Big-inning al 9°, Parma passa ancora a Bologna

Ancora una performance del Cariparma al "Falchi", crescendo alla distanza e un finale imperioso. Partita da 16 valide. L'Unipol parte bene, poi si sgonfia mostrando i suoi limiti

Squadra con le palle, il Cariparma. Capace di vincere per la seconda sera consecutiva al "Falchi" dopo la sconfitta casalinga di mercoledì al "Cavalli". Stavolta lo fa in rimonta (8-5 il finale) recuperando due volte la partita ed esplodendo in un big inning da quattro punti nel nono attacco da fuochi d'artificio. E alla fine sul tabellone elettronico segnapunti dello stadio del baseball di Bologna lampeggia in rosso quel "16" delle battute valide fabbricate da Munoz, Sambucci, Bertagnon e compagni.
Parma allunga, così, le mani sulla serie contro la Fortitudo. Una serie importantissima in prospettiva-finali scudetto. Pur se il cammino è ancora lungo, per il gruppo di manager Gerali l'essersi guadagnato il vantaggio del confronto diretto potrebbe avere – al termine del round robin – un peso determinante.
Bologna, viceversa, è nei guai. Due ko nel proprio "fortino" sono duri da digerire: mettono la formazione fortitudina in una situazione di ritardo, di imbarazzo, soprattutto è inquietante la constatazione d'avere un attacco debole o quantomeno discontinuo, incapace di produrre più di 5 punti anche quando batte 12 valide! Alla luce delle potenzialità espresse questa settimana dalle quattro squadre interpreti dei playoff (le loro risorse, i loro difetti, i loro limiti), mi sento già di sbilanciarmi. Prevedendo una Italian Series per il titolo fra San Marino e Parma. C'è tempo ancora prima di arrivare al venerdì 26 agosto, tuttavia credo che questo pronostico sia quello con maggior senso logico.

Parte male, il gruppo parmigiano, in gara3. Va immediatamente sotto nel punteggio (1-3 al primo inning), soffre ma non sbanda quando Bologna sembra volere… spaccare il mondo. Nella difficoltà il Cariparma ha il merito di resistere. Limita i danni. Continua a lottare, accumula adrenalina, cresce inning dopo inning, afferra coraggio, spegne gli ardori d'una Fortitudo che alla distanza si sgonfia. Parma pareggia sul 4-4 nel suo settimo assalto, subisce il punto (5-4) di un nuovo vantaggio bolognese, ma poi… sprigiona tutta la sua energia in un big inning da 4 punti dove fa polpette del bullpen bolognese. E' il nono inning. Quello dell'esaltazione per il Cariparma e dell'inferno per questa Fortitudo Unipol che ha concesso ben dieci valide nelle ultime tre riprese.

Eppure l'avvio incerto del Cariparma e gli estenuanti equilibri non facevano prevedere il finale così travolgente da parte del Club del presidente Rinaldi, del general manager Fochi e del direttore sportivo Varriale. Parma inizialmente penalizzata dalla lenta carburazione di un Roberto Corradini che faticava a trovare il ritmo e al quale non entrava con efficacia la curva nei primi inning. Era destinato a soffrire, il gruppo di Gerali, graffiato dalla aggressività d'una Fortitudo che si produceva in quattro "rubate" (tre di Infante) nei suoi primi due assalti.
Ecco, lì il Cariparma ha avuto la capacità di contenere il passivo e di non permettere alla Fortitudo di allungare. Merito della squadra di Gerali, certamente, ma anche molto demerito di Bologna che non ha sfruttato le difficoltà di Corradini concedendogli il tempo di prendere ritmo e di diventare protagonista.
L'Unipol s'era prodotta in una partenza di straordinaria intensità. Energica e reattiva, aveva di prepotenza riscattato quel punticino subìto in apertura di gara (singolo di Desimoni, doppio di Sambucci). Il primo assalto bolognese era cominciato con la base su ball per infante, doppio di Ermini (unto di Infante), singolo di Mazzuca (punto di Ermini) e poi – dopo due out e un "colpito" su Castellitto – l'inafferrabile rimbalzante di Angrisano: singolo del 3-0, firmato da Mazzuca.
Alla seconda ripresa doppia rubata di un aggressivo Juan Carlos Infante, arrivato in terza ma… lì rimasto perché Mazzuca non è stato capace di spingerlo a punto.
Il terzo attacco di Bologna si apriva con due singoli (uguali) firmati dalla coppia straniera, Clemente e Ramirez. Dunque, corridori in prima e seconda base e zero eliminati. Ghiottissima occasione. Pensate che l'Unipol sia riuscita a segnare un punto? No, non c'è riuscita. Castellitto batteva in doppio gioco e Angrisano era un facile out sull'assistenza di Dallospedale a Sambucci. E a quel punto Parma ringraziava questa Fortitudo così buona d'animo oppure… così sprecona. Roberto Corradini poteva respirare, ritrovava i suoi lanci, la truppa di Gerali capiva che il peggio era passato e che Bologna stava perdendo aggressività. E al quinto inning il Cariparma – con la linea umile dei piccoli passi – confezionava un punticino (singolo di Desimoni, doppio di Dallospedale) che la portava sul 2-3. L'Unipol aveva poca buona sorte nel suo quinto attacco quando, su una secca valida di Mark Castellitto, la pallina andava a colpire Edgard Clemente che stava correndo in seconda e che sarebbe arrivato in terza: interferenza, out per regola.
Sussulto dell'Unipol al sesto attacco. Qui poteva davvero chiudere il match ed ha perduto un'occasione d'oro. Boom-boom. L'attacco si apre su due extrabase: gran triplo di Pablo Angrisano al centro, seguito da un doppio di Daniele Malengo ancora al centro. Punto di Angrisano per il 4 a 2. Lo staff tecnico del Cariparma (Gerali non è in campo, squalificato come il collega Marco Nanni) ritiene che Corradini abbia già dato tutto e lo sostituisce con Pedro Orta. Situazione di zero out e Malengo in seconda. E qui la Fortitudo è riuscita nell'impresa di non arrivare a casabase. Impossibile? No, no, è accaduto. Santaniello vorrebbe eseguire un bunt, ma ne esce una bruttura che più bruttura di così non si può. Infante batte debolmente sul prima base ma almeno fa avanzare Malengo in terza. La successiva battuta (?) di Ermini non va oltre il diamante ed è tranquillamente preda del seconda base parmigiano. A mio parere, la Fortitudo ha cominciato in quel momento a perdere la partita.
Parma cambia ritmo. E aggredisce una squadra bolognese che ha abbassato la guardia e che non ha più l'umiltà per fare le piccole cose preziose. Dunque, il settimo assalto parmense si apre con un singolo di Bertagnon, seguito da un singolo di Scalera. Pronto, logico e bene eseguito il bunt di sacrificio di Stefano Desimoni. Avanzano i corridori. Lo staff tecnico dell'Unipol decide di fare scorrere i titoli di coda sulla partita di Fabio Betto (6.1 rl, 1 so, 1 bb, 8 bvc, 4 punti concessi). Chiamando sul monte Bartolomeo Morreale. Dallospedale è out. Medina riceve la base intenzionale. Alex Sambucci spara un singolo sull'interbase, RBI, è la battuta che manda a punto Bertagnon per il 3-4. Situazione di basi cariche. Quattro ball di Morreale a Munoz e punto automatico (Scalera) per il 4 a 4.

Un colpo di fortuna assiste la Fortitudo, che torna in vantaggio all'ottavo inning (5-4) ma… non ha alcun merito: il punto di Clemente è una gentile concessione di Luca Scalera (che pure aveva difeso bene fino a quel momento) il quale sorprendentemente si esibisce in due erroracci l'uno dopo l'altro: un errore di tiro in prima e poi un errore di presa in terza. E così Clemente fa di corsa tutto il giro delle basi. C'è un solo eliminato e si suppone che le infelici giocate di Scalera possano provocare un contraccolpo psicologico nel Cariparma, se messo sotto pressione. Ma Julio Ramirez si produce in una volata innocua. Castellitto invece batte una palla che diventa insidiosissima e lì è bravissimo Leo Zileri che toglie una valida all'Unipol con una autentica prodezza.
Stop. La Fortitudo non c'è più. Non c'è più con la testa, con la mazza, con i lanciatori. E crolla, sul nono assalto del Cariparma. Davide Dallospedale lo apre con un singolo che mette la parola fine alla partita di Barth Morreale (1.2 rl, 1 so, 2 bb, 3 bvc, 1 punto). Tocca a Matteo D'Angelo, gettato in mischia nel momento più delicato dell'anno per la Fortitudo e con tutta la pressione di questo mondo addosso. Matteo, utilizzato con il contagocce in queste settimane (5.1 riprese) fa quel che può. Non può avere il ritmo-partita. Sul monte è anche abbastanza tranquillo, ma ha la sfiga di affrontare il turno forte. Tre uomini, tre valide. Doppio di Medina (Dallospedale avanza in terza), singolo di Sambucci (punti di Medina e di Sambucci). Nuovo cambio di pitcher per Bologna. Scende D'Angelo, sale Langone al quale dà il benvenuto Yepez con un singolo. Leoni (che ha sostituito a correre Munoz) vola in terza ma in un'azione successiva sarà eliminato a casabase (5-4-2). Singolo di Bertagnon, Yepez firma il quarto punto di un inning da 6 battute valide. Parma vola sull'8 a 5.

Considerazioni. Fortitudo: nel dopo-Betto c'è il buio. Il bullpen è stato travolto. Però… la partita non l'ha persa il bullpen, non l'ha persa Matteo D'Angelo (anche se statisticamente risulta lui il pitcher perdente). L'Unipol questa partita l'ha perduta principalmente in attacco. Non riuscendo a concretizzare occasioni favorevoli, e accusando una evidente flessione sul piano dell'intensità nella seconda parte del match. Poco incisivi Clemente, Ramirez e Castellitto. Ermini, un lampo in avvio e poi nulla più. Molto bene Infante sul piano dell'intensità (3 su 4 nel box di battuta, più 1 base su ball e 3 basi rubate), bene Angrisano. Il problema è che è un lineup con dei "buchi". Punti vulnerabili che non consentono una continuità di rendimento. Quando al 6° inning, in vantaggio per 4 a 2, e con Corradini "smontato", la Fortitudo aveva già battuto 10 valide ma… prodotto soltanto 4 punti, ecco lì si è capito chiaramente che questa squadra ha dei limiti in attacco. E la conferma la si è avuta quando in 3 inning (nel dopo Corradini) la squadra bolognese non è riuscita a confezionare neppure una battuta valida contro Pedro Orta. Che non è diventato improvvisamente un fenomeno…

Cariparma. E' una banda di duri. Lottano sempre. E battono. Battono tutti. Magari non di potenza, però mettono la palla in campo. E ciascuno con la mazza fra le mani sa cosa fare. La continuità nel box di battuta è la sua forza. Sotto questo aspetto è squadra migliore dell'Unipol. C'è tanta energia in questo gruppo. E anche tanto talento. Il Cariparma ha vinto l'estenuante braccio di ferro di queste sere perché ha dimostrato d'essere molto solida mentalmente. E più intensa, più fresca nell'espressione del suo baseball. La sensazione è che il gruppo di Gibo Gerali sia meglio preparato atleticamente. Oltre ad esprimere una maggiore preparazione per quanto riguarda l'aspetto della battuta.

Arbitraggio. A differenza di venerdì sera, dove Marco Screti è stato eccellente, ieri sera a dirigere a casabase c'era Alessandro Spera. Pessimo. Molto impreciso. Non all'altezza.

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Informazioni su Maurizio Roveri 192 Articoli
Maurizio Roveri, giornalista professionista, è nato il 26 novembre 1949. Redattore di Stadio dal 1974, e successivamente del Corriere dello Sport-Stadio, fino al gennaio 2004. Iscritto nell'Albo dei giornalisti professionisti dal luglio 1977. Responsabile del basket nella redazione di Bologna, e anche del pugilato. Caporubrica al Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Inviato ai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in varie città d'Italia, del 1990 a Edmonton in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Dal 2004 al 2007 collaboratore del quotidiano "Il Domani di Bologna" per baseball, pugilato, pallavolo.  

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