Bologna è prima. Bene S. Marino, Rimini in agguato

La squadra di Nanni vince meritatamente la regular season con un recordi di 31-11 (pari con la T&A, scontri diretti a favore). Sarà un round robin molto equilibrato. Nettuno punta sull'orgoglio dei suoi giocatori. I problemi di Parma

All'ultimo turno di regular season era rimasto solo il compito di stabilire la griglia di partenza del Round Robin di semifinale. Ciò che il campo ha partorito non è altro che lo specchio fedele dell'andamento di tutto il campionato. L'Unipol Bologna ha superato la T&A San Marino in due gare su tre e legittimato il primato in classifica che si è ampiamente meritato conducendo praticamente dalla prima all'ultima giornata, grazie ad un rendimento elevatissimo e costante. Una costante, negli anni, è invece la sorpresa di trovare in testa alla classifica alla fine del round robin una squadra che all'inizio della stagione non era indicata tra le favorite. Ad eccezione dello strepitoso San Marino del 2011, sono ormai diversi anni che l'IBL ci ha abituati a veder cancellate le previsioni di inizio anno con squadre che sorprendono e terminano la regular season meritatamente davanti a tutte. La Fortitudo aveva dato il via quest'inverno ad un'operazione di rinnovamento-austherity che aveva portato in biancoblù giovani talenti, già comunque pronti per i più importanti palcoscenici del nostro baseball. A far da chioccia a questi giovani terribili (Panerati-De Donno-Vaglio-D'Angelo-D'Amico..) era tornato dopo due anni di squalifica il miglior giocatore italiano in attività, Claudio Liverziani. Al suo fianco un altro leader "tecnico", l'unico giocatore straniero tra i giocatori di posizione: il nipponico Sato. Una novità per il nostro baseball, un'altra scommessa vinta da una società che negli ultimi quindici anni si è saldamente posizionata ai vertici del baseball italiano. Un ottimo staff di lanciatori capace di mantenere un rendimento costante, la stagione d'oro di Gary Ermini nel box di battuta e i progressi dei giovani hanno permesso ad un gruppo veramente affiatato di raggiungere un altro grande risultato.
Grande come quello della T&A San Marino, che dopo le difficoltà avute nella prima parte di stagione, ha saputo ritrovarsi e inanellare una striscia incredibile di quattordici vittorie consecutive, recuperando quel killer instict che aveva permesso di dominare la stagione scorsa. Il gruppo di Bindi era partito forzatamente rivoluzionato rispetto alla scorsa stagione e ha faticato un po' prima di trovare la strada giusta, a causa anche di qualche contrattempo non preventivabile. A creare qualche grattacapo di troppo è stato il monte di lancio in gara 3. Dopo Da Silva c'è poco. E buon per Bindi che Ercolani si sta rivelando un lanciatore affidabile. Per lo scudetto ci sarà da fare i conti anche con San Marino.
Terzo il Rimini, che secondo pronostico ha superato Parma per due gare ad una. I nero arancio erano partiti fortissimo ed erano considerati i grandi favoriti ad inzio stagione. Poi il calo. A preoccupare il rendimento di Cruceta. Apparso imbattibile o quasi nella prima parte di campionato, poi calato in modo evidente. Se Catanoso lo ritroverà sui livelli di inizio stagione, con il line-up che si ritrova e con un bull pen fornito a dovere in gara 2 e gara 3, potrà giocarsi il titolo fino in fondo. Da sottolineare che, con una rosa di questo livello, un risultato diverso dalla vittoria finale, per i romagnoli sarebbe da considerare un fallimento.
Quarto è arrivato Nettuno che, lungo il cammino ha perso due giocatori fondamentali. Tanto per dare l'idea, nonostante la sua partenza per gli USA ad inizio girone di ritorno, Ray Sadler è rimasto al secondo posto della classifica di media battuta del campionato. Senza il suo miglior bombardiere e senza Crescenzi la Danesi è una squadra "normale". Il carisma del suo allenatore e la determinazione dei giovani di casa potrebbero comunque dare una mano a colmare il gap con le altre. E si sa che il round robin è un campionato a parte. Tutto può accadere…
Parma è rimasta fuori dai play-off, come era facile preventivare ad inizio stagione, alla luce dei tanti addii e degli infortuni iniziali di Grifantini, Sambucci e Zileri. Oltre alla mancanza per tutto il girone di andata di un lanciatore straniero all'altezza, il gruppo di Gerali ha pagato una difesa troppo fallosa (con 70 errori è stata migliore solo di quella del Novara!) e la difficoltà dei giocatori più esperti a calarsi nei panni di leader del gruppo sul campo. Con la squadra al completo, se rimarranno Sanchez , Marval, miglior battitore dell'IBL ad un soffio dalla tripla corona, Grifantini e i migliori italiani, con pochissimi aggiustamenti il Cariparma potrà presto tornare ai livelli che competono ad una piazza con una storia così importante. Ma le difficoltà maggiori per Parma non sembrano essere quelle "tecniche". Da tempo la società vive in uno stato di precarietà economica, per colpe sue ma non solo (si aspettano ancora i contributi del comune per la gestione dello stadio nelle ultime due stagioni..), al quale fatica a trovare una soluzione definitiva. Solo riuscendoci potrà garantire continuità all'interessante progetto di Franchigia che rimane all'avanguardia in Italia e non solo. Le altre tre squadre sembrano al momento troppo lontane.
Complimenti al Godo che sta dimostrando di poter stare nel "circo" e crescere di anno in anno, nonostante sia l'espressione di un piccolissimo centro abitato da poche migliaia di anime. Complimenti a Grosseto che ha ricostruito praticamente dal nulla. E complimenti al Novara che lavora duramente e sta cercando di migliorare tecnicamente, nonostante alcuni torti subiti da giocatori importanti che dovevano arrivare ma sono rimasti a casa loro. E che sta lottando anche per la visibilità del baseball nella zona. Molto positivo, da copiare assolutamente, l'esperimento della trasmissione video delle gare interne via Internet.
Per il resto però, c'è molto da lavorare per tutte e tre. A questo proposito, non possiamo che chiudere con un pensiero sul più che probabile cambiamento di formula dell'IBL nel 2013. Ancora non si sa nulla, ma pare che sia passata l'idea delle 12 squadre su due gironi con tre fasi distinte. Prima fase a gironi con due partite settimanali, seconda con girone andata e ritorno tra le migliori sei con tre incontri e tre stranieri, poi play-off a quattro e serie finale. Giusto che si cerchi di contenere i costi, giusto che si cerchi di portare l'IBL in più zone d'Italia. Ma dodici squadre è forse, al momento eccessivo. Oltre a Reggio Emilia e Roma, che comunque avrebbero il loro bel da fare per avvicinarsi al livello IBL1, pare difficile trovare altre due realtà in grado di reggere il salto. Non era forse meglio fermarsi a dieci, mantenendo la stessa formula? Oppure restare a otto facendo giocare un ulteriore girone dopo la fase di ritorno? Difficile dare una risposta. Speriamo che società e federazione sappiano trovare la soluzione che permetta al nostro sport, almeno, di sopravvivere.

Informazioni su Matteo Desimoni 337 Articoli
Nato a Parma l'8 febbraio 1978, laureato all'Università di Parma in Scienze della comunicazione, con tesi di laurea "La comunicazione in una società sportiva: il caso dell'A.S.D. Baseball Parma", collaboratore della "Gazzetta di Parma", iscritto all'ordine dei giornalisti, elenco pubblicisti, dal settembre 2009. Ha collaborato nel 2005 anche con "L'informazione di Parma". Dal luglio 2009 a fine agosto 2011 ha ricoperto l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa della società A.S.D. Baseball Parma. E' l'ideatore e direttore responsabile del periodico gratuito "Baseballtime" distribuito sui campi da baseball della provincia di Parma. Ha iniziato la carriera da giocatore a 8 anni, nel 1986 nelle giovanili dell'Aran Group, poi ha militato in diverse squadre della provincia di Parma e debuttato in serie B con il Sala Baganza e in serie A2 con la Farma Crocetta nel 1998. Dal 2002 al 2008 ha allenato le giovanili di Crocetta e Junior Parma.

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