MVP 2011, la nobile coppia Verlander-Braun

Al lanciatore partente dei Detroit Tigers (nella American league) e all'esterno sinistro dei Milwaukee Brewers (nella National) il riconoscimento di migliori giocatori della stagione. Da un quarto di secolo non vinceva un partente (Clemens)

Justin Verlander, lanciatore partente dei Detroit Tigers, si è aggiudicato il premio di MVP 2011 per l'American League. Appena pochi giorni fa, il 28enne statunitense aveva ritirato il "Cy Young Award", come miglior lanciatore della stagione nella AL. Una fantastica doppietta per Verlander che frantuma altri primati. C'è da dire infatti che vedere un lanciatore partente premiato con miglior giocatore assoluto è una rarità: l'ultimo fu Roger Clemens nel 1986, quando lo starter di Boston riuscì a conquistare questo titolo, dopo toccò ad un altro lanciatore (un closer), Dennis Eckersley degli Oakland Athletics. Per vedere un altro giocatore dei Tigers premiato come MVP bisogna risalire al 1984 quando il rilievo-closer, Willie Hernandez, ottenne il titolo (ed anche il Cy Young Award) nell'anno in cui la "Città dei Motori" si laureava campione. Con questa incredibile stagione, Verlander è entrato di fatto nella storia della MLB. Sono infatti soltanto sette i lanciatori ad aver vinto nello stesso anno "Cy Young Award" e MVP: Don Newcombe (1956), Sandy Koufax (1963), Bob Gibson e Denny McLain (1968), Vida Blu (1971), Rollie Fingers (1981) e Willie Hernandez (1984).
Nella National League il miglior giocatore è stato nominato Ryan Braun, campione dei Brewers. Al suo quinto anno in MLB, il 28enne californiano ha messo insieme il premio al miglior esordiente dell'anno (2007) e quattro Silver Slugger, il premio assegnato ai migliori battitori per ruolo (2008-11). In questa stagione, ha chiuso in vetta la speciale classifica della "slugging percentage" (già conquistata nel 2007) con una media di .597 ed è arrivato secondo nella classifica della media battuta con .332 (dietro Reyes). Il tutto con 33 fuoricampo, 111 punti battuti a casa, 109 punti segnati e 33 basi rubate. Grazie a questi risultati, Braun è entrato nel "30-30 club" che raggruppa tutti i giocatori che in una sola stagione superano la soglia dei 30 homerun e delle basi rubate. Braun è il primo giocatore dei Brewers a vincere il titolo di MVP nella National League. Prima di lui l'esterno Robin Yount (1989) ed il closer Rollie Fingers (1981) avevano conquistato questo riconoscimento per i Brewers, ma nella American League. La franchigia di Milwaukee infatti, è nota per essere la più "itinerante" della Major. Dal 1970, anno in cui è approdata in Wisconsin da Seattle, al 1972 ha disputato la West Division della American League. Successivamente, dal 1973, venne trasferita nella East Division della AL dove rimase fino al 1994, anno della ristrutturazione delle post-season. Per poter gestire meglio il nuovo assetto e riequilibrare i gironi, i Brewers vennero spostati infine nella Central Division di National League.
LA STORIA – L'MVP, il più "vecchio" e forse per questo il più prestigioso nella cascata di premi delle off-season della Major, nasce ufficialmente nel 1931, ma ha origini molto più antiche. L'idea venne a Hugh Chalmers della fabbrica automobilistica "Chalmers Automobile". Per promuovere la Chalmers 30 decise, nel 1910, di regalarne un modello al giocatore che a fine stagione avesse ottenuto la media battuta più alta delle Majors. Dal 1911 si stabilì il nome del premio (Chalmers Award) ed i criteri di assegnazione, che non avrebbero più riguardato la media battuta ma avrebbero tenuto conto di quel giocatore che, nella propria lega, si fosse dimostrato "il più importante e utile per il suo club e alla Lega in generale per la portata ed il valore dei servizi resi". Il premio venne sospeso nel 1914 per essere poi "riesumato" nel 1922 con il nome di League Awards. Il criterio di assegnazione fu di nuovo quello del Chalmers Award, anche se in questo caso a decidere a chi indirizzare il premio furono per la prima volta i giornalisti, scelti uno per ogni città. Una clausola vietava ad un giocatore che avesse già vinto questo titolo di poter essere rieletto. Questo ed un'altra serie di motivi portarono alla sostituzione del premio con il "Baseball Writers Association of America's Most Valuable Player". Il cambio avvenne in momenti diversi per le due leghe: nel 1928 l'American League e nel 1929 la National League.Dal 1931 il premio prenderà la nomenclatura attuale e da allora nessuno lo ha vinto più volte di Barry Bond che ha chiuso la sua carriera con 7 MVP.

Informazioni su Andrea Tolla 522 Articoli
Nato a Roma nel 1971, Andrea è padre di 3 figli, Valerio, Christian e Giulia. Collabora con il quotidiano Il Romanista dove si occupa, tra le altre cose di baseball e football americano. Appassionato di sport in genere collabora anche con il mensile Tutto Bici e con il quotidiano statunitense in lingua italiana America Oggi. Ex-addetto stampa della Roma Baseball, cura una rubrica di baseball all'interno di una trasmissione sportiva di un'emiitente radiofonica romana.

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