Favole in MLB: il turno di battuta più lungo della storia

Adam Greenberg, un giovane rookie dei Chicago Cubs, subisce un grave infortunio alla sua prima presenza nel box in Major League. Dopo sette anni di attesa una petizione online organizzata da un tifoso gli concede una seconda possibilità…

In quello che è probabilmente il più bel romanzo di baseball mai scritto, Shoeless Joe, il protagonista Ray Kinsella va – tra le altre cose – indietro nel tempo per dare l'occasione a tale Moonlight Graham di affrontare almeno un lanciatore nella sua breve e sfortunata carriera. Il tifoso dei Cubs, Matt Linston, non ha dovuto attraversare i meandri del tempo per dare ad Adam Greenberg la possibilità di fare la stessa cosa, ma certamente la follia e la determinazione del fan di Chicago sono in tutto e per tutto paragonabili a quelle del protagonista del libro di Kinsella.
A questo punto è necessario fare un salto indietro al 9 luglio del 2005. A quando Dusty Baker, il manager dei Chiago Cubs, fa cenno al suo giovane e promettente esterno centro, appena promosso dalle leghe minori, di prepararsi a battere per esordire in Major League come pinch-hitter contro i Florida Marlins. Quello è il momento che Greenberg aspetta da tutta la vita. Anni di sudore e sacrifici per arrivare fino lì. Ma basta un solo lancio del pitcher Valerio de los Santos, una veloce che viaggia a ben 92 miglia orarie, per trasformare quel momento di gioia nell'attimo più buio della vita del giovane giocatore. La palla, infatti, sfugge al lanciatore dominicano e va a colpire il povero esterno centro proprio all'altezza della cervicale.
Greenberg immediatamente cade a terra tenendosi la testa. Più tardi dirà di averlo fatto perché convinto che altrimenti si sarebbe aperta in due. Fortunatamente quasi subito si alza e viene accompagnato in infermeria, poggiandosi sulle proprie gambe. Si tratta di una buona notizia ma, quando prende a muovere i primi passi, è subito evidente a tutti i presenti allo stadio che il ragazzo fatica a tenere l'equilibrio. Fatto sta che, da regolamento, Greenberg in quella partita non registra nemmeno un at bat. In pratica è come se non avesse giocato.
Passano due settimane e la giovane promessa dei Cubs recupera piuttosto rapidamente dal brutto infortunio. Così torna a giocare nelle leghe minori, in attesa di rientrare nel roster dei Cubs. Ma è proprio quello il momento in cui il ragazzo si accorge che i sintomi del trauma si presentano regolarmente ogni volta che scende in campo. E sono nausee, annebbiamenti e vertigini… Un vero calvario che dura prima settimane, poi mesi, poi addirittura anni.
In tutto questo tempo, però, Greenberg non si perde d'animo e continua ad allenarsi, nonostante i malori ed il fatto che venga rilasciato dai Cubs, con il conseguente umiliante purgatorio delle Indipendent Leagues. Si tratta di un limbo che dura ben 5 stagioni, durante le quali il giocatore riesce lentamente ma costantemente a recuperare la forma perduta. Peccato che quando è ormai pienamente in salute ormai abbia 31 anni, l'età in cui – per intenderci – un giocatore di minor league diventa praticamente invisibile agli occhi degli scout delle grandi squadre.
Ed è a questo punto che la storia di Greenberg incontra la follia creativa del fan Matt Linston. Il tifoso dei Cubs, infatti, durante tutti quegli anni non si è dimenticato di quel lancio maledetto costato la carriera ad uno dei suoi idoli e ha continuato a seguire il non più giovane esterno centro durante i suoi travagli sportivi ed umani. A tal punto che, forse memore proprio del personaggio di Moonlight Grahm, Linston decide di usare la tecnologia per rimediare ai torti del destino beffardo. Invece di tornare indietro nel tempo come il protagonista del romanzo di Kinsella, Matt si limita ad usare i social network. In breve mette su una petizione online che, grazie al passaparola, raccoglie migliaia di adesioni.
Il clamore che Linston riesce a sollevare attorno alla propria causa è tale che il 2 ottobre 2012 i Miami Marlins – la stessa squadra contro cui i Cubs giocavano quella sera fatidica di 7 anni prima – decidono di far firmare a Greenberg un contratto di ventiquattro ore per fargli avere finalmente il suo primo at bat in major league.
E così, al sesto inning dello stesso giorno la non più giovane promessa del baseball viene mandata dal suo manager a battere contro R. A. Dickey – futuro Cy Young Award – in persona. Quando Greenberg va al piatto nelle casse dello stadio suona a tutto volume "Dream On" degli Aerosmith, mentre il pubblico è in piedi ad applaudire i sette anni di attesa che il battitore ha dovuto aspettare tra il primo e il secondo lancio della sua carriera. Per Greenberg è l'apoteosi e poco importa che poi Dickey lo abbia mandato strike-out con solo tre lanci. La cosa fondamentale per lui e per il super tifoso Matt Linston – nel frattempo diventato suo amico – è che ora accanto al suo nome, nelle statistiche ufficiali, sotto la voce at bat non ci sia più un dannato zero, ma un ben più consono uno, ottenuto con sette anni di travagli, grazie alla follia di un tifoso dalla memoria lunga e alla solidarietà di migliaia di appassionati di baseball di tutto il mondo.

Informazioni su Devor de Pascalis 20 Articoli
Devor de Pascalis è scrittore e sceneggiatore di cinema e TV. Nato a Roma nel 1976, si innamora perdutamente del baseball nell'inverno nel 1986 quando la mamma americana lo porta a trovare lo zio di Brooklyn, grande tifoso dei Dodgers (quelli di Pee Wee Reese e Roy Campanella, per intenderci). Tornato in Italia impara le regole del gioco grazie al Nintendo e a Bases Loaded 2, segue la MLB trafugando copie di USA Today dall'ambasciata americana, si invaghisce della protagonista dell'anime "Pat la ragazza del Baseball" e si mette a giocare nella Roma come "centro panchina". Sviluppa negli anni una passione malsana per le statistiche, che ritiene il personale rimedio al logorio della vita moderna, e tifa da sempre New York Mets perché non gli è mai piaciuto vincere facile. Ancora oggi ricopre con un certo successo il ruolo di "centro panchina" nella squadra amatoriale di softball del Green Hill.

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