Parma-Bologna, i pareri di Gibo Gerali e Marco Nanni

Il manager della Fortitudo: "Abbiamo avuto il merito di restare in partita e di sfruttare le occasioni". Il tecnico del Cariparma: "Alcuni episodi ci hanno penalizzati". Ora la serie si sposta al Falchi

Aveva a malapena confezionato 3 homerun in tutta la regular season, e soltanto 16 punti battuti a casa in 42 partite. Julio Ramirez, nei suoi primi mesi di assaggio della Italian Baseball League, viaggiava con un mediocre 278 di average. Una media-battuta indubbiamente deludente per un giocatore di vasta esperienza (33 anni) con un passato in Major League: 84 partite giocate fra Florida Marlins, Chicago White Sox, Anaheim Angels, San Francisco Giants, nonché 1110 partite nelle Minors. L'uomo di San Juan de la Maguana (Repubblica dominicana) non era ancora riuscito a scaldare i cuori della tifoseria del "Falchi", anzi il popolo di fede fortitudina aveva già cominciato a metterlo in discussione.
Poi… l'avvio dei playoff, la primissima partita del round robin, l'impatto con un "altro campionato". Ed ecco che Julio, la notte del 3 agosto, allo stadio "Cavalli" di Parma, si esalta. Si trasforma. Vive il suo momento magico. Così intenso, così forte, così importante da lasciare tutti stupìti e storditi. L'ha decisa lui, con un fuoricampo imperioso, "gara1" del trittico fra Bologna e Parma. Quando al nono inning, sul punteggio di 4 a 4, Ramirez ha afferrato l'attimo creativo e l'istinto lo ha portato a battezzare il lancio "cocomero" di D'Amico, spingendolo ad un vertiginoso giro di mazza, il numeroso pubblico di Parma è ammutolito. Immediatamente. La gente ha capito che quella pallina da… batting practice rimasta un po' alta in mezzo al piatto stava per essere scaraventata lontano, lontano, lontano. Lo ha intuito in un attimo anche l'esterno sinistro Desimoni, che ha alzato gli occhi, ha visto quel missile passare nel cielo e non ha neppure accennato ad una corsa: tanto, era inutile. L'unica cosa da fare… sarebbe stata quella di andare nel parcheggio, prendere l'auto e andare a cercare dov'era "atterrata" quella Wilson A 1010.
Una "legnata" impressionante, sul primissimo lancio di Leonardo D'Amico, appena fatto entrare da manager Gerali in sostituzione di Justin Cicatello. Con due corridori sulle basi. Fuoricampo da 3 punti. E vittoria della Fortitudo Unipol Bologna per 7 a 4.

Intense emozioni per Julio Ramirez, "hombre del partido". E un avvio di playoff felice e molto incoraggiante per Marco Nanni, lo skipper della Fortitudo. Ecco le impressioni del tecnico bolognese. "Bene. E' andata bene. Siamo 1-0 per noi, e ora ci concentriamo per vincere le prossime due partite della serie, qui in casa nostra, venerdì e sabato. Che cosa ho pensato sul "legnone" di Ramirez? Che era fuoricampo! Mi fa piacere per la squadra, principalmente, perché abbiamo portato a casa la partita. E mi fa piacere per Julio, che è stato determinante ed ha confermato in questa difficile partita i progressi compiuti nelle ultime settimane. L'importante è che ci fossero uomini in base".
Nanni ha sempre creduto in Ramirez. Certe perplessità dell'ambiente, sull'efficacia del dominicano nel box di battuta, non hanno mai tolto nulla alla fiducia dell'allenatore nel proprio giocatore. Nanni ha sempre creduto in Julio. E' sempre stato convinto che avrebbe dimostrato di saper fare la differenza.
Non ho mai sentito una critica del manager bolognese nei confronti dell'uomo di San Juan de la Maguana. Anzi, più volte ho sentito Marco Nanni sottolineare le capacità difensive straordinarie di Ramirez nel ruolo di esterno centro, quella capacità di far diventare apparentemente semplici degli interventi di notevole difficoltà, dove occorrono abilità tecnica, occhio, senso della posizione, coordinazione. Anche in gara1 del round robin Ramirez si è reso autore di una sicura (e tutt'altro che semplice…) presa in corsa, spalle al monte, su una battuta molto profonda: è la specialità di questo esterno centro dominicano che fino a questo punto della stagione ha commesso un solo errore in difesa.
"Ovviamente, non solo Ramirez. Una partita così intensa, gonfia di emozioni, che siamo stati capaci di ribaltare dopo lo svantaggio iniziale e che poi abbiamo avuto la forza, la lucidità di riprendere definitivamente in pugno dopo avere subito l'aggancio sul 4-4, è la vittoria del gruppo e della sua solidità", racconta Nanni. "Di protagonisti ce ne sono stati diversi, ad esempio i lanciatori, ad esempio Daniele Malengo che ha battuto bene".
"Mi sembra che la squadra sia in mentalità-playoff. Significa intensità, concentrazione, cercare di sfruttare tutte le occasioni. Soprattutto stare in partita, perché poi le occasioni per ribaltare le partite e per vincerle capitano: devi saperle raccogliere".
E a Parma è stato fatto. Bologna ha dimostrato carattere e concretezza. Non soltanto in attacco. Va sottolineata quella autentica prodezza firmata da Joe Mazzuca sul terzo assalto del Cariparma, quando – con Dallospedale e Medina sulle basi – l'italoamericano di scuola Asi ha letteralmente annullato una valida a Munoz. Ed ha completato l'opera realizzando un importante doppio gioco.

Per "gara2" il tecnico della Fortitudo Unipol spera di poter riavere a disposizione Nick Pugliese, che in questo periodo è alle prese con una infiammazione del bicipite, all'inizio della spalla. Dovrebbe risolversi in tempi brevi, lo spero. Nick mi ha detto che questo problema lo aveva già avuto l'anno scorso e s'era poi risolto, anche lui non mi sembra preoccupato più di tanto. Tuttavia, resta un contrattempo capitato nel momento meno opportuno…".

Le 10 battute valide concesse da Jesus Matos in poco più di cinque inning non debbono sorprendere, né inquietare. E' una situazione che ci può stare quando si affronta un line-up aggressivo e di notevole regolarità come quello del Cariparma, composto da ottimi contattisti. Va anche tenuto conto che la formazione di Gerali presenta diversi mancini e switch, e si sa che Matos è un po' a disagio quando si trova ad affrontare un battitore che batte mancino. Attualmente, inoltre, le condizioni fisiche di Jesus non sono brillanti per il riacutizzarsi di un problema addominale già avuto in occasione del trittico contro Grosseto.

Chissà se Gilberto "Gibo" Gerali, potesse tornare indietro, tornerebbe ad inserire Leo D'Amico in quel "maledetto" nono assalto bolognese… C'erano 2 out, Infante in seconda, Clemente passato in base intenzionale. E' vero che Cicatello era già a 51 lanci, ma è anche vero che sul settimo e sull'ottavo turno d'attacco di Bologna il pitcher "sottomarino" aveva concesso appena una battuta valida. Chiaramente in quel momento Gerali aveva la massima fiducia in D'Amico. Né voleva far proseguire oltre un Cicatello del quale avrà bisogno anche per gara2 o – più probabilmente – per gara3.
"E' stata una partita decisa da episodi. Alla fine è stata brava la Fortitudo Bologna a colpire all'ultimo con quel fuoricampo di Ramirez su un nostro lancio sbagliato, una palla rimasta in mezzo al piatto. Fa parte del gioco. Così come penso sia stato abbastanza evidente anche quel foul-ball non rilevato dagli arbitri sulla battuta di Malengo, giudicata valida. E da lì è poi nato il sorpasso di Bologna per il 4-2".
"Noi – prosegue il manager del Cariparma – abbiamo perso qualche occasione, ad esempio le due battute in doppio gioco al terzo e al settimo inning con corridori in prima e in seconda, poi quello "squeeze" sbagliato che ha intrappolato Yepez fra la terza e casabase". Indubbiamente non ha avuto buona sorte, il Cariparma, mercoledì sera. Bologna, opportunista, ha sfruttato con maggiore abilità le occasioni favorevoli. Bravura e fortuna al tempo stesso.

Justin Cicatello, utilizzato come rilievo di un Grifantini meno sicuro di altre volte, ha effettuato 51 lanci. Ce la farà a recuperare per venerdì? Oppure, Gerali modificherà la programmazione e deciderà di usare i lanciatori "asi" in gara2 tenendo Burlea e Cicatello per sabato? In questo modo Cicatello avrebbe un giorno in più per recuperare. Gerali fa capire che potrebbe appunto ricorrere a questa strategia, modificando dunque la rotazione dei lanciatori. "Dovrò parlare con Cicatello e capire come si sente. Ha fatto una cinquantina di lanci. E cinquanta lanci non so se è possibile smaltirli in un giorno di riposo".

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Informazioni su Maurizio Roveri 192 Articoli
Maurizio Roveri, giornalista professionista, è nato il 26 novembre 1949. Redattore di Stadio dal 1974, e successivamente del Corriere dello Sport-Stadio, fino al gennaio 2004. Iscritto nell'Albo dei giornalisti professionisti dal luglio 1977. Responsabile del basket nella redazione di Bologna, e anche del pugilato. Caporubrica al Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Inviato ai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in varie città d'Italia, del 1990 a Edmonton in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Dal 2004 al 2007 collaboratore del quotidiano "Il Domani di Bologna" per baseball, pugilato, pallavolo.  

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