Per l'Italia giornate da "Major League"…

Dallo spogliatoio di fianco a quello dei Dodgers, ai tifosi che chiedono autografi. Dalla mattina presto, fino al calar del sole gli azzurri vivono giornate intense ed entusiasmanti. Che iniziano sempre con una frase motivazionale

Per i giocatori della nazionale questi sono giorni indimenticabili. Giorni da star di Major League. Per l'atmosfera che si respira, per la grande organizzazione, per la vicinanza delle star che hanno sempre ammirato in televisione.
Sveglia di buon mattino, alle ore sette in punto. Poi colazione veloce e via verso la riunione tecnica, che tutti i giorni inizia immancabilmente con le parole di un giocatore. Un azzurro pensa una frase che dia la carica ai compagni e la pronuncia davanti a tutti. Più tardi, se non sono previste partite si parte verso il centro di allenamento, il Camelback Ranch, sede dello spring training di Los Angeles Dodgers e Chicago White Sox. I primi hanno lo spogliatoio proprio di fianco a quello degli azzurri. E per i nostri non è difficile incrociare tra una seduta e l'altra Mark McGwire, che ora è uno dei coach, piuttosto che Josh Beckett oppure Nick Punto, che da domenica cambierà spogliatoio e si unirà alla pattuglia di Mazzieri. E' tutto un "Buongiorno", rigorosamente in italiano, "Good Luck". Pensi ai campioni di Major League e te li immagini schivi, "lontani", inavvicinabili. Invece, con stupore dei più giovani, trattano i nostri assolutamente da pari.
In questi giorni di spring training si susseguono a ritmo continuo allenamenti e partite delle franchigie di Major League e lo sterminato centro sportivo di Glendale (15 campi e strutture di ogni genere immaginabile) brulica di tifosi. Se ne incontrano di tutti i colori, qualcuno anche particolarmente pittoresco si è lasciato ritrarre in modo scherzoso per qualche foto ricordo. Ma tutti si mostrano particolarmente simpatici con la nostra nazionale, addirittura non è raro assistere a richieste di autografi. Chiaramente per i ragazzi di Mazzieri è tutto orgoglio. Che serve in vista di impegni particolarmente ostici. E serviva anche il discorso di un mito del baseball. Come da tradizione in anteprima ai "Classic" azzurri, giovedì Tom Lasorda, italo-americano, storico manager dei Dodgers e della nazionale USA campione olimpica nel 2000, ha fatto visita al gruppo. "Dovete essere onorati di indossare la magli azzurra– ha detto- dovete giocare per la scritta che avete sul petto e non per quella che avete dietro la schiene!" E poi scherzando: "Se perdete dovrò ammettere che la nazionale italiana è debole a tutte le persone che mi prendono in giro perché tifo per voi!" Parole importanti, parole forti, che hanno dato grande carica a tutto il gruppo. Che per la verità, fino ad ora, ha avuto poco tempo per pensare a ciò che proverà giovedì pomeriggio quando aprirà il suo classic sfidando il fortissimo Messico davanti ai diecimila del Salt River Fields. Gli allenamenti si susseguono senza soluzione di continuità. Al mattino Gianni Natale torchia tutta la squadra con una seduta atletica dalle 11,00 fino all'ora di pranzo. Poi riposino? Assolutamente no, perché Marco Mazzieri vuole gli azzurri sul "5" alle 13,15 esatte. Sedute intense, con infield, giochi difensivi e batting practice. Per due giorni addirittura Live-bp, come si dice in gergo, per abituare i battitori al ritmo dei lanciatori.
Se invece è giorno di partita si parte presto, visto che fin'ora gli azzurri hanno giocato in trasferta. A Peoria, in casa dei Seattle Mariners e a Maryale, casa dei Brewers. Poi rientro al Country Inn And Suites by Carlson, che è molto vicino al Chase Field, a Phoenix, dove il 9 marzo gli azzurri daranno l'assalto agli USA, favoritissimi del World Classic 2013.
Parallelamente alla preparazione della squadra, c'è però anche il grande lavoro dello staff. Marco Mazzieri e il gruppo dei coach non lasciano nulla al caso, c'è un'attenzione maniacale anche per il più piccolo dei particolari. Alla partenza da Bologna, il bull-pen coach Gilberto Gerali aveva con se un blocco fitto di appunti. Dentro tutte le statistiche possibili di tutti giocatori che l'Italia affronterà. Il Manager ha cambiato la mentalità della nazionale e del suo staff. Prima l'Italia andava alle manifestazioni internazionali per cercare di perdere con onore, ora scende in campo sempre per vincere. E anche lo staff tecnico viaggia nella stessa direzione. Per questo è fondamentale anche l'apporto dello staff organizzativo. Da Marina Lalli a Mauro Falaschi, al clubby Augusto Medina, infaticabile nell'organizzare il materiale per l'allenamento, nella preparazione delle divise da allenamento e da gioco. E anche nel posizionarsi immancabilmente al volante della mini auto con la quale i membri del gruppo si spostano all'interno del centro.
Quando cala la sera, cala anche la tensione degli azurri, che con il fresco tipico delle zone desertiche, escono dall'albergo per la cena. In borghese, ma rigorosamente in gruppo. Poi il meritato riposo notturno. E con esso anche i sogni. Popolati magari anche da qualche fantasma messicano o canadese. Ma forse per quelli c'è ancora qualche giorno di tempo. Per ora meglio rimanere concentrati sulla preparazione, continuando a lavorare duro. E a godersi questi giorni da Major league!

Informazioni su Matteo Desimoni 337 Articoli
Nato a Parma l'8 febbraio 1978, laureato all'Università di Parma in Scienze della comunicazione, con tesi di laurea "La comunicazione in una società sportiva: il caso dell'A.S.D. Baseball Parma", collaboratore della "Gazzetta di Parma", iscritto all'ordine dei giornalisti, elenco pubblicisti, dal settembre 2009. Ha collaborato nel 2005 anche con "L'informazione di Parma". Dal luglio 2009 a fine agosto 2011 ha ricoperto l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa della società A.S.D. Baseball Parma. E' l'ideatore e direttore responsabile del periodico gratuito "Baseballtime" distribuito sui campi da baseball della provincia di Parma. Ha iniziato la carriera da giocatore a 8 anni, nel 1986 nelle giovanili dell'Aran Group, poi ha militato in diverse squadre della provincia di Parma e debuttato in serie B con il Sala Baganza e in serie A2 con la Farma Crocetta nel 1998. Dal 2002 al 2008 ha allenato le giovanili di Crocetta e Junior Parma.

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