Mike Zunino, buon sangue non mente

Il 21enne ricevitore, figlio di Greg (ex-Fortitudo Bologna) e Paola (un passato da giocatrice di softball anche in Nazionale), firma con i Seattle Mariners per 4 milioni di dollari. Lo vedremo in azzurro al prossimo World Baseball Classic?

Sarà un‘estate indimenticabile nella vita e nella carriera professionale del 21enne ricevitore Mike Zunino, orgoglio di papà Greg (ex-Fortitudo Bologna nel 1983 e 1985, anno in cui contribuì alla conquista della Coppa dei Campioni, oggi scout dei Cincinnati Reds) e di mamma Paola (un passato da giocatrice di softball e catcher della squadra azzurra).
Un contratto da 4 milioni di dollari legherà Mike Zunino all'organizzazione dei Seattle Mariners (stessa franchigia di Alex Liddi) che lo hanno scelto come terza scelta assoluta nel "First-Year Player Draft" dello scorso giugno. La scalata verso le "Big Leagues" potrebbe iniziare già stasera con gli Everett Acquasox, squadra della Northwest League (Class A short season) sotto il controllo degli stessi Mariners, dato che è stato preannunciato dal manager Rob Mummau il possibile debutto di Zunino contro Tri-City Dust Devils. Ma la mente di Mike corre anche ad un altro importante evento che richiede spazio: in questa intensa estate, a livello personale, è in programma anche il matrimonio con Alyssa Barry.
Zunino porta in dote alla franchigia di Seattle un tris di riconoscimenti individuali ottenuti in questa fantastastica stagione 2012 che ha un solo precedente: quello di Buster Posey, ex-Florida State, attuale catcher dei San Francisco Giants ed unico in grado di aggiudicarsi nella stessa annata (2008) il "Johnny Bench Award ", assegnato al miglior ricevitore NCAA, il "Dick Howser Trophy" (premio per il miglior giocatore NCAA) , e soprattutto il "Golden Spikes Award" giunto alla sua 35esima edizione e consegnato al miglior giocatore a livello amatoriale di tutti Stati Uniti. A sottolineare ancor di più la superlativa stagione a livello individuale di Zunino basti ricordare, oltre alle cifre offensive che lo hanno visto guidare i Gators nella media battuta con .322, nei punti battuti a casa (67) ed anche nei fuoricampo (19), anche quelle difensive con soli 3 errori in più di 500 opportunità oltre ai ben 20 colti rubando.
Pochi giocatori hanno avuto un impatto così forte negli ultimi 3 anni sul baseball NCAA. Mike Zunino ha dimostrato una grande combinazione di produttività offensiva, qualità difensive e leadership. Come ha sottolineato in una recente intervista sulla rivista specializzata "Baseball America", Kevin O'Sullivan, il suo ex-allenatore di Florida State, "Mike è un leader naturale e questo gli viene anche in gran parte dall'educazione che ha avuto in famiglia, noi abbiamo lavorato su di lui come si fa su un diamante grezzo e questo è l'ottimo risultato che abbiamo ottenuto".
Unico rammarico per Zunino l'avventura finita anzitempo alle ultime College World Series dove i suoi Gators, dati come possibili favoriti alla vigilia, sono invece stati eliminati con un paio di secche sconfitte consecutive nelle prime due partite disputate.
E intanto noi, in Italia, già sogniamo ad un possibile line-up dei Mariners dal forte accento italiano con Alex Liddi e Mike Zunino nella sua parte centrale. E chissà che lo stesso Zunino non possa essere convocato da Mazzieri per vestire la maglia azzurra al prossimo World Baseball Classic.

 

Andrea Palmia
Informazioni su Andrea Palmia 110 Articoli
Andrea Palmia è nato a Bologna il 4 aprile 1968 e vive nel capoluogo emiliano con la moglie Aurora e la figlia Lucia di due anni. Laureato in Pedagogia con una tesi sperimentale sui gruppi ultras, lavora dal 1995 come educatore professionale con utenti disabili mentali e fisici. Appassionato di sport in genere ed in particolare di quelli americani, ha sempre avuto come sogno nel cassetto quello di fare il giornalista sportivo. Dal baseball giocato nel cortile del condominio con una mazza scolorita alle partite allo stadio Gianni Falchi con i fuoricampo di Roberto Bianchi e Pete Rovezzi, il passo è stato breve. Fortitudino nel DNA, nutre una passione irrazionale per i "perdenti" o meglio per le storie sportive "tormentate" fatte di pochi alti e di molti bassi.

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