A proposito di baseball e di scuola…

Esistono due modi per poter giocare negli USA: avere eccezionali qualità innate e diventare un campione in diamante (come Alex Liddi) oppure provare a vivere l'esperienza didattica nelle high-school, college o università

Da qualche tempo sono molti i ragazzi e le ragazze italiane che affrontano l'esperienza americana. Per noi del baseball e softball il desiderio di "sbarcare" negli USA ha un interesse in più. Quello di praticare lo sport preferito magari con un sogno nel cassetto: diventare dei campioni.
Ci sono due forme per poter giocare negli Stati Uniti. La prima è quella di poterlo fare per professione, ma necessita di qualità straordinarie. Essere notati da scout e inseriti tra i pro è particolarmente difficile anche perché ciò che maggiormente questi osservatori notano è si è dotati di grandi potenzialità atletiche fin dalla giovane età. Alcuni ci sono riusciti, Alex Liddi in testa, primo tra i giocatori nati e cresciuti in Italia ad aver raggiunto la Major League, che fin da quando aveva 17 anni è stato inserito tra i pro grazie a Mauro Mazzotti.
Per chi però non possiede queste grandi e premature doti, la strada professionale è negata. Esiste però un'altra forma per chi vuole tentare l'esperienza a stelle e strisce. Si chiama "studio" ed è quella intrapresa da Matteo D'angelo, ma anche da Niccolò Loardi, mio figlio Federico e altri ancora. Questa strada si presenta ardua e lunga, ma sotto l'aspetto della formazione e come esperienza di vita, è molto positiva. Si può rimanere un anno, acquisire know-how e apprendere un ottimo inglese; oppure prolungare la permanenza anche negli anni successivi presso college e Università.
Sono questi gli unici due modi per giocare negli States. Lascio da parte il primo perché non dipende dalla volontà del ragazzo, ma dalle sue doti e affronto in questo mio scritto la seconda modalità. Innanzitutto sfatiamo una prima credenza. In USA per studiare non ci si va gratuitamente. Si può avere un parente o un amico pronto ad ospitare, ma questo non cambia nulla. Se pensate di non poter sostenere la spesa di almeno 10.000 euro all'anno non iniziate questa strada.
Ma andiamo comunque con ordine. Il momento migliore per andare sono i 17 anni dopo avere frequentato la terza superiore in Italia. Le scuole italiane acconsentono che lo studente si sposti un anno negli Stati Uniti. Al suo ritorno con un piccolo esame viene riconosciuta la classe fatta all'estero e si accede alla quinta. Si può però ipotizzare di frequentare l'ultimo anno in USA, se si è veramente decisi a proseguire la scuola oltreoceano. Si lascia la scuola italiana e si va a prendere il diploma americano. Attenzione, però, perché questo non ha valore legale in Italia.
Parliamo ora del visto. Per poter studiare all'high-school (scuola superiore) gli Stati Uniti chiedono due tipi di visto. Il J1 o anche detto Exchange Program e l'F1. Il secondo viene ottenuto se si ha un invito da una scuola privata, ma si deve pagare la retta scolastica solitamente molto elevata (6-7 mila dollari) ed inoltre si deve provvedere per vitto e alloggio; Il primo è molto più usato in questi casi e per ottenerlo ci si deve rivolgere ad una agenzia di scambi con gli USA che è l'unico ente autorizzato per svolgere questa procedura ed è responsabile sulla buona riuscita dell'intera operazione. L'agenzia dell'Exchange Program individua la scuola pubblica e la famiglia e offre assistenza per tutto l'anno affinchè le cose funzionino bene. Il costo dell'agenzia varia tra i 7.500 e i 8.500 euro, ma poi non si paga più nulla nemmeno il vitto e alloggio ad eccezione del volo andata e ritorno.
In USA per studio si può però andare anche dopo il diploma scegliendo un college o meglio ancora un Junior College. Quest'ultimo ha una durata di 2 anni e alla fine viene rilasciato l'Associate Degree o Laurea breve, il primo titolo di studio dopo l'high-school. Ottenuto questo si può passare al College di 4 anni per ottenere il Bachelor's Degree che equivale alla nostra laurea. Attenzione, però, che anche questi documenti non hanno valore legale in Italia anche se ormai si parla sempre più di togliere tale valore legale alle lauree.
Più difficile e più costoso è entrare fin da subito al College/Università di quattro anni. Per accedere direttamente ad un College senza passare dall'high-school è necessario però avere un ottimo inglese che viene certificato dal TOEFL o da altri similari. I costi di un Junior College sono all'incirca di 10-14 mila dollari all'anno tutto compreso, anche vitto e alloggio, mentre il costo di un College/Università varia dai 18.000 ai 50.000 dollari l'anno. Sia il Junior che il College/Università possono rilasciare delle Borse di Studio (scholarschip). Ottenerle però per merito sportivo è molto difficile. Ogni College/Università di prima divisione ha a disposizione 11-12 borse di studio che solitamente suddividono tra 25 giocatori. Questo significa che questi 25 avranno circa metà retta pagata e gli altri 10 (visto che la rosa è di 35 giocatori circa) si pagheranno la retta intera. L'high coach è la persona che decide a chi offrire la borsa di studio. Minori sono le scholarship per le seconde divisioni, mentre la terza divisione non ha borse di studio a disposizione.
Per qualsiasi Junior College o College/Università l'iscrizione è abbastanza semplice avendo però la certificazione dell'inglese. Per quanto riguarda il visto, il College rilascia l'invito con il quale si ottiene il visto F1. Rimangono però i costi molto alti. Per ottenere la borsa di studio bisogna farsi notare ed essere molto bravi, ma soprattutto bisogna farsi vedere l'anno precedente quello in cui si intende andare al College.
In conclusione prima si parte e più è facile arrivare in alto. Essere in USA in high-school significa già mettersi in mostra e farsi vedere dagli scout dei College. Partire dall'Italia per entrare direttamente nelle squadre di college il costo è veramente molto elevato, ammesso sempre che si riesca ad inserirsi comunque nella squadra.

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Informazioni su Paolo Castagnini 3 Articoli
Nato il 30 giugno 1954, Paolo Castagnini inizia a giocare a baseball all'età di 13 anni. Il suo ruolo prevalente è lanciatore. Milita a buoni livelli giungendo in massima serie nel 1990 nel Verona. All'età di 20 anni diventa allenatore. E' fondatore del San Martino e della Dynos Verona. Attualmente è allenatore di terzo livello ed è manager dei Knights Verona nella Second Division della IBL. Con Fraccari Presidente entra nel Consiglio Federale e si occupa prevalentemente di attività giovanile. La moglie Giovanna Armani è la prima pitching coach donna e il figlio Federico gioca presso il Barton Community College in Kansas (USA).

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