Giovanili, il Nettuno Bc sceglie il Nettuno Junior

La società tirrenica ha deciso di affidare la gestione del proprio vivaio al sodalizio che ha esordito nel 2011. Si tratta di una soluzione "interna" che apre diversi scenari. Ecco quali…

Il Nettuno Baseball Club ha scelto. La querelle relativa al settore giovanile, che ogni anno scatenava trattative, polemiche e a volte anche ripicche, pare aver trovato sostanzialmente una soluzione. Una di quelle drastiche da "dentro o fuori", ma tant'è.

Il Nettuno Baseball Club ha affidato la cura del settore giovanile alla società Nettuno Junior, che ha esordito nel 2011 ma che al contempo ha già raccolto numeri consistenti in termini di tesserati. Non era a dire il vero nemmeno tanto difficile prevederlo, visto il legame a doppio filo con la prima squadra, rafforzato ancor di più dalla soluzione emersa ieri pomeriggio.

"Qualche anno fa, anche per motivazioni contingenti e strutturali, decidemmo di demandare ad altri il settore giovanile", dice Franco Piras, dirigente del Nettuno Baseball, che sottolineandone i successi aggiunge però che "è arrivato il momento di riappropiarci dell'identità del Nettuno. Fare in modo che i giocatori del vivaio siano direttamente collegati con la prima squadra. Per fare questo era necessario riprendere in mano il settore giovanile, dandogli una gestione che rispondesse alle nostre esigenze. Era una cosa che avevamo in mente da tempo, e che forse dovevamo fare già qualche anno prima".

Un taglio col passato? Non del tutto. La prima cosa che ci fa notare Piras, è che questo non chiude le porte in faccia a nessuno. "Noi contribuiremo direttamente alla gestione del Nettuno Junior. Ma siamo senza dubbio aperti anche alle altre realtà del territorio, le stesse che hanno portato avanti i vivai negli ultimi anni lasciando loro l'identità, così come rafforzeremo il proficuo rapporto che c'è da anni con l'Anzio. Ma la cosa che cambia è che le linee guida d'ora in poi saranno le nostre". Insomma, la sostanza è che se giocare allo Steno Borghese rappresenta il punto d'arrivo, le condizioni le detterà il Nettuno Bc. E per la società anziate, in particolare, se le cose seguiranno il loro naturale corso potrebbero addirittura schiudersi le porte dell'Ibl2. Sicuramente più stimolante e con maggiori prospettive rispetto alla A federale per i tanti giovani che militano nella formazione biancazzurra.

Però, per capire la portata di quanto appena scritto, occorre fare un passo indietro. Le squadre giovanili di Nettuno negli anni hanno raccolto allori e scudetti, praticamente ovunque e dovunque. Un gioiello in tal senso, invidiato e preso a modello da molti, che conta su una passione e un trasporto che in Italia non ha eguali. Di contro la prima squadra del Nettuno Baseball Club ha, realmente "suoi", solamente tre elementi. Gli altri sono tutti provenienti dagli altri sodalizi del vivaio, dall'Anzio, oltre ovviamente agli stranieri e agli Asi. Quello che ha convinto la massima dirigenza del Nettuno Bc a ritornare sui propri passi, per il settore giovanile, è l'evitare d'ora in poi di dipendere ,dalle società proprietarie dei cartellini per i giocatori.

I rapporti infatti non è che siano stati sempre rosei. Anzi… Semplici ripicche, boicottaggi e anche veri e propri ricatti, si è assistito un po' a tutto soprattutto negli ultimi 12 mesi. Proprio qualche giorno fa, ultima in ordine di tempo, la proposta di accordo da parte del Nettuno Elite (sodalizio nato anch'esso nel 2011 e che mette insieme i migliori prospetti di Nettuno 2, Lions, Indians e San Giacomo) che abbiamo avuto peraltro modo di "sbirciare" direttamente. Durata decennale, gestione diretta e proprietà dei cartellini al Nettuno Elite, il tutto previo un contributo economico di 20.000 euro annui che se non onorato avrebbe fatto incorrere in una penale di 40.000. Ritenuta inaccettabile, anche perché non cambiava la sostanza delle cose. Da un momento all'altro il Nettuno Bc poteva trovarsi senza giocatori, se solo la società di appartenenza decideva di chiudere i rubinetti.

Magari si trattava solo di una proposta buttata lì, ma proprio da quel punto si è accelerata la confluenza delle energie verso il Nettuno Junior. Ieri pomeriggio una telefonata chiarificatrice ha svelato il tutto, ed il Nettuno Baseball ha preso la sua decisione.

Ma ci sono anche i retroscena. A questo punto vanno considerate le conseguenze. Non è troppo difficile prevederle, per dirla tutta… La forza del Nettuno Junior sta nel fatto che si è poi tesserati del Nettuno Bc senza passaggi, prestiti e svincoli. La maglia della prima squadra è pur sempre un sogno per i ragazzi (e per i genitori). Il giocare in un sodalizio "esterno", che fa confluire il tesserato solo dopo un accordo di prestito, sicuramente è più suscettibile di intoppi, più che mai se è cosa nota che non sempre corre buon sangue. E, se ci si pensa bene, da un certo punto di vista i numeri del Nettuno Junior sono nati proprio da questo.

Per quanto riguarda i giocatori della prima squadra, la partita è aperta. Potrebbero sì esserci "rappresaglie", o più probabilmente prevarrà il buon senso e, tanto per fare due nomi, Ennio Retrosi e Mirko Caradonna (di proprietà Lions, la società del consigliere federale Alfonso Gualtieri) non dovrebbero correre il rischio di giocare altrove. Ma qui c'è sicuramente da attendere un po'.

C'è infine l'ultimo aspetto. Non va dimenticata la politica, intesa come equilibrio e tenuta del Consiglio Comunale della cittadina tirrenica, nel quale gioca un ruolo cruciale Domenico Della Millia del Nettuno 2. E l'uso e la gestione degli impianti sportivi, che sempre nella stagione passata ha praticamente scatenato una guerra tra le diverse società, risoltasi almeno in parte con un intervento dall'alto da parte del sindaco, Alessio Chiavetta, e dell'assessore allo sport, Luigi Visalli, nel tentare di creare una sorta di convivenza tra tante squadre e un numero limitato di campi. Per questo motivo che gli scenari che si possono aprire da adesso sino ad aprile sono ancora tanti, e usare il condizionale non va considerato un eccesso di prudenza.

Mauro Cugola
Informazioni su Mauro Cugola 545 Articoli
Nato tre giorni prima del Natale del 1975, Mauro è laureato in Economia alla "Sapienza" di Roma, ma si fa chiamare "dottore" solo da chi gli sta realmente antipatico... Oltre a una lunga carriera giornalistica a livello locale e nazionale iniziata nel 1993, è anche un appassionato di sport "minori" come il rugby (ha giocato per tanti anni in serie C), lo slow pitch che pratica quando il tempo glielo permette, la corsa e il ciclismo. Cosa pensa del baseball ? "È una magica verità cosmica", come diceva Susan Sarandon, "ma con gli occhiali secondo me si arbitra male". La prima partita l'ha vista a quattro mesi di vita dalla carrozzina al vecchio stadio di Nettuno. Era la primavera del '76. E' cresciuto praticamente dentro il vecchio "Comunale" e, come ogni nettunese vero, il baseball ce l'ha nel sangue.

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