Fine andata con due sfide-chiave

La capolista San Marino a Nettuno. Appassionante faccia a faccia fra Bologna e Rimini, le seconde in classifica (stasera gran duello Matos-Brower). In Tv Grosseto-Catania Warriors

Finalmente un po' di pathos. Quello vero. Si chiude il girone d'andata e il campionato s'infiamma. Bruciano i tasti della passione per due sfide-chiave. Che possono sconvolgere la classifica aprendo le porte a nuove prospettive. Oppure confermare in maniera perentoria certi valori, quasi ad emettere dei verdetti quando ancora c'è tutto il girone di ritorno da giocare.
Va a caccia di altre certezze la T&A San Marino, forte del suo primato (14 partite vinte su 18) e di un rendimento che la colloca davanti a tutti per media-battuta (274), efficacia del monte di lancio (1.91 di ERA) e solidità difensiva (percentuale di 981). Il gruppo compatto del Titano propone in Ardley Jansen, antillano di gran fisico e dal potente giro di mazza, il miglior battitore (average 385) di questa IBL First Division.
Ha una leadership da difendere, San Marino. Dall'altra parte della barricata c'è un Nettuno che si trova davanti alla "prova della verità". La squadra che tutti – alla vigilia della stagione – consideravano in possesso di un potenziale da scudetto, s'è prodotta nella più clamorosa delle "false partenze". Inimmaginabile, sconcertante quel 4-10 che aveva gettato Nettuno e i nettunesi fra mille tormenti e malumori. Poi, al confine con la disperazione, un lampo d'orgoglio: la vittoria al "Falchi" di Bologna per manifesta superiorità, il primo maggio, in gara3. E tornando da quelle parti la settimana successiva, a Godo, il gruppo di Giampiero Faraone ha realizzato una tripletta, la prima tripletta della sua stagione (cosa che non gli era riuscita contro i Catania Warriors allo "Steno Borghese" in apertura di campionato). Ha sofferto, con due vittorie di 1 punto, ha accusato ancora momenti di affanno. Tuttavia, è innegabile che il Nettuno sia in recupero. Viene da quattro partite vinte di fila in trasferta: significherà qualcosa! La classifica, ora, piange di meno (8-10). Però il -6 dal San Marino e il -5 dal tandem composto da Bologna e Rimini appaiono ancora come un ritardo un tantinello frustrante per la Danesi, mentre recuperare il -3 dal Cariparma (che chiude attualmente la zona playoff) sembra una missione abbordabile. Attenzione: davanti alla Danesi c'è anche il Grosseto di Ruggero Bagialemani, il passionale tecnico nettunese che ha portato in Maremma il suo temperamento e il suo modo di interpretare il baseball.
Dunque, il cammino era e resta in salita per il Nettuno. Nel trittico di domani sera e sabato Beppe Mazzanti e i suoi compagni si giocano tutto. O quasi. Hanno la necessità di vincere la serie. Farà la sua prima apparizione con la casacca nettunese il veterano James Buccheri, incrociando proprio la sua ex-squadra. Buccheri con San Marino ha vinto lo scudetto della stagione 2008 (ai danni del Nettuno…).
Una sola partita vinta in questo week end non sarebbe un risultato positivo per gli uomini di Faraone, avrebbe il sapore di un passo indietro (considerando che il Cariparma domani e sabato ospiterà il Godo e, sulla carta, dovrebbe vincere la serie seppure manager Gerali abbia dei problemi per l'indisponibilità di Zileri e le condizioni fisiche precarie di Gustavo Martinez). Fra i "cavalieri" della Romagna debutterà l'utility svedese Peter Johannessen.
MATOS-BROWER STASERA AL FALCHI – La prima sfida fra la UGF Fortitudo e la Telemarket Rimini, in programma questa sera a Bologna, propone un duello stellare sul monte di lancio. A confronto Jesus Matos e James Brower. Vale a dire: il pitcher straniero "numero uno" del campionato italiano nel primo decennio degli anni Duemila, e il prestigioso americano interprete per 9 stagioni e 354 partite nel pianeta Major League.
Matos è al settimo anno in Fortitudo. Il dominicano di San Pedro de Macoris è l'immagine della regolarità. Stagione dopo stagione, un rendimento costante ad alto livello. I suoi lanci sono un marchio di qualità. Osservate la sua ERA (media-punti guadagnati sul lanciatore) nelle regular season dei suoi sette anni italiani: 1.20 nel 2004; 0.88 nel 2005; 1.47 nel 2006; 1.77 nel 2007; 1.84 nel 2008; 2.26 nel 2009; 1.12 nell'attuale campionato (dopo 40 inning lanciati). Strepitoso quello 0.00 di ERA nella serie finale per lo scudetto del 2005.
Complessivamente, calcolando anche le partite di playoff, Jesus Matos ha toccato (proprio la settimana scorsa) la sua vittoria personale numero 70. Contro appena 24 partite perse. E' destinato a passare alla storia come uno dei più grandi lanciatori di tutti i tempi del campionato italiano di massima serie.
James Brower, in Italia da neppure due mesi, si è portato dietro il prestigio il fascino e la classe (ancor limpida) di chi in MLB è arrivato a lanciare addirittura nei playoff! E' avvenuto nella post-season 2003: Brower, con la casacca dei San Francisco Giants, lanciò contro Florida. La carriera di Brower in Major è passata attraverso 9 franchigie: Cleveland Indians, Cincinnati Reds, Montreal Expos, San Francisco Giants, Atlanta Braves, Baltimore Orioles, San Diego Padres, Florida Marlins, New York Yankees.
Brower nel nostro baseball è diventato subito un protagonista. La sua "ERA" (1.10) è la seconda in assoluto – fra i pitchers che hanno lanciato un certo numero di innings – preceduto soltanto dal compagno di squadra Sandy Patrone (1.05).
Jesus Matos risponde con il maggior numero di partite vinte, cinque (Brower e Patrone sono a quattro, come Bonilla del San Marino e Roberto Corradini del Parma).
Matos e Brower hanno nel "controllo" la loro più bella caratteristica. Controllo nel senso di trovare con naturalezza la zona dello strike, controllo nel senso di saper dove piazzare la pallina, controllo nel senso di regolarità, controllo nel senso anche di essere padroni delle emozioni e dei nervi. Brower, a vederlo sul monte, è proprio l'immagine del classico professionista di Major League: composto, freddo, imperturbabile, essenziale. Matos è un "latino", un po' meno imperturbabile a volte, però lancia con passione, con intensità, conservando tuttavia – sempre – una compostezza e una precisione invidiabili.
Jesus Matos ha ancora una bella palla veloce (anche se con il passare degli anni il pitcher dominicano ha perso qualcosina sul piano della potenza). Jesus è un principe dello slider, tipo di lancio che è un incrocio tra la fastball e la curva: assomiglia molto ad una "veloce", però viene impressa una rotazione che porta la pallina a "rompere" improvvisamente di circa una quindicina di centimetri in prossimità del piatto di casabase. E' grazie principalmente a questo slider, tagliente "como un machete" (così l'ha definito lui stesso), che Matos dal 2004 a oggi ha già confezionato nel campionato italiano qualcosa come 866 strikeout!
James Brower è da filmare, il suo controllo è magistrale. Abile nel mescolare i lanci, dà l'impressione di saper sempre dove posizionare la pallina. Non ha una fastball imperiosa. Non ha un lancio dominante. Però, da lassù, sulla collinetta, sa cosa fare. Usa la testa. E ha personalità. Vive di effetti e di "mestiere", ingannando i battitori con lanci perfidi. Non permette quasi mai agli avversari di colpire bene le sue palline, perché le tiene basse ed è molto abile nel trovare gli angoli più nascosti. Contro di lui, fino ad ora, i battitori viaggiano con un modestissimo 136 di media-battuta. Vale a dire: hanno raccolto solo briciole (eccetto gli uomini del Titano, i soli ad avergli imposto una sconfitta). Un difetto? Se messo sotto pressione dall'attacco avversario e costretto ad effettuare parecchi lanci, la sua autonomia potrebbe non superare il sesto inning. E' l'obiettivo della UGF Fortitudo: farlo scendere a due terzi di partita. Il rilievo, Alexander Serrano, non si è rivelato ancora completamente convincente (2.61 di ERA in 10 inning). Matos, sotto questo aspetto, può andare sul sicuro. Sapendo di avere come rilievo quel Victor Moreno che – per due riprese – è lanciatore formidabile: ancora 0.00 di media-PGL dopo 12 riprese lanciate. E un "batting average" di 143.
Venerdi e sabato la sfida emiliano romagnola – una classica del baseball italiano – si sposterà nella Casa dei Pirati. Sul monte di lancio in gara2 Enorbel Marquez (3.69 di ERA) per Rimini, Cody Cillo (ERA 2.05) per Bologna. Lanciatore partente dei Pirati romagnoli il sabato notte – nella gara dei pitchers di scuola italiana – l'ottimo Sandy Patrone (ancora imbattuto, 4 partite vinte e nessuna perduta, ERA 1.05). E per Bologna ovviamente l'esperto Fabio Betto (record 3-2, ERA 2.48).

Affiancate sul secondo gradino della classifica, ad una sola vittoria di distanza dal San Marino, Bologna e Rimini sono effettivamente due squadre che si equivalgono. Con diversi pregi e qualche difetto. Bologna ha la mentalità della squadra campione d'Italia, però di quella squadra che ha vinto lo scudetto nell'agosto 2009 non ha più personaggi importanti come Richard Austin e Claudio Liverziani. E anche Giovanni Pantaleoni e Lele Frignani. Ha scelto la strada della programmazione, quest'anno la Fortitudo. Investendo su giovani talenti, ai quali bisogna concedere il tempo per acquisire esperienza. E' squadra interessante, per i margini di crescita. Ma non è forte, né altamente competitiva come un anno fa. Perché ha un roster corto. E le mancano i bombardieri Austin e Liverziani. Infatti la formazione diretta da Marco Nanni ha battuto soltanto 2 homerun fino ad ora. Possiede un monte di lancio di qualità, però solleva qualche perplessità per la partita dei lanciatori "ASI" dove c'è un solo partente (Betto), un ragazzo (Ularetti) utilizzato ancora con il contagocce e che presumibilmente – in questo momento – non ha più di due-tre inning di qualità, poi un closer (Fabio Milano) al quale non si dovrà mai più chiedere di fare gli straordinari come la settimana scorsa. E' accaduto perché il monte di lancio non è profondo, e se Ribeiro è impresentabile, ecco che già nascono problemi. Se Fabio Milano è stato costretto a sobbarcarsi una notevole mole di lavoro venerdì scorso, in gara2 contro Parma (a causa del cattivo rilievo di Ribeiro), debbo presumere che non fosse disponibile René Mazzocchi l'oriundo che la Fortitudo ha parcheggiato a Castenaso. Avesse chiuso Mazzocchi venerdì, Milano sarebbe stato più fresco per la chiusura di sabato notte dove ha concesso qualcosa di troppo alle mazze del Cariparma (da lì è nata l'unica partita persa da Bologna nel trittico con i parmigiani). Considerando i sorprendenti affanni attuali di Yulman Ribeiro (il rilievo di Cillo), sarebbe logico che la Fortitudo si portasse dietro nella trasferta di Rimini l'oriundo Mazzocchi. Altrimenti, qual è il senso di "franchigia"?
Nanni dovrà probabilmente fare a meno di Reginato, che accusa ancora dolore ad una mano, oltre all'indisponibile Fornasari.
La Telemarket Rimini ha un attacco che non produce tanti punti. Sta mancando di potenza (seppure abbia fatto 6 HR), in attesa del… risveglio del suo slugger Mario Chiarini. Il quale ha cominciato decisamente sotto tono il campionato. Però, tradizione vuole che Chiarini si esalti sempre quando affronta Bologna. A manager Mazzotti stanno mancando anche gli RBI di Chapelli (6) e le valide di un Filippo Crociati (media battuta 167) che avevamo visto molto più brillante nel campionato scorso. Tuttavia, Rimini regge. Magari vince con punteggi stretti, soffrendo, però vince. Perché fa leva su un'ottima difesa. Organizzata, solida, compatta. E sull'affidabilità del monte di lancio (2.21 di ERA, il secondo come rendimento dopo quello del San Marino). Il merito della formazione di Mauro Mazzotti è di concedere poco agli avversari, come indicano i 46 punti subìti in 18 partite (media 2,5 per gara).

CATANIA, PRIMA VOLTA IN TV – L'altro anticipo del giovedì sera è in programma a Grosseto. Gli occhi delle telecamere RAI allo stadio "Roberto Jannella", e le voci di Cerboni, Schiroli e Mangini. Il Montepaschi di Ruggero Bagialemani ospita i Catania Warriors. Ed è il debutto stagionale dei "guerrieri" siciliani in televisione. Sarà ancora John Billy Diaz il lanciatore partente per Grosseto, in attesa che Juan Figueroa recuperi una buona condizione fisica. Il manager siciliano Benny Falcone si affiderà a Ferreras, che ha fatto faticare i Pirati riminesi la settimana scorsa.
Merita attenzione l'inusuale orario della partita del sabato. Si giocherà alle 10 del mattino, per realizzare un'iniziativa del Montepaschi Grosseto pro-Emergency. L'incasso infatti sarà devoluto alla Associazione che fa capo a Gino Strada. E' stato scelto l'orario mattutino per favorire la presenza allo stadio Jannella di diverse scolaresche.

IL PROGRAMMA della IBL First Division (ultimo turno di andata):
QUESTA SERA (ore 21) Grosseto-Catania (Diretta su Rai Sport Più dalle ore 22); Bologna-Rimini.
VENERDI (ore 21) Rimini-Bologna; Nettuno-San Marino; Parma-Godo; Grosseto-Catania (ore 20,30)
SABATO: Rimini-Bologna (ore 21); Grosseto-Catania (ore 10); Nettuno-San Marino (ore 16 e ore 21); Parma-Godo (ore 16 e ore 21).
CLASSIFICA: San Marino 14 partite vinte e 4 perse; Bologna e Rimini 13-5; Parma 11-7; Grosseto 9-9; Nettuno 8-10; Godo e Catania 2-16.

Informazioni su Maurizio Roveri 192 Articoli
Maurizio Roveri, giornalista professionista, è nato il 26 novembre 1949. Redattore di Stadio dal 1974, e successivamente del Corriere dello Sport-Stadio, fino al gennaio 2004. Iscritto nell'Albo dei giornalisti professionisti dal luglio 1977. Responsabile del basket nella redazione di Bologna, e anche del pugilato. Caporubrica al Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Inviato ai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in varie città d'Italia, del 1990 a Edmonton in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Dal 2004 al 2007 collaboratore del quotidiano "Il Domani di Bologna" per baseball, pugilato, pallavolo.  

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