Dodgers fortissimamente Dodgers

A poco più di un mese dal termine della regular season, Pietro Colnago (SKY) scommette su Los Angeles per la vittoria della NL, mentre per la AL vede bene il duo Angels-Yankees. Mets e Cubs le più deludenti

Poco più di trenta partite ci separano dal termine della regular season 2009 della Major League. Un momento, quindi, fondamentale della stagione agonistica che veleggia verso i play-off. E l'ormai tradizionale bilancio mensile di Baseball.it stavolta è insieme a Pietro Colnago, una delle voci SKY più importanti per commentare le vicende del "batti&corri" a stelle e strisce ma non solo.

I Los Angeles Dodgers dopo la All Star Game non sembrano più così brillanti come quelli visti ad inizio stagione. Seppur mantenendo il miglior record della National League (78-53) ed un discreto vantaggio sulle inseguitrici nella West Division (4 gare su Colorado e 7 su San Francisco), il roster di Joe Torre è passato da un parziale di 57-32 ad uno meno esaltante di 21-21. E' solo una nuvola passeggera o credi che i Dodgers possano compromettere una delle loro stagioni più belle?

Non credo che una squadra di Joe Torre possa in alcuna maniera perdere il fuoco dell'obiettivo prefissato. Troppo bravo e troppo intelligente il manager per cercare alibi o scuse che possano distogliere l'attenzione su quello che è il vero nocciolo della questione. E' vero anche che i Dodgers di inizio stagione erano stati quelli che avevano subito dimostrato come l'affiatamento e il mix tra giovani e veterani sia sempre la ricetta giusta per vincere. Dopo l'All Star Game sono sopravvenuti anche intoppi di carattere fisico ed è normale un certo calo, ma Torre ha subito spiegato pubblicamente che lui e i suoi giocatori non possono avere alibi di alcun tipo: si gioca per diventare campioni del mondo e chi non è convinto può anche lasciare mazza e guantoni nello spogliatoio. Rimangono loro i miei favoriti anche se da 10 partite e mezza di vantaggio erano passati a 2. Ora poi è arrivato Padilla e la rotazione dei partenti si è fatta più profonda.

Ancora West Division, stavolta però nella American League: Angels e Rangers sono a 5 lunghezze di distanza con ancora due serie che le vedrà una di fronte all'altra. Dal 18 al 20 settembre ad Arlington e dal 29 settembre al 1 ottobre ad Anaheim. Erano anni che non si vedeva tanta incertezza in questo girone…

Vero, così com'è vero che entrambe le franchigie rappresentano le note più liete e più nuove della AL. Roster rinnovati e allargati anche se la possibilità di accedere alla post-season per loro dovrà passare quasi sicuramente solo dalla conquista del titolo di Division visto che per la wild card lo spettro di Boston è fin troppo presente. Impressiona il rendimento degli Angels che soprattutto in attacco, a parte un paio di occasioni, riescono sempre a mettere uomini sulle basi e a fare punti. Potrebbero essere anche da titolo se avessero una rotazione dei partenti più profonda.

Nella Central di NL sembra che St. Louis si stia riappropriando dello scettro dopo due anni che la corona si era spostata a Chicago. Merito dei Cardinals o demerito dei Cubs?

Se ci fosse qui Dan Peterson direbbe senza dubbio: "Vergogna!". Da grande esperto e tifoso dei Cubs non può non essere scontento di quanto sta vedendo: la squadra era stata costruita per arrivare in fondo, poi sono arrivati gli infortuni e le polemiche nello spogliatoio. Ora i Cubs sono con un piede e mezzo fuori dai playoff per l'ennesima volta e c'è già chi, nella "Windy City" parla di epurazione. I Cards invece hanno fatto tutto bene, affidando le loro fortune a quel grande fuoriclasse di Pujols e sovvertendo in molte occasioni il pronostico in partite equilibrate. Questa è la differenza più grande: le partite che l'anno scorso perdevano nel rush finale quest'anno le hanno sempre vinte e il loro record se si guarda solo la seconda metà dell'incontro è il migliore di tutta la lega.

Cosa ti aspetti dalla famiglia Ricketts adesso che finalmente la trattativa per l'acquisto della storica franchigia dei "North Siders" è arrivata alla conclusione?

Mi aspetto soprattutto più solidità e continuità. Dopo la bancarotta del Tribune e l'acquisizione della franchigia e del relativo campo da gioco da parte dei Ricketts ora sembra essere arrivato il momento di prendere decisioni. A Chicago i tifosi vogliono la rivoluzione e credo che visti anche i soldi messi sul banco (845 milioni di dollari) non ci possano essere alternative. Se comincerà una nuova era per i Cubs? Presto per dirlo ma intanto credo che peggio di così…

Situazione complessa nella Central di AL dove i Tigers sono avanti di 4.5 sui Twins e di 6 sui White Sox e, con in mezzo ancora tanti scontri diretti e la quasi certezza che chi non vincerà il girone non avrà nessuna chance di giocarsi la wild card.

Per loro vale lo stesso discorso fatto per i Rangers: sono anni che la wild card nella AL va a una delle due grandi escluse della East. Onestamente non credo che Tigers, come i Twins ed i White Sox abbiano le caratteristiche necessarie per competere ai massimi livelli ma Detroit viaggia sulle ali dell'entusiasmo: la cosa più bella è la grande crescita del closer Fernando Rodney, 28 salvezze su 29 opportunità: meglio di lui nella MLB solo Rivera (Yankees) e Street (Rockies). E già questo è un gran passo avanti. I White Sox avranno vantaggi dal ritorno di Peavy, i Twins invece sperano di riavere al più presto il miglior Blackburn ma onestamente credo che il tutto non sia sufficiente per arrivare in alto.

Restando nella AL: dopo un anno difficile Joe Girardi sembra aver preso saldamente in mano le redini degli Yankees. Miglior record della MLB con 82 vittorie e 48 sconfitte, Boston a -6. Nell'eterna sfida tra Red Sox e Yanks dopo un parziale di 0-8 per Boston nelle prime sfide stagionali si è passati ad un 6-1 per i "Bronx Bombers" ed ora New York si prepara ad un trionfale ritorno nelle post-season dopo la cocente estromissione dello scorso anno.

Si vede che le lunghe chiacchierate con Joe Torre dell'anno scorso, quando Girardi era sotto il fuoco nemico della stampa newyorkese gli hanno fatto bene. La squadra è cresciuta in maniera evidente dopo l'All Star Game ma non per caso. Gli Yankees non possono pensare ad altro se non vincere il titolo e la differenza arriva tutta dalla fiducia che i giocatori hanno deciso di dare al loro manager. Un particolare? Nell'ultima sfida con Boston A-Rod e Jeter hanno passato il tempo a sorridere tra loro e a mettere la palla fuori dal diamante. E questo è un indizio pericoloso per gli avversari.

Nella East di NL i Phillies non hanno sofferto molto il "peso" dell'anello vinto lo scorso anno e navigano con un rassicurante più 8 su Atlanta e Florida che non dovrebbero impensierire più di tanto i campioni in carica.

I Phillies sono squadra vera. Lo hanno dimostrato quando, con mille problemi di organico e con tre quarti del roster fuori per infortuni vari, sono riusciti a vincere una serie dietro l'altra. Rispetto all'anno scorso hanno trovato una mentalità diversa: consapevoli di poter rivincere il titolo soprattutto consapevoli di avere profondità e talento. Con l'arrivo di Cliff Lee da Cleveland il monte è salito di livello ed ha trovato l'uomo giusto per le partite delicate. Da qui a ripetersi però ce ne corre, specie perché da quella parte del tabellone ci sono i Dodgers…

Per i Mets (59-72) si può dire che è una delle stagioni più brutte del decennio. L'anno peggiore, escluso il corrente, fu il 2003 quando i Metropolitans chiusero la regular season con un avvilente 66-95. Andò un poco meglio nel 2004 (71-91), ma poi New York dal 2005 non è mai scesa sotto le 83 vittorie a stagione. Adesso l'unico obiettivo rimasto al roster di Jerry Manuel è quello di non essere ricordati come i peggiori Mets del millennio: eppure i presupposti iniziali erano altri.

Sicuramente altri e ben più prestigiosi. Mi ricordo una conferenza stampa di metà marzo durante la quale Manuel dichiarò che la squadra, così com'era, era da playoff con molte speranze. Poi però la stagione è cominciata subito con una lunga serie di infortuni che non è ancora terminata. Le scusanti sono molte, se pensiamo che ancora oggi l'espansione del roster è un problema non da poco. Si tratta di dimenticare al più presto la stagione presente e costruire per quella nuova. Una rivoluzione che i tifosi dei Mets si attendono al più presto

Discorso Wild Card: nella AL dietro Boston ci sono Texas (3.5), Tampa Bay (5.5) e Seattle (8.5).

Texas è davvero una brutta gatta da pelare ma credo che Boston abbia talento, esperienza e tradizione per mantenere la testa della corsa. Non credo che Tampa possa ritrovare la verve dell'inizio di stagione, così come i Mariners sono molto staccati. Se avessi un centesimo scommetterei sui Red Sox.

Nella NL sono Colorado e San Francisco a farla da padrone con Atlanta e Florida (3.5) e Chicago (5.5) che sembrano arrancare…

I Rockies, secondo gli esperti, sono la squadra che gioca il baseball più divertente solo che devono trasformarlo anche nel baseball più vincente. Rispetto ai Giants hanno meno esperienza di volate finali, ma più entusiasmo e incoscienza. E' una bella lotta perché Renteria gioca a San Francisco e Colorado non ha un giocatore di questo tipo (come è stato dimostrato nell'ultima serie giocata tra le due). Partita aperta fino alla fine e non credo che Florida e Chicago possano entrarci.

Informazioni su Andrea Tolla 508 Articoli
Nato a Roma nel 1971, Andrea è padre di 3 figli, Valerio, Christian e Giulia. Collabora con il quotidiano Il Romanista dove si occupa, tra le altre cose di baseball e football americano. Appassionato di sport in genere collabora anche con il mensile Tutto Bici e con il quotidiano statunitense in lingua italiana America Oggi. Ex-addetto stampa della Roma Baseball, cura una rubrica di baseball all'interno di una trasmissione sportiva di un'emiitente radiofonica romana.

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