Padova si affida allo swing di Laidel Chapelli

Per il cubano naturalizzato italiano, la scorsa stagione a Parma, si tratta di un ritorno sui diamanti veneti: nel 2006 aveva vestito la casacca del Castelfranco Veneto

‘Abbiamo tesserato Laidel Chapelli, si tratta proprio di un gran bell’acquisto”. Poche parole ma chiare, tipiche di un modo di essere, quello di Roberto ‘Bobo” Tommasin, ex-giocatore, imprenditore, ma soprattutto vicepresidente del Padova Baseball, che bada alla sostanza e poco alle chiacchiere.
E in effetti l’innesto di Chapelli è di quelli ‘pesanti”: vero mattatore nel box di battuta durante l’ultima stagione a Parma (ben 6 palline finite oltre la recinzione e maggior numero di tripli) ed uno dei cardini della nazionale italiana con la quale ha disputato anche il Mondiale di Taiwan.
Chapelli è approdato all’ombra del Santo da poco e tra poche settimane tornerà a calcare da giocatore i diamanti del Nord-Est nel girone B di una serie B che ha già conosciuto nel 2006 quando, in attesa che si concludesse l’iter burocratico per la nazionalità italiana, la società parmense l’aveva ‘parcheggiato” a Castelfranco Veneto: lì si era distinto confermando tutte le sue caratteristiche offensive piazzandosi al secondo posto della classifica generale dei battitori ( .458 contro il .459 dell’allora novarese Alexander Sucet ) e dei bombardieri ( .843 contro l’877 di Herrera del Rovigo, 9 fuoricampo e 47 punti battuti a casa).
Un girone, quello B, che si sta delineando in questi giorni e che lascia presagire parecchi spunti di notevole interesse grazie all’arrivo dalla serie maggiore di altri nomi ‘pesanti”, un messaggio che le società di questo territorio stanno lanciando con forza: ci siamo anche noi.

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Nato nel 1980, metà trentino e metà vicentino (ma veronese d'adozione), vive e lavora a Milano dove si occupa della comunicazione nel Sud-Europa per Boston Consulting Group (BCG), la multinazionale della consulenza aziendale. Grande appassionato di tutto ciò che è USA, dallo sport ai "dunkin' donuts", dai grattacieli della East Cost alle spiagge assolate della West. Marco scopre il baseball all´età di 10 anni quando, complice un regalo della madre insegnante, inizia a calpestare lo storico diamante della Polisportiva Praissola sotto la guida del "mitico" Bissa. Gli anni dell´università lo allontanano dalla terra rossa, prima a Feltre e poi a Milano. Ma è con il conseguimento della laurea in Relazioni Pubbliche allo IULM di Milano e il conseguente viaggio-premio a Boston che si ritrova e decide di curare la comunicazione dei Dynos Verona. Due anni favolosi, densi di soddisfazioni e ricordi indimenticabili, impegnato nella promozione del sodalizio scaligero sulla stampa locale e sportiva. Per Baseball.it scrive del "batti e corri" giocato nella sua terra, il Nord-Est, ma non disdegna di "intrufolarsi" anche in questioni a carattere nazionale e internazionale.

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