Larry Olenberger è il nuovo manager dei Pirati

Il sessantenne californiano, padre di Kasey (ex pitcher di Parma e nazionale) guiderà la Telemarket edizione 2011. Il Presidente Zangheri: "E' l'uomo giusto per noi"

E’ caduto il velo sull’identità del nuovo manager della Telemarket. Sarà Larry Olenberger a guidare i Pirati nel campionato 2011, stagione che segnerà una sorta di svolta per la società di via Monaco. Il sessantenne californiano, di origini italiane (i nonni erano di Lucca), padre di Kasey Olenberger ex pitcher del Parma e della nazionale, sbarcherà a  Rimini agli inizi di marzo e vanta una lunga carriera in dug-out. Appena smessi i panni di giocatore all’inizio degli anni ’80, Olenberger cominciò la carriera dall’altra parte della barricata a livello di college per poi ricoprire il doppio ruolo di manager e hitting coach dal 1994 al 1998 per la formazione della Sonoma State University (seconda divisione del campionato NCAA). Poi il passaggio al baseball professionistico allenando in diverse leghe americane tra cui la Western League con i Solano Steelheads, Frontier League, CanAm League, South Coast League e Northern League (nel 2008 con Jolet JackHammers) e vincendo due campionati nel 1998 e 2007 (con South Georgia Peanuts).

Una vasta esperienza che ha convinto il Presidente Rino Zangheri a puntare su di lui: “In questi ultimi anni – afferma il numero uno dei Pirati – ci siamo sempre affidati a manager italiani, fatti in casa, senza però ottenere buoni risultati nonostante gli ottimi giocatori a disposizione. Perciò abbiamo deciso di guardare altrove e di affidarci alle leghe americane. Siamo convinti che i giocatori, seppure professionisti, debbano essere sempre affiancati da gente di esperienza, che li capisca, li corregga e li supporti nei momenti critici. Grazie all’aiuto di alcuni nostri amici americani come Omar Minaya e Jim Mansilla, abbiamo pensato che Olenberger, visti i risultati ottenuti in leghe equiparabili al nostro campionato e data anche la sua decennale esperienza come hitting coach, fosse l’uomo giusto per noi”.

La bandiera statunitense torna quindi a sventolare nel dug-out neroarancione 16 anni dopo David Hall (esonerato nel 1995 dopo 13 partite) e soprattutto manager che hanno fatto la storia del batti e corri riminese come Greg Sabat, Rick Waits, John Long e Ray Carrion. Lo staff tecnico sarà completato dai confermati Mike Romano, Chris Catanoso e Paolo Siroli ai quali sarà aggiunto l’ex pitcher neroarancione Andrea Palumbo.

Informazioni su Cristiano Cerbara 457 Articoli
Nato a Rimini 38 anni fa, Cristiano Cerbara è entrato nel mondo del giornalismo sportivo dall'ottobre del 1998, ovvero da quando ha rivestito per quattro anni i panni di collaboratore esterno del quotidiano locale "La Voce di Rimini" curando principalmente e giornalmente le vicende calcistiche del Rimini e collaborando comunque anche per quanto riguarda il baseball fino a diventarne responsabile in prima persona dai play-off 2001. E nell'ottobre 2002 ecco il passaggio alla redazione del Corriere Romagna dove ha ricomposta la staffetta di baseball.it con l'amico Andrea. Ma quello per il "batti e corri" é un amore profondo, nato con un classico colpo di fulmine all'età di 19 anni. Era infatti il 1988 quando il baseball cominciò a fare parte della sua vita sfociando in una passione che lo ha portato a saltare (per cause di forza maggiore) appena 2 partite allo stadio dei Pirati di Rimini (le ultime ed ininfluenti della regular season 1997) negli ultimi 15 campionati. Sposato dal settembre del 2000 con Monica, collabora con "Il Biancorosso" (giornalino quindicinale che esce in occasione delle partite interne del Rimini Calcio) e con il settimanale "Romagna Sport". Segue con interesse il baseball delle Major League e il suo sogno sarebbe quello di poter assistere dal vivo ad una partita di finale delle World Series ma per il momento si accontenta di entrare virtualmente nei templi del batti e corri a stelle e strisce consumando la sua Play-station a suon di fuoricampo e spettacolari prese in tuffo. Un altro desiderio forse irrealizzabile é quello di poter vedere un giorno il baseball italiano arrivare allo stesso grado di popolarità del calcio.

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