Da Ratisbona a Brno, tra storia e civiltà

Considerazioni su Ratisbona e sulla Germania. Alla scoperta di una città affascinante e di un'organizzazione incredibile. Prima tappa del diario degli europei. Successivamente il tempio del Walhalla e poi…Brno

Seguire una manifestazione sportiva all'estero è anche un occasione per visitare paesi diversi e scoprire, oltre ai paesaggi anche culture, mode, stili di vita diversi.
L'Europeo azzurro è iniziato a Ratisbona, città situata tra i fiumi Danubio e Regen, situata nella parte centrale della Baviera (sud est della Germania), nell'alto corso del Danubio presso la confluenza con il suo affluente Regen, a breve distanza dai rilievi della Selva Bavarese e della Selva Boema ad est e del Giura francone a nordovest; sorge ad una quota di 342 metri s.l.m. Il nome della città odierna deriva dal celtico Radasbona, che era riferito ad un insediamento nelle vicinanze. L'insediamento risale all'età della pietra, poi i romani nel 90 vi costruirono un forte appartenente all'apparato difensivo del limes germanico-retico, mentre nel 179 venne edificata una fortezza legionaria per la Legio III Italica sotto l'impero di Marco Aurelio. Castra Regina (il nome romano di Ratisbona) divenne la capitale della Rezia; tra il 356 e il 358 una invasione di Iutungi e di Alamanni la distrusse. Nell'epoca merovingia Ratisbona era la sede dei duchi e poi la capitale della Baviera. Nel 739 San Bonifacio, chiamato il patrono della nazione tedesca, vi fondò una diocesi. La città raggiunse il suo apice politico e economico nel XII e XIII secolo quando si trovò all'incrocio di grandi strade commerciali molto importanti. Da questo tempo datano i principali monumenti della città, lo Steinerne Brücke (ponte di pietra con una lunghezza di 310 metri sul Danubio, costruito tra 1135 e 1146), la cattedrale gotica (consacrata nel 1276), l'Altes Rathaus (Antico palazzo municipale) e le torri patrizie. Nel 1245 l'imperatore Federico II nominò Ratisbona libera città imperiale concedendole una certa libertà all'interno dell'Impero. Successivamente perse importanza rispetto ad altre città bavaresi come Norimberga.
Fu a Ratisbone che l'impero si sciolse a causa della pressione esercitata dalle truppe di napoleone nel 1803. Nel 1810 la città venne annessa dal nuovo regno di Baviera creato da Napoleone. Cadde al livello di città provinciale per più di 150 anni.
Durante la seconda guerra mondiale fu colpita dai bombardamenti alleati perché la città ospitava le fabbriche Messerschmitt, produttrici dei caccia BF 109 . Nei pressi della città fu anche istituito un sottocampo del campo di concentramento di Flossenburg. Dopo la guerra la città attirò diverse grandi imprese, soprattutto del settore automobilistico (la BMW produce qui le sue Serie 1, Serie 3 e le Z4 E89) e dell'industria elettronica (Siemens, AEG, Toshiba). Anche la fondazione della 4º università bavarese nella città contribuì allo sviluppo di Ratisbona.
Prima di diventare arcivescovo di Monaco, cardinale e poi papa Benedetto XVI, Josep Ratzinger vi insegnò teologia. Vi è poi tornato da pontefice per tenere una lezione nel 2006.
Ratisbona è una bella cittadina di circa 100 000 abitanti, con un centro storico caratteristico e tante strade simili che si incrociano e si affacciano su ampie piazze. Una delle cose che si nota subito in Germania, è un'ovvietà, è la differenza di qualità della vita a tutti i livelli. E sono molti gli italiani che hanno deciso di spostare la propria vita qui. Ovunque ci voltassimo trovavamo un ristorante, una pizzeria, un locale italiano. E vorrei anche sfatare il mito che in Germania l'italiano sia visto male. Credo sia un'idea superata e ormai i nostri connazionali fanno parte della cultura tedesca.
Personalmente tra gli abitanti di Regensburg mi hanno colpito le tanti giovani, e belle ragazze, vestite in costume bavarese, sia di giorno che di sera.
Uno dei due gironi della prima fase del campionato europeo si è disputato nella ormai nota Armin Wolf Arena, impianto moderno nel quale venne disputato un girone di qualificazione al World Baseball Classic del 2013. Impianto che con le tribune supplementari arriva ad ospitare circa 20 000 spettatori e che, appunto, in occasione del World Classic fu spesso riempito. Dotato di ogni comfort, ovviamente pensando agli standard del baseball europeo, ospita le partite interne dei Buchbinder Legionaire di Regensburg, squadra tra le più in vista della BUNDESLIGA, il maggiore campionato tedesco. Società ben organizzata a tutti i livelli, decisamente cresciuta negli ultimi anni, come d'altronde tutto il baseball tedesco.
Assistere alle partite della prima fase a Regensburg è stato anche un duro colpo per l'appassionato italiano. L'organizzazione era pressoché perfetta. Ho contato circa un centinaio di giovani impegnati come steward, come addetti al campo, baristi, standisti e chi più ne ha più ne metta. Il primo giorno, quello dell'esordio azzurro, pioveva fortissimo. Eppure la semplicità con la quale è stato prima coperto, poi scoperto e approntato il campo è stata stupefacente. Poi quando giocava la Germania c'era un'atmosfera veramente incredibile. Tantissima gente, tifo incessante, sorretto anche da qualche musichetta abbastanza fastidiosa. In tribuna stampa c'erano pochi posti, ma in sostanza, anche li l'organizzazione era eccellente. Non come qui a Brno, dove siamo arrivati dopo un giorno di viaggio, passando da Praga. Ma di questo, di Brno e della sua aria particolarmente occidentale parlerò nei prossimi giorni. Dopo avervi parlato anche dell'emozionante visita al Walhalla, il giorno prima di lasciare la Germania. Stasera gli azzurri si giocano la partita che potrebbe garantirgli la finale senza aspettare la sfida con l'Olanda, altra imbattuta, di domani. E da adesso la testa di tutti noi italiani (a proposito, il gruppo da ieri si è decisamente allargato e vi parlerò anche di questo…) è già rivolta al Draci Stadium per il primo lancio di Frayilin Florian delle ore 19,00.

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Informazioni su Matteo Desimoni 337 Articoli
Nato a Parma l'8 febbraio 1978, laureato all'Università di Parma in Scienze della comunicazione, con tesi di laurea "La comunicazione in una società sportiva: il caso dell'A.S.D. Baseball Parma", collaboratore della "Gazzetta di Parma", iscritto all'ordine dei giornalisti, elenco pubblicisti, dal settembre 2009. Ha collaborato nel 2005 anche con "L'informazione di Parma". Dal luglio 2009 a fine agosto 2011 ha ricoperto l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa della società A.S.D. Baseball Parma. E' l'ideatore e direttore responsabile del periodico gratuito "Baseballtime" distribuito sui campi da baseball della provincia di Parma. Ha iniziato la carriera da giocatore a 8 anni, nel 1986 nelle giovanili dell'Aran Group, poi ha militato in diverse squadre della provincia di Parma e debuttato in serie B con il Sala Baganza e in serie A2 con la Farma Crocetta nel 1998. Dal 2002 al 2008 ha allenato le giovanili di Crocetta e Junior Parma.

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