College World Series, la lunga strada verso Omaha

Al via nel week-end il torneo finale NCAA che avrà il suo momento culminante da metà giugno con la disputa delle CWS. Tra le grandi favorite LSU e UCLA pronte a rimpiazzare i campioni in carica di Vanderbilt

Terminata la stagione regolare e i tornei di conference, non senza alcuni risultati a sorpresa come la sconfitta di Illinois nella "Big Ten" dopo ben 27 vittorie consecutive, è stato definito il tabellone a 64 squadre per il torneo Ncaa che ha suscitato, come spesso accade, polemiche soprattutto per l'assegnazione della testa di serie numero 1. La prescelta è stata Ucla a scapito dei i Tigers di LSU, dominatori dell'ultimo mese e mezzo di stagione e sconfitti da Florida nella semifinale del torneo della Southeastern conference. Ucla d'altro canto ha subito 2 sconfitte nell'ultimo trittico contro Oregon (prima serie persa dai Bruins in questo 2015) ma il comitato Ncaa di selezione ha premiato ugualmente i californiani, campioni nazionali nel 2013 ma deludenti lo scorso anno, trascinati da un ottimo monte di lancio con James Kaprielian (9 vinte e 4 perse con 1.94 di media PGL) e David Berg (12 salvezze e 7 vittorie con 0.73 di media pgl) su tutti, nonché da un attacco molto pericoloso che può contare sull'interbase Kevin Kramer (.328 nel box e 31 rbi), l'esterno Ty Moore (.335 e 47 rbi) e il prima base Luke Persico (.286 di media battuta e 38 punti battuti a casa). Ci piace ricordare come primo tifoso dei Bruins qui in Italia l'interbase Jack Santora del San Marino, ex stella di Ucla nella seconda metà degli anni '90 a cui, scaramanticamente, non farà piacere sapere che dal 1999 ad oggi una sola volta (Miami proprio nel '99) la testa di serie numero 1 ha vinto il titolo Ncaa.
Il torneo finale inizierà questo week end con la disputa di 16 concentramenti (Regionals) da 4 squadre ciascuno, le cui vincitrici si affronteranno in 8 "Super Regionals" (miniserie al meglio delle 3 partite) che determineranno le partecipanti alle College World Series in programma sul diamante del Td Ameritrade Park di Omaha nel Nebraska dal 13 al 24 giugno prossimi.
Alle spalle del due grandi favorite Lsu ed Ucla troviamo un gruppo di compagini molto accreditate partendo da Florida State, in ottima forma e fresca vincitrice del torneo dell' Atlantic Coast conference (decisivo nella finale un fuoricampo da 3 punti del seconda base John Sansone). Discorso simile si può fare per Florida che dopo aver eliminato in semifinale la favorita Lsu è andata a vincere il titolo della sempre competitiva Southeastern Conference battendo nella finalissima, con due sospensioni per pioggia, i campioni in carica di Vanderbilt. Pericolosi anche questi ultimi in ottica College World Series, grazie all'esperienza e al talento delle loro tre stelle: i lanciatori Walker Buehler e Carson Palmer e l'interbase Dansby Swanson (eccezionali le sue cifre con .350 nel box, 13 fuoricampo e 58 rbi) destinati ad una sicura carriera fra i professionisti.
Un gradino più sotto troviamo Louisville del talentuoso lanciatore/prima base Brendan Mc Kay, Miami alla sua 43esima presenza consecutiva nella post season Ncaa, e le due texane Texas Christian e soprattutto Texas A&M, prima nel ranking nazionale per una parte della stagione regolare.
Nutrito anche il novero delle possibili outsider con Southern California (tornata a partecipare al torneo finale dopo un decennio), Oregon State guidata dal lanciatore Andrew Moore (7 vinte e 2 perse con 1.73 di media pgl), Arkansas del fenomenale giovanissimo esterno centro Andrew Benintendi (Player of the Year nella Southeastern conference), Illinois dominatrice in stagione regolare della Big Ten ma caduta nel torneo della conference spianando di fatto la strada per la vittoria di Michigan. Altra possibile outsider, trascinata dal poliedrico prima base/lanciatore Carmen Benedetti autore di prestazioni importanti (.350 di media battuta e 66 rbi cui vanno aggiunte 2 salvezze in 14 inning lanciati e 1.93 di media pgl).
Analizzando il tabellone dei Regionals si segnalano per l'equilibrio quello che vede Uc Santa Barbara e il suo lanciatore mancino Domenic Mazza (6 vinte ed 1 persa con 2.69 di era) opposta a Southern California, San Diego State (alma mater dell'ex Major League Tony Gwynn scomparso un anno fa quando era manager proprio degli Aztecs) e ai finalisti dello scorso anno di Virginia. Incerto il raggruppamento di cui fanno parte Texas, Oregon State e una delle rivelazioni dell'anno Dallas Baptist (43 vinte e 13 sconfitte il suo record) così come quello che vedrà Missouri State campione della Missouri Valley Conference (grazie al forte esterno centro Tate Matheny, figlio del manager dei St. Louis Cardinals) e a sorpresa testa di serie numero 8 assoluta nel torneo che dovrà difendersi dalle insidiose Iowa ed Oregon cercando nel contempo di continuare nella striscia di vittorie consecutive arrivata a 16.

Informazioni su Andrea Palmia 128 Articoli
Andrea Palmia è nato a Bologna il 4 aprile 1968 e vive nel capoluogo emiliano con la moglie Aurora e la figlia Lucia di due anni. Laureato in Pedagogia con una tesi sperimentale sui gruppi ultras, lavora dal 1995 come educatore professionale con utenti disabili mentali e fisici. Appassionato di sport in genere ed in particolare di quelli americani, ha sempre avuto come sogno nel cassetto quello di fare il giornalista sportivo. Dal baseball giocato nel cortile del condominio con una mazza scolorita alle partite allo stadio Gianni Falchi con i fuoricampo di Roberto Bianchi e Pete Rovezzi, il passo è stato breve. Fortitudino nel DNA, nutre una passione irrazionale per i "perdenti" o meglio per le storie sportive "tormentate" fatte di pochi alti e di molti bassi.

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