Baseball Ciechi, ecco il "Derby della Madunina"

Cresce l'attesa in vista della stracittadina milanese domenica alle 10 sul diamante del Kennedy di Via Olivieri. Si rinnova l'affascinante confronto tra lo sluggish ball pragmatico dei Tuoni di Novali e lo smallball dei Lampi di Molon

"Arrivo lì. Così. Nessuno mi aspettava più. Un temporale fa dei grandi gesti grigi. Ooh, è il clima mio ". Ricordate le liriche struggenti sussurrate dall'inconfondibile voce roca di Paolo Conte nel celebre pezzo " Nessuno mi ama ", contenuto in quel capolavoro dal titolo Tournée? Ebbene, mai temporale figurato si preannuncia più oscuro, incerto e minaccioso di quello che metaforicamente Lampi e Tuoni si preparano ad inscenare domenica prossima, playball ore 10, sul glorioso "Kennedy" di Milano.
Un "derby della Madunina" particolarmente sentito in città quest'anno, difficile da pronosticare alla vigilia, in virtù delle molte variabili e incognite che gravitano intorno ad una stracittadina il cui esito presumibilmente segnerà il destino delle due squadre nella seconda fase di questo ventesimo campionato, più enigmatico che mai. Conto alla rovescia partito ufficialmente già da martedì scorso, attesa che dietro le consuete dichiarazioni di rito improntate al fair play generale si carica di tensione e cura nei dettagli nelle sessioni di rifinitura al Saini (Thunder's 5 giovedi, Lampi venerdi), condita da quella spruzzata di consueti "sfottò bonari" che, potete giurarci, popoleranno striscioni e travestimenti pittoreschi che le due tifoserie stanno approntando per domenica.
Sono ormai lontani i tempi dei derby infiammati dal confronto tecnico-tattico che opponeva il baseball muscolare della corazzata Thunder's 5 guidata dallo slugger Ghulam, padrona assoluta per diverse stagioni a cavallo tra 2005 e 2011, ad un baseball più leggero, rapido e intessuto tra le basi dei Lampi orchestrati da skipper Fabio "Mago Giurlì" Giurleo, una ricetta vincente che ha consegnato alla bacheca i primi due titoli della loro giovane storia. Milano egemone in AIBXC per almeno un decennio, concorrenza costretta suo malgrado a spellarsi le mani ed ammirare le finali scudetto meneghine andate in scena a Casteldebole nelle edizioni numero 17 e 18 del campionato. Il dominio lombardo è stato bruscamente interrotto l'anno scorso da Bologna e Fiorentina che si sono imposte sulle milanesi alle Final Four prima di dar vita ad una Finale tricolore dell'Appennino a senso unico che ha assegnato lo scudetto ai gigliati. Alla base della parziale decadenza dell'impero meneghino, un inevitabile quanto inesorabile svecchiamento delle due compagini, in campo come nel dug-out. Nonostante gli innesti interessanti operati dai rispettivi staf tecnici a inizio stagione (Nardin e Mormino ad abbassare leggermente l'anagrafe Thunder's 5 e rinforzarne il cuore del line up, mentre i Lampi si coccolano la linea verde rappresentata da Comi e Allegretta) non possiamo nascondere o derubricare le grandi difficoltà patite dal capoluogo lombardo nel fornire nuova linfa ai rispettivi roster, che possa conseguentemente alimentare e stimolare la fame di successo.
Il discorso interessa manager, assistenti ed atleti, un denominatore particolarmente doloroso, comune all'intero movimento, nonostante le continue sollecitazioni del Commissario Stefano Malaguti a favore di un coinvolgimento maggiore di capitale umano che, tuttavia, deve partire gioco forza dalle fondamenta di questa splendida piramide, rappresentata dai non vedenti.
Sta di fatto che l'esuberanza di Firenze e l'accorpamento delle franchigie di Bologna e Ravenna nell'identità emiliano-romagnola Bologna WHITE SOX CVINTA deciso ad inizio 2015 – una sorta di operazione marketing mirata a "vincere subito e facile" oltre che naturalmente a garantire la sopravvivenza del baseball ciechi – ha scalzato Milano dal trono AIBXC, offrendo per altro importanti occasioni di successo ad altre realtà come Firenze, Roma, Malnate e Cagliari.
Tornando al presente, Thunder's 5 affidati oggi all'esperienza cinquantennale di un'istituzione del battiecorri italiano ed europeo, Angelo Novali, promosso a capoallenatore, in barba all'anagrafe, supportato dal carisma di icone vincenti del nostro sport come Daniele Crippa, Giuseppe "Gheghe" Carestiato, Carlo Passarotto, infiammati dall'esuberanza genuina e passionale di un incredibile Gianluca "Red Sox" Giovinetti, il cui vocione imperioso infiamma i nostri diamanti da ormai quattro stagioni. Line up Tuoni guidato in diamante da Francesco "El Presidente" Cusati, da oltre 15 anni ad alti livelli, sempre più accostabile ad un vino pregiato, che nel tempo guadagna retrogusto olfattivo e gustativo di grande personalità, supportato dalla dedizione di Cristiano "Tatone" Tedoldi, dalla sagacia combattiva di Fabio "Littorina de Trastevere" Scali, dalla muscolarità e rapidità del giovane slugger Ivan "Baby Face" Nesossi, come dalla neomaturità tecnica raggiunta da Fabio "I got the Blues" Dragotto e Davide Moreschi, oltre ai già citati Nardin e Mormino.
I Lampi, dal canto loro, si presentano al derby guidati in dug-out dalla filosofia pacata eppur pignola del neomanager Claudio "Molly" Molon, già immortalato e stravolto nei simpatici fotomontaggi della torcida Lampi più creativa. Atleti di Molon che in diamante possono contare sulle garanzie tecniche e agonistiche assicurate dalla condizione atletica invidiabile di capitan Maurizio Scarso, di gran lunga ancora "Il Metronomo" indiscusso della squadra in campo, determinato una volta di più a sfidare avversari ed un'anagrafe severa, per nulla scalfito dal logorio di 15 anni di grande baseball.
Il successo di Maurizio non potrà comunque prescindere dall'apporto dei senatori Lampi su entrambi i lati del campo: parliamo di Claudio "Il Pianista" Levantini, autore di una stagione davvero maiuscola sino ad ora, dello slugger senegalese Bara Mbacke Dieng, che confida di poter superare i dolori di schiena che ne hanno condizionato le prime uscite contro Malnate e Cagliari, di Luigi "El Cino" Bottarelli, agonista puro se ce n'è uno, supportati dal consueto ottimo senso della posizione in difesa di Ilaria Folletto Granata, nonché da una produzione che Molon si augura robusta da parte del comparto giovani sopracitato, impersonificato da Comi e Allegretta.
Chi deciderà perciò di rischiare e travestirsi da underdog in questo derby? Chi saprà affrontare questa doppia sfida elettrizzante con l'incoscienza lucida di chi non ha nulla da perdere?
Perfettamente consapevoli che in questo momento un doppio passo falso di una delle due squadre potrebbe significare addio ai sogni di gloria, lasciamo volentieri la parola al campo.
Speriamo comunque di assistere a due gare spettacolari, giocate sui binari della correttezza nonostante la molta carne al fuoco cucinata nel corso di un inverno turbolento per le due squadre. In fondo questa vituperata Milano, livida e sprofondata per sua stessa mano, aspetta questo derby da troppo tempo.

Informazioni su Matteo Briglia 180 Articoli
Matteo Briglia è nato a Milano nel 1968 e lavora come Analista Programmatore Senior presso la Engineering SPA - Ingegneria informatica. Diplomatosi nel 1992 come traduttore simultaneo, due anni più tardi consegue la Laurea in lingue presso lo IULM di Milano (inglese, francese). Da sempre appassionato di sport, in particolare quelli americani, segue sin dall'adolescenza il football e il basket di cui ha iniziato a scrivere nel 1993 pubblicando brevi articoli su riviste online riguardanti la postseason NFL e i playoffs NBA. Ha poi cominciato ad interessarsi anche alla Major League Baseball intorno al 1994, nella stagione dominata dai Toronto Blue Jays, formazione di cui si è immediatamente innamorato una volta comprese a fondo le regole del gioco e migliorato l'inglese tecnico (per poter seguire via radio le cronache direttamente dai diamanti a stelle e strisce). Dal 1998 circa scrive appassionati resoconti sulla Major League, con approfondimenti su New York Yankees e Atlanta Braves, squadra del cuore ormai da un ventennio. Matteo segue in diretta in particolare la postseason della MLB, con testi cariche di emotività, colore e pathos emozionale che hanno sempre caratterizzato le sue cronache di non vedente rendendole più vicine alle narrazioni Blog. Da tre anni circa, ha scoperto il baseball per non vedenti, entrando in contatto con l'AIBXC (Associazione Italiana Baseball giocato da ciechi). L'esperienza lo ha talmente elettrizzato tanto che dopo una prova iniziale ha deciso di proseguire a giocare con i Lampi Milano. Dal maggio 2011 collabora con Baseball.it seguendo da vicino tutto quello che succede nel movimento del baseball per ciechi.

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