi e subendo il minor numero di punti possibile, sperando che loro facciano altrettanto con la Spagna. Oppure, ma ora sembra utopistico, che perdano contro le furie rosse ma, a quel punto, in finale andrebbero Italia e Spagna, appunto. Oltretutto, vedremo quali saranno le scelte di Mazzieri e se Lugo sarà disponibile per la super sfida di venerdì, molto difficile, oppure sabato, ma anche con la freschezza dei lanciatori non siamo messi benissimo. Sicuramente, visto che o si vince o si muore, lo staff tecnico non esiterà, in caso di necessità, ad usare Da Silva venerdì con gli olandesi, ma in condizioni normali, dopo aver lanciato sei riprese tra domenica e martedì, difficilmente sarebbe fresco prima di sabato. Vedremo. E speriamo: Forza azzurri!

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Informazioni su Matteo Desimoni 337 Articoli
Nato a Parma l'8 febbraio 1978, laureato all'Università di Parma in Scienze della comunicazione, con tesi di laurea "La comunicazione in una società sportiva: il caso dell'A.S.D. Baseball Parma", collaboratore della "Gazzetta di Parma", iscritto all'ordine dei giornalisti, elenco pubblicisti, dal settembre 2009. Ha collaborato nel 2005 anche con "L'informazione di Parma". Dal luglio 2009 a fine agosto 2011 ha ricoperto l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa della società A.S.D. Baseball Parma. E' l'ideatore e direttore responsabile del periodico gratuito "Baseballtime" distribuito sui campi da baseball della provincia di Parma. Ha iniziato la carriera da giocatore a 8 anni, nel 1986 nelle giovanili dell'Aran Group, poi ha militato in diverse squadre della provincia di Parma e debuttato in serie B con il Sala Baganza e in serie A2 con la Farma Crocetta nel 1998. Dal 2002 al 2008 ha allenato le giovanili di Crocetta e Junior Parma.

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