Ecco la verità di Bagialemani

Sul numero odierno del settimanale di Anzio e Nettuno "Il Granchio" un'ampia intervista al manager della Danesi, attualmente dimissionario. Ne riportiamo alcuni brevi stralci

Pubblicata sul numero odierno del settimanale di Anzio e Nettuno Il Granchio una lunga intervista a Ruggero Bagialemani. L'ex manager nettunese spiega e approfondisce i motivi della sua decisione di lasciare la guida della squadra, il tutto mentre la società prende tempo e attende il ritorno dal suo ormai prossimo viaggio per prendere una decisione definitiva e scegliere eventualmente un successore. Eccone alcuni stralci…

"Non ero arrivato a farmi capire dai miei giocatori, ed intendo quelli di Nettuno, che ho visto crescere e per i quali ho dato tutto. Allora ho capito che in qualche cosa ho sbagliato".

Sui toni dell'ormai celebre riunione all'interno dello spogliatoio dopo il termine del campionato. "Non sono stati assolutamente accesi, è stato un normale confronto… La società mi è stata vicina, ma io non volevo dare nessun alibi, soprattutto ai tifosi. Loro sono i più esigenti, e non volevo costringere nessuno ad andare via".

Sul futuro? "E' un'uscita definitiva. Ho bisogno anche di starne un po' fuori, di pensare a me, di mettere ordine nella mia vita. Sto in campo dal '69, da quando avevo sei anni.". 

Su un'eventuale ritorno sui suoi passi. "Dovrebbero incastrarsi troppe cose per tornare, ma è difficile. Per me è necessario staccare la spina, per capire se sono veramente indispensabile o meno al Nettuno. Non ho rancore e invidia, sono sentimenti che non conosco. Se il Nettuno avrò bisogno ancora di me in futuro, io sarò pronto. Altrimenti vorrà dire che qualcun altro avrà fatto meglio di me e io comunque sarò contento di questo".

Su chi potrebbe essere il suo successore. "Non è più un problema mio. De Carolis e Piras mi hanno chiesto se mi interessava un posto in società, io però mi sento per mia onestà di stare un po' fuori. Tieni presente che da quando sono ragazzino non ho mai fatto un'estate al mare… Mi sento un uomo fortunato, ma adesso mi sento di dover pensare a me, alla mia famiglia".

Un messaggio alla squadra. "Devono credere nei propri mezzi, soprattutto adesso che sono usciti allo scoperto. A Nettuno è un po' come giocare negli Yankees, sino ad adesso la colpa era solo mia, adesso devono vincere. Devono essere coscienti delle loro forze".

Questi alcuni stralci dell'intervista al celebre "Pantera", mentre sull'home page del sito del settimanale Il Granchio è attivo un sondaggio su colui che i tifosi preferirebbero alla guida della Danesi Nettuno per il prossimo anno.

 

Informazioni su Mauro Cugola 547 Articoli
Nato tre giorni prima del Natale del 1975, Mauro è laureato in Economia alla "Sapienza" di Roma, ma si fa chiamare "dottore" solo da chi gli sta realmente antipatico... Oltre a una lunga carriera giornalistica a livello locale e nazionale iniziata nel 1993, è anche un appassionato di sport "minori" come il rugby (ha giocato per tanti anni in serie C), lo slow pitch che pratica quando il tempo glielo permette, la corsa e il ciclismo. Cosa pensa del baseball ? "È una magica verità cosmica", come diceva Susan Sarandon, "ma con gli occhiali secondo me si arbitra male". La prima partita l'ha vista a quattro mesi di vita dalla carrozzina al vecchio stadio di Nettuno. Era la primavera del '76. E' cresciuto praticamente dentro il vecchio "Comunale" e, come ogni nettunese vero, il baseball ce l'ha nel sangue.

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