Calomeni, un paisà in corsa verso le College World Series

Intervista esclusiva al promettente lanciatore che sta trascinando California Polytechnic State University (Cal Poly) ai vertici del baseball NCAA sognando di arrivare per la prima volta alle finali di Omaha nel Nebraska

La California Polytechnic University è un ateneo molto prestigioso a livello accademico con sede a San Louis Obispo, una cittadina quasi a metà strada fra Los Angeles e Sacramento che nell'ultimo decennio si sta segnalando anche nel baseball. Infatti i Mustangs (questo il nickname dei giocatori di Cal Poly) in Division I dal 1995 sono ai vertici della loro conference la Big West e lo scorso anno sono giunti, guidati da coach Larry Lee, per la seconda volta nella storia ai Regionals NCAA ottenendo con 40 il loro record assoluto di vittorie. Arrivando al loro diamante di casa, il Baggett Stadium che può ospitare al massimo duemila spettatori, ci si imbatte nella statua dedicata all'ex alunno più celebre ovvero l'interbase Ozzie Smith ( il "Mago di Oz" il suo soprannome) stella assoluta dei St. Louis Cardinals negli anni '80 e metà '90.

In questo 2014 i Mustangs stanno andando alla grande, nonostante le due ultime sconfitte contro Long Beach State, come testimonia il record di 36 vinte e solo 8 perse che gli vale ora il quarto posto nel ranking NCAA stilato settimanalmente dalla rivista specializzata "Baseball America", conquistato anche grazie ai due successi ottenuti in trasferta contro i campioni in carica di UCLA e la tripletta di vittorie sulla favorita pre-stagionale California State Fullerton.

Fra i protagonisti di questa straordinaria annata ci sono sicuramente i lanciatori Matt Imhof (8 vinte e 2 perse con 101 strike-out in 73.2 inning lanciati) ed il compagno Casey Bloomquist (9 vittorie ed 1 sconfitta, media PGL 1.27) ma anche un line-up molto prolifico con il trio formato dal seconda base Mark Mathias (.393 di media battuta con 28 rbi), dall'esterno destro Nick Torres (.329 nel box con ben 40 rbi e 4 fuoricampo) ed a chiudere il battitore designato Brian Mundell (.289 e 35 punti battuti a casa).

La sorpresa più grande di questo 2014 è però, per coach Larry Lee, il rendimento del giovanissimo lanciatore destro Justin Calomeni che finora nelle sue 11 partenze ha ottenuto 7 successi a fronte di due sconfitte con 3.67 di media pgl e 57 strike-out in 56.1 riprese lanciate. In esclusiva per Baseball.it abbiamo realizzato una breve intervista con questo ragazzo di origini italiane nativo di San Josè in California.

Justin quando e perché hai inziato a giocare a baseball? Mia mamma Elaine è da sempre molto appassionata del batti e corri e la sua passione ha ben presto contagiato anche me.

Ti aspettavi una stagione così buona per te e per tutta la squadra? Tutti abbiamo una grande fiducia gli uni degli altri di poter fare bene in questo 2014. Fino a che giocheremo al massimo delle nostre possibilità sono certo che possiamo competere con tutti nel panorama del baseball NCAA.

Sei mai stato in Italia e conosci qualcosa sulle tue origini italiane? Conosco molto poco e so solo che la mia famiglia è originaria del vostro Paese.

Sai qualcosa del baseball giocato da noi e dell'Italian Baseball League? No, niente davvero se non che un allenatore alla mia ex high-school (Bellarmine Prep a San Josè in California) ha conoscenze nel vostro paese e porta una squadra a giocare in Italia durante l'estate.

Qual è il giocatore della Major League  che ammiri di più? Sicuramente Ryan Vogelsong dei San Francisco Giants soprattutto per l'impegno che mette nel gioco anche quando le cose non vanno a suo favore.

Perché hai scelto Cal Poly? Questo programma è tutto speciale. La prima volta che sono venuto in visita qui ho subito capito che era il posto giusto per me.

Ci puoi raccontare qualcosa sui tuoi rapporti con i compagni e gli allenatori? Questa squadra è il gruppo più coeso di cui ho fatto parte nella mia vita. Il legame fra i giocatori ed i coaches è così forte che non esiste cosa di cui non si può parlare.

Descrivici una tua giornata tipo durante la stagione del baseball? Essendo un pitcher la mia giornata ruota tutta attorno al miglioramento dei miei lanci. Sia che debba salire sul monte per una partita quel giorno o solamente svolgere un allenamento con i compagni. Cerco di essere sicuro di svolgere al massimo il mio compito. Dopo la seduta di allenamento specifico dedico molto tempo alla mia condizione fisica e vado in sala pesi per un po' di potenziamento. Solo dopo rientro a casa e mi dedico al mio passatempo preferito che è stare insieme ai miei amici.

Quali sono i tuoi punti di forza e dove invece senti di dover ancora migliorare? Certe volte tendo a non credere abbastanza nelle mie capacità/possibilità. Sono portato a pensare troppo a certe cose negative con la conseguenza di aggiungermi pressione cosa non positiva. Nel complesso ritengo di essere bravo a trattare ogni giornata come una nuova e vivere sempre nel momento presente.

Informazioni su Andrea Palmia 134 Articoli
Andrea Palmia è nato a Bologna il 4 aprile 1968 e vive nel capoluogo emiliano con la moglie Aurora e la figlia Lucia di due anni. Laureato in Pedagogia con una tesi sperimentale sui gruppi ultras, lavora dal 1995 come educatore professionale con utenti disabili mentali e fisici. Appassionato di sport in genere ed in particolare di quelli americani, ha sempre avuto come sogno nel cassetto quello di fare il giornalista sportivo. Dal baseball giocato nel cortile del condominio con una mazza scolorita alle partite allo stadio Gianni Falchi con i fuoricampo di Roberto Bianchi e Pete Rovezzi, il passo è stato breve. Fortitudino nel DNA, nutre una passione irrazionale per i "perdenti" o meglio per le storie sportive "tormentate" fatte di pochi alti e di molti bassi.

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