Fortitudo, la squadra dei record

Da record. La Fortitudo Bologna che ha conquistato lo scudetto del baseball 2009 (cominciando il viaggio, ad aprile, nel ruolo di outsider e con un giocatore straniero in meno) passerà alla storia per aver confezionato nella serie finale una performance straordinaria: 3 partite vinte in trasferta in 3 giorni consecutivi. E con una tale differenza di punti nelle ultime due gare da rendere impressionanti le prestazioni del gruppo allenato da Marco Nanni: +10 (17 a 7) nella seconda delle tre sfide in programma allo stadio sammarinese di Serravalle, addirittura +14 (16 a 2) nella terza gara del trittico sul Titano. Trentatre punti messi a segno in due serate e anche trentatre battute valide confezionate. Imperiale e imperiosa Fortitudo. Una tremenda prova di forza. Che assume una dimensione enorme se si considera il valore della squadra avversaria, la T&A San Marino detentrice del titolo.

Da record i 16 fuoricampo battuti dalla formazione bolognese nella post season: nove nel round robin e sette nella serie finale.

Da record è tutto ciò che hanno saputo fabbricare, insieme, Richard Austin e Eddy Garabito. La coppia delle meraviglie. Nel corso della stagione il potente americanone e il piccolo artista dominicano hanno prodotto 135 battute valide, 25 homers, 105 rbi, 238 totale basi. Quasi un'appassionante sfida in famiglia, un vibrante "testa a testa": come una versione, per il piccolo mondo del baseball italiano, della mitica sfida tutta targata Yankees del 1961 quando Roger Maris e Mickey Mantle diedero vita all'avvincente rincorsa a caccia del record stagionale dei fuoricampo di Babe Ruth.
Hanno gareggiato in bravura, Richard e Eddy: 13 i fuoricampo di Austin e 12 quelli di Garabito; 56 i "punti battuti a casa" da Austin e 49 quelli del dominicano. Netta, a favore di Eddy Garabito, la differenza per quanto riguarda la produzione di battute valide e di totale basi, ma è facilmente spiegabile: Garabito ha giocato un maggior numero di partite. Questi "numeri", infatti, sarebbero stati ancor più impressionanti se Austin fosse stato disponibile per la Fortitudo ad inizio stagione. Richard, invece, è potuto tornare in Italia (dove nel campionato 2008 aveva sfiorato la Tripla Corona) soltanto agli inizi di giugno: la società bolognese non aveva le risorse economiche per farlo tornare prima.

La fabbrica dei fuoricampo. Un concetto già espresso, ma è giusto sottolinearlo. Sono stati ben 51 gli homerun battuti dal line-up di Nanni da metà aprile a metà agosto. Autori: Austin 13, Garabito 12, Mazzuca 6, Liverziani 5, Angrisano 4, Stocco 4, Infante 3, Pantaleoni 2, Frignani 1, Breveglieri 1.

Ovviamente uno scudetto non si vince se non si ha un monte di lancio sicuro e una difesa organizzata. Decisamente di grande qualità il lavoro dei tre lanciatori "partenti", i quali hanno messo la firma su 27 vittorie: 11 le partite vinte dal collaudatissimo Jesus Matos (alla sua sesta stagione italiana e ancora capace d'essere protagonista), 9 da Yulman Ribeiro (23 anni, alla sua prima esperienza nel campionato italiano), 7 da un Fabio Betto magistrale che ha "fatto la differenza" nella post season.

Fra i "rilievi" Fabio Milano ha firmato 5 vittorie e 8 salvezze. Confermando d'essere una garanzia. E Victor Moreno (grande colpo di mercato da parte del direttore sportivo Cristian Mura, come importantissimo è stato quello di "mister utilità" Garabito), con i suoi rilievi ha trasmesso serenità a Matos. Moreno non ha mai perso una partita.

Da record, per il nostro baseball, anche la lunga diretta notturna di una emittente radiofonica. Punto Radio, che da quest'anno affianca la Fortitudo, dopo avere trasmesso da San Marino la partita dello scudetto ed avere raccolto a caldo le prime sensazioni dei neo-campioni d'Italia, ha organizzato una eccezionale trasmissione. In diretta dal Falchi. Dalle 3 della notte, quando i giocatori biancoblù, i tecnici e i dirigenti sono rientrati da San Marino dandosi appuntamento allo stadio di casa. Sono stati accesi tutti i potenti riflettori dell'impianto bolognese e s'è dato vita ad una festosa kermesse, con porchetta, salsicce, birra, vino. Tutta la notte a festeggiare, con la presenza di circa duecento tifosi. Fino all'alba. E Punto Radio, emittente storica, nata nel settembre 1975 (famosa per essere stata, in quei tempi di "rivoluzione" musicale il primo interessante laboratorio per la creatività di Vasco Rossi, Gaetano Curreri, Maurizio Solieri, Massimino Riva), è stata in onda dal Falchi per quasi due ore. Dalle 3 alle 5. Raccogliendo interviste, raccontando aneddoti gustosi e gli episodi più curiosi d'una notte magica del baseball bolognese.

Ai microfoni di Federico Frassinella, brillante radiocronista del baseball di Punto Radio, sono state particolarmente interessanti le affermazioni di Claudio Liverziani il "most valuable player" della serie finale (riconoscimento che vinse anche nel 2005).
Campione di umiltà, Liverziani. Ha battuto con un… disumano 636 (e 1000 di slugging) nelle 4 partite di quest'Italian Baseball Series, ma lui preferisce sottolineare il lavoro e il rendimento dei compagni di squadra. Indica il campionato di grande qualità e regolarità di Fabio Betto sul monte di lancio. "La partita vinta a Rimini il 5 agosto non fa parte delle finali, però è stata una partita-chiave della nostra stagione e l'ha vinta Betto con una splendida prestazione. Ripetendosi lunedì scorso nella prima gara del trittico di San Marino".
Poi, Liverziani parla volentieri di Eddy Garabito l'uomo che nei momenti delicati o difficili ha sempre portato la squadra fuori da sentieri tortuosi e insidiosi. "Eddy – racconta Liverziani – è giocatore di grande classe ma soprattutto è straordinaria la sua duttilità nel senso che sa interpretare tanti ruoli. Ha giocato esterno centro, seconda base, interbase, terza base, tutto con grande naturalezza, come andasse in bicicletta". E questo per fotografare soltanto l'aspetto difensivo. Perché in attacco Garabito è stato un'esplosione di energia. Ha battuto di potenza, ha battuto di contatto, dai fuoricampo alle valide interne, ha rubato basi. Un trascinatore, insomma.

Ci sono stati momenti difficili durante il round robin, quando la Fortitudo ad un certo punto sembrava più fuori che dentro. Non è stato semplice, tutt'altro, dover giocare per un mese senza un giocatore preziosissimo e carismatico come Juan Carlos Infante.
"Quando Carlos si è infortunato – confessa Liverziani – sapevamo che la sua assenza avrebbe pesato molto. Lui stava interpretando magistralmente il ruolo di leadoff, era la chiave che non avevamo l'anno scorso. Siamo stati bravi, nel mese in cui Infante ci è mancato, a resistere e ad arrivare ai playoff . Poi, quando lui è rientrato, ci ha dato una marcia in più".

E Carlos Infante è felicissimo. Sorretto, ora, da altre forti motivazioni. "Da questo momento sono tutto concentrato sul Mondiale. Non vedo l'ora di scendere in campo con la maglia azzurra della Nazionale italiana".
Bella, questa frase. E vi assicuro che Infante è un trascinatore, uno che ha cuore. Il suo entusiasmo è contagioso.
Infante è affezionato alla Fortitudo e vuole essere protagonista con i colori biancoblù anche nella prossima stagione.
E pure Jesus Matos, Eddy Garabito e Victor Moreno hanno già dichiarato di voler rimanere in Fortitudo.
Da questo gruppo di "veri" amici esce (ma soltanto come giocatore, perché certamente rimarrà nell'ambiente) Lele Frignani. Il capitano si ritira. E dimostrando ancora una volta un'ammirevole sensibilità dedica questo scudetto a due persone che non ci sono più e che sono state importanti per la Fortitudo: l'amico Robert Fontana, rimasto ucciso in un tragico incidente stradale la sera del 19 maggio 2006 e l'ex-presidente Alfredo Pacini.
Bravo, Lele. Lo spessore di un uomo, di un Campione, si vede anche da queste cose.

Ecco, questa è la Fortitudo Baseball. Una famiglia. Un gruppo di giocatori forti, soprattutto un gruppo di amici. Ciò spiega perché il Club bolognese è in Italia il più vincente dell'ultimo decennio (3 scudetti, 3 coppe Italia e una supercoppa italiana, il tutto dal 2003 al 2009).

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Informazioni su Maurizio Roveri 192 Articoli
Maurizio Roveri, giornalista professionista, è nato il 26 novembre 1949. Redattore di Stadio dal 1974, e successivamente del Corriere dello Sport-Stadio, fino al gennaio 2004. Iscritto nell'Albo dei giornalisti professionisti dal luglio 1977. Responsabile del basket nella redazione di Bologna, e anche del pugilato. Caporubrica al Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Inviato ai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in varie città d'Italia, del 1990 a Edmonton in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Dal 2004 al 2007 collaboratore del quotidiano "Il Domani di Bologna" per baseball, pugilato, pallavolo.  

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