Video Crocetta spopola sul Web, ma in USA fraintendono

Con un simpatico video per promuovere la raccolta fondi tramite la Crocetta baseball Card, la squadra di Parma imita la celebre scena della pubblicità dell'American Express nel film Major League. Ma dagli Usa arrivano accuse di razzismo

Il video sta impazzando sul web, in meno di due giorni ha totalizzato su youtube quasi 100 000 visiualizzazioni, della Farma Crocetta si sta parlando ovunque, perfino su USA Today (http://ftw.usatoday.com/2014/03/baseball-team-major-league-blackface/). Merito di un'idea dell'estroso tecnico della squadra Under 21 e tre volte manager campione d'Italia cadetti, Stefano Chiuri, conosciuto cameraman di Parma. Si sa, in periodi di crisi le società sportive hanno grande necessità di reperire fondi, spesso non solo per la normale attività sportiva, ma anche per mantenere e migliorare le strutture dove svolgerla. A questo punto resta a galla chi ha le idee migliori, più innovative, più geniali. La Crocetta ha pensato ad una forma di crowdfounding, fenomeno portato alla ribalta da Barack Obama nel corso della sua prima campagna presidenziale, in auge da tempo negli USA, che in Italia sta prendendo piede ultimamente e che consiste in un finanziamento dal basso, un processo collaborativo di un gruppo di persone che usano il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone ed organizzazioni. E per promuovere la Crocetta card, Stefano "Chiuzza" Chiuri ha ideato un video  molto simpatico con protagonisti giocatori e tecnici della prima squadra. Si tratta di una parodia di una scena del noto film "Major League-la squadra più scassata della lega", nella quale i giocatori, vestiti in giacca e cravatta, scimmiottano la pubblicità della carta american express. Il video è un successo, cliccatissimo, simpatico e riuscito, anche nelle battute. Ma oltre oceano qualcuno ha voluto fraintendere, parlando in questo blog(http://deadspin.com/italian-baseball-teams-major-league-parody-gets-real-r-1546288842?utm_campaign=socialflow_deadspin_facebook&utm_source=deadspin ) esplicitamente di razzismo, in riferimento alla parte finale, nella quale un giocatore che fa le veci del colored Willy Mays del film, scivolando a casa base con il viso pitturato di nero. In effetti negli USA pitturarsi il viso di nero è un gesto considerato razzista, ma ovviamente l'intento della Crocetta era in assoluta buona fede e, tra l'altro, gli amici americani avrebbero dovuto considerare la differente cultura del nostro paese. Ma polemiche a parte l'iniziativa è stata un grande successo e, come afferma la società in un comunicato, questo video ne rappresenta un marchio di fabbrica, ne esprime lo spirito, il modo di intendere il baseball come sorrisi e divertimento, a volte anche dissacrante. Il vero spirito che dovrebbe regnare in ogni realtà sportiva.
Inoltre, aggiungiamo noi, questa è un'iniziativa che dimostra ancora una volta come anche il baseball abbia la possibilità di farsi conoscere in modo simpatico, basta spremersi un po' le meningi e sfruttare la creatività. Chissà che qualcuno lo capisca…..

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Informazioni su Matteo Desimoni 337 Articoli
Nato a Parma l'8 febbraio 1978, laureato all'Università di Parma in Scienze della comunicazione, con tesi di laurea "La comunicazione in una società sportiva: il caso dell'A.S.D. Baseball Parma", collaboratore della "Gazzetta di Parma", iscritto all'ordine dei giornalisti, elenco pubblicisti, dal settembre 2009. Ha collaborato nel 2005 anche con "L'informazione di Parma". Dal luglio 2009 a fine agosto 2011 ha ricoperto l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa della società A.S.D. Baseball Parma. E' l'ideatore e direttore responsabile del periodico gratuito "Baseballtime" distribuito sui campi da baseball della provincia di Parma. Ha iniziato la carriera da giocatore a 8 anni, nel 1986 nelle giovanili dell'Aran Group, poi ha militato in diverse squadre della provincia di Parma e debuttato in serie B con il Sala Baganza e in serie A2 con la Farma Crocetta nel 1998. Dal 2002 al 2008 ha allenato le giovanili di Crocetta e Junior Parma.

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