Mazzieri: "Ecco il mio Mondiale"

A tre giorni dal debutto, il manager della Nazionale esce allo scoperto e parla della squadra, delle gravi assenze di Maestri, Liddi e Mazzanti, delle nostre chance e del rilancio del baseball in Italia

Le dimissioni di Faraone dopo la disfatta catalana, il Mondiale di Taiwan e l'impresa contro gli americani. Iniziò così, meno di due anni or sono, il nuovo corso dell'Italia del baseball con Marco Mazzieri manager. A Tirrenia, 18 giorni fa, l'allenatore azzurro radunò gli azzurri per il primo contatto. Il Mondiale bussava alle porte ed il grossetano voleva giustamente stringere i tempi per cercare di prepararsi al meglio per l'evento iridato. Gli azzurri davanti ai propri sostenitori, in Italia per la quarta volta, come nel 1978, 1988 e 1998.

Domenica è il D-Day per la Nazionale. La verità: pensi spesso al debutto nella tua Toscana, fra 72 ore, e come andrà?
Un po' per il mio carattere, un po' per il ruolo che ricopro, non mi preoccupo né di quella partita né delle successive. Mi sta a cuore invece il percorso per arrivare a questi appuntamenti, delle attività che stiamo svolgendo per giungere nel modo migliore alla gara di Firenze. Una cosa è certa: al Cerreti per il nostro debutto al Mondiale 2009 ci presentiamo con grande entusiasmo, tanto affiatamento e passione. Ci piacerebbe molto andare al terzo round…

Ma questa è davvero la migliore formazione italiana che potevamo allestire?
Considerate le rinunce, gli infortuni, le mancate autorizzazioni, secondo noi è la migliore Italia che potevamo assemblare per questo Mondiale che rappresenta una grande opportunità per mettersi in mostra. Liddi e Maestri? Ci avrebbero dato una grossissima mano, non c'è dubbio. Come pure Mazzanti, il miglior battitore al World Baseball Classic. Mi mancano il quarto e quinto uomo del line-up, purtroppo. Su Maestri, che dire, lo aspettiamo, chissà mai che…

Sinceramente, abbiamo qualche chance di approdare alla terza fase?
Dipenderà dalle squadre che si qualificheranno, stiamo analizzando attentamente tutte le possibili avversarie per farci trovare pronti. Per ora sono contento di questi ragazzi che dal 24 agosto stanno lavorando veramente con grandissimo impegno. E' stato davvero difficile fare i tagli e sarà dura fare le ultime scelte. E' un buonissimo gruppo.

Che approccio terrete al Mondiale? Come intendete affrontare i diversi impegni a partire da Firenze?
Una partita alla volta, senza fretta. L'Italia è in grado di battere chiunque. Ricordi cosa è successo agli USA ai Mondiali di Taiwan nel novembre di due anni fa? E più di recente al Canada a Toronto nel corso del World Baseball Classic? Giochiamo sempre al massimo, ci stiamo preparando per questo.

Quali le candidate, secondo te, per la vittoria finale?
Cuba, USA e Corea.

E dall'Olanda cosa ci dobbiamo attendere?
Hanno la fortuna di attingere da un serbatoio di giocatori davvero importante, inoltre con Eenhoorn e Delmonico hanno fatto davvero un grosso salto di qualità. Ma ribadisco occhio anche all'Italia, perché i ragazzi possono fare delle buonissime cose.

Analizziamo insieme i vari comparti azzurri…
In attacco, dovremo cercare di segnare un po' per volta. In difesa, siamo in grado di fare cose egregie. Il mound, a mio avviso, è migliorato molto rispetto a due anni fa. Anche se manca Fiore. Ma il vero punto di forza dell'Italia è il gruppo.

Un rapporto speciale, quindi, con gli azzurri…
Parlo tantissimo con loro, sempre. La parte mentale è fondamentale, ci lavoro molto su questo e credo che alla fine questo aspetto fa la vera differenza. Perché se non hai il giusto approccio non ce la fai. Parliamo molto soprattutto durante la preparazione e prima delle gare, poi taccio. E mi gusto il fatto di poterli vedere all'opera…

Una squadra motivata, con diversi prospetti da seguire…
Assolutamente sì, in particolare Ularetti ma anche Pizziconi ed altri. Abbiamo 4-5 rookie che in futuro daranno una grossa mano alla Nazionale e sicuramente tante soddisfazioni.

Cosa ti aspetti da questo Mondiale "italiano"?
Che contribuisca a spingere il baseball. C'è bisogno di una svolta. Da parte di tutti. I giocatori devono fare meno scenate in campo, allenatori e coach devono aggiornarsi continuamente, i dirigenti devono pianificare le attività delle squadre in modo professionale. Se vogliamo, davvero, che questo sport faccia un salto di qualità.

Informazioni su Filippo Fantasia 653 Articoli
Nato nel 1964 ad Anzio, si occupa di sport USA e in particolare di baseball, pur svolgendo a tempo pieno attività professionale come Ufficio Stampa e Relazioni con i Media italiani e internazionali. Dal 1992 collabora con Il Giornale, in precedenza ha scritto per Tuttosport, La Stampa, Il Resto del Carlino, Il Tirreno, Corriere di Rimini, Guerin Sportivo, Play-off, Newsport, Baseball International, Sport Usa, Tuttobaseball. In ambito radio-televisivo ha effettuato radiocronache e servizi per conto di diverse emittenti quali Radio Italia Solo Musica Italiana, Italia Radio, Radio Luna LT, Radio Enea etc. Ha inoltre condotto programmi e realizzato speciali per alcune televisioni locali: nel 1998 ha curato il video "Fantastico Nettuno" dedicato alla conquista dello scudetto della squadra tirrenica (di cui è stato anche capo ufficio stampa). Significative sono state anche le esperienze vissute personalmente negli USA: gli ottimi rapporti instaurati con gli uffici stampa di diversi club (in particolare dei Red Sox) e con le redazioni dei quotidiani Boston Globe e Boston Herald che gli hanno permesso di approfondire i diversi aspetti legati al baseball e alla comunicazione sui media. E' stato il primo Responsabile Editoriale di Baseball.it, incarico che ha dovuto momentaneamente abbandonare per impegni professionali, tornando poi in seguito per assumere l'incarico di Direttore Responsabile. Nell'ottobre del 1997, durante le finali scudetto, ha curato il primo “play-by-play” in diretta su Internet del baseball italiano. Nell'estate del 1998 ha svolto attività di supporto all'Ufficio Stampa del Campionato del Mondo di baseball, con ampi servizi in voce per Radio Dimensione Suono Network e RDS Roma.

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