Chris Crescenzi, riuscirai mai a conquistare Nettuno?

Il catcher della Danesi non gode di molti estimatori tra i tifosi, ma ce la sta mettendo davvero tutta, contro anche dei fastidiosi problemi fisici. Se solo sapesse che una volta un certo Vucinic…

Primo inning di garauno del trittico tra Nettuno e Godo. Con due in base, Chris Crescenzi decide di spedire oltre la recinzione il primo lancio effettuato su di lui da parte di Mejias. E' il terzo della sua stagione, tribolata a dir poco. Presentato come giocatore di valore nonostante arrivasse dalla A federale. Subissato di critiche perché, da qualsiasi parte la si veda, il raffronto con Kelly Ramos in Italia è impegnativo per chiunque. Autore di prodezze che fanno balzare i tifosi in piedi.

Già, perché quella di Crescenzi di venerdì scorso nello slang di Nettuno viene chiamata "picconata", un termine che con la carpenteria e l'edilizia in genere poco ha a che fare. Una legnata diretta al centro tanto per ricordare a tutti che lui, col bastone, ci saprebbe anche fare. E allora?

Per descrivere quale potrebbe essere lo stato d'animo del tifoso confuso, vi raccontiamo un aneddoto che, per quel che ci serve, di calcistico mantiene solo l'ambientazione. Ottobre 2007, Stadio Olimpico, la Roma di Spalletti nel terzo turno della fase a gironi di Champions League incontra lo Sporting Lisbona. Partita assolutamente da vincere: prima passano avanti i giallorossi, poi pareggiano i lusitani, quindi (orrore) si infortuna capitan Totti. Entra Mirko Vucinic, al tempo a dir poco malvisto dai sostenitori. Tant'è che i vicini di stadio dello scrivente lo insultano ad ogni pallone sbagliato dal montenegrino, e ce ne furono a bizzeffe. Improperi di ogni tipo, qualcuno ironico, altri meno. Quando ci si stava abituando all'idea del pareggio, dopo che nella ripresa si era sbagliato anche un rigore, ecco il colpo di scena. Nel finale proprio Vucinic sfrutta la corsia laterale, rientra, dribbla due difensori e mette in rete con un bel destro nell'area piccola. E da lì, uno dei vicini di stadio di cui sopra, nella bolgia del gol, sentenziò che "te l'avevo detto che era un fenomeno!", trovando l'approvazione degli altri tifosi dalla memoria e dalla coerenza perlomeno altalenante. Vucinic Roma non la conquistò mai del tutto, ma seppe ottenere rispetto. Poi a Torino, sotto la guida di Conte…

Ecco, Crescenzi sta suscitando questo. Ci si è fatta un'idea su di lui, ma arriva di tanto in tanto anche una smentita sotto forma di buona giocata che insinua il tarlo del dubbio. Insomma Chris, riuscirai a convincerli del tuo valore, a questi qui? Farai ricredere chi ti fischia?

"Spero di sì, sto facendo del mio meglio", ha commentato a fine partita. "Ero molto contento quando il Nettuno mi ha chiamato per venire a giocare nella Ibl. Era d'altro canto l'obiettivo che mi ero posto quando sono venuto a giocare qui in Italia. Per questo che ringrazio l'allenatore e la dirigenza per l'opportunità che mi è stata data".

Certo, le prestazioni non sono quelle da giocatore che sposta gli equilibri. Media battuta di 167, 8 valide ma con 9 punti battuti a casa e 3 fuoricampo. Soprattutto, 6 volte colpito sino a questo momento. "Purtroppo in questo momento non sto molto bene fisicamente, anzi, ho dei problemi allo stomaco che mi stanno molto limitando nelle prestazioni. Sto facendo delle analisi e forse abbiamo trovato una soluzione al problema". Infatti Crescenzi sta convivendo con dei dolori molto forti, addirittura non ha partecipato ad una trasferta per recarsi in ospedale un giorno che era particolarmente malandato. Adesso, a fronte di una nuova visita, ha iniziato un'alimentazione senza glutine che pare stia avendo i suoi effetti.

"Mi piace giocare qui, Nettuno è splendida e molto differente da Rovigo, dove comunque sono stato bene e mi sono ambientato. Ma, tanto per dirla tutta, lì per andare in spiaggia dovevo guidare per almeno un'ora, qui invece abito ad un isolato dal mare. Nel New Jersey ho la mia fidanzata che mi vorrebbe venire a trovare, anche i miei genitori, mentre ho una zia a Roma che spesso vado a trovare".

E invece, riguardo il livello di gioco? "Ovviamente l'Ibl ha un livello più alto della A federale, ma anche lì si gioca. Certo, qui c'è più talento".

E come ti sei trovato a Nettuno? "Ho subito legato con Ray Sadler. E' una persona fantastica, e questa affinità non deriva solamente dal fatto che siamo tutti e due statunitensi. Lui nella sua carriera è stato molto abituato a viaggiare e a confrontarsi con realtà differenti tra di loro – continua – anche gli altri ragazzi sono fantastici, molto preparati. La squadra sta crescendo, vedrete che riusciremo a fare grandi cose, è una stagione ancora lunga e possono succedere ancora moltissime cose da qui alla fine".

Ed i tifosi? Non tutti ti vedono di buon occhio. "Beh, ma è la conseguenza di quando il pubblico è molto appassionato, competente e anche caldo. Mi piace comunque l'idea che allo stadio vengano moltissime persone, che siano vicini alle sorti della squadra. Mi hanno raccontato di quello che è successo negli ultimi campionati, e sicuramente i tifosi si aspettano grandi cose".

Insomma, riusciranno a vedere il vero Chris Crescenzi? "Spero di sì. Il vero Chris è quello che batte e contribuisce al bene della squadra. Diciamo che adesso ho visto molti lanci, ma non è mai facile giocare con il dolore. Speriamo che le cose migliorino, sono il primo io a volerlo".

Sino al giorno in cui qualcuno si prenderà la paternità del tutto, mostrando che ci aveva visto lungo. "Te l'avevo detto che era un fenomeno…".

Mauro Cugola
Informazioni su Mauro Cugola 545 Articoli
Nato tre giorni prima del Natale del 1975, Mauro è laureato in Economia alla "Sapienza" di Roma, ma si fa chiamare "dottore" solo da chi gli sta realmente antipatico... Oltre a una lunga carriera giornalistica a livello locale e nazionale iniziata nel 1993, è anche un appassionato di sport "minori" come il rugby (ha giocato per tanti anni in serie C), lo slow pitch che pratica quando il tempo glielo permette, la corsa e il ciclismo. Cosa pensa del baseball ? "È una magica verità cosmica", come diceva Susan Sarandon, "ma con gli occhiali secondo me si arbitra male". La prima partita l'ha vista a quattro mesi di vita dalla carrozzina al vecchio stadio di Nettuno. Era la primavera del '76. E' cresciuto praticamente dentro il vecchio "Comunale" e, come ogni nettunese vero, il baseball ce l'ha nel sangue.

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