Van den Hurk, una stella olandese per i Florida Marlins

Il ventiduenne lanciatore di Veldhoven, tornato a casa dopo il debutto in Major con la squadra di Miami, si racconta a Baseball.it – Ad Atlanta è riuscito a battere il suo idolo John Smoltz

E’ tornato in Olanda il lanciatore Rick van den Hurk dopo una stagione esaltante, iniziata nelle leghe minori americane e conclusasi con il grande salto, arrivando nella rotazione dei partenti dei Florida Marlins nelle Major Leagues. Ha esordito il 10 aprile scorso contro i Milwaukee Brewers, come aveva fatto anche il suo connazionale Win Remmerswaal con i Boston Red Sox ben 27 anni fa.
Van den Hurk, 22 anni, ha incassato due fuoricampo che non dimenticare, uno dal connazionale Andruw Jones, l’altro da Barry Bonds (il 754esimo) prima di pareggiare il record di Hank Aaron, ma a dire il vero ha messo a segno anche qualche strike-outs pesante contro i campioni. Dieci anni fa in Olanda John Smoltz era il suo idolo e nel suo primo incontroVan den Hurk si è preso il lusso di batterlo ad Atlanta.
Ho avuto la fortuna per Baseball.it di essre ospite a casa dei genitori di Rick a Veldhoven, un paese nei pressi di Eindhoven, dove il papà Wim come allenatore e il figlio da giocatore sono sempre rimasti, fedelissimi membri della società PSV. Un’amicizia che dura da tanti anni, adesso guardiamo insieme le gare notturne dei play-off della Major League trasmesse in diretta TV o su Internet, ma quando non ci sono partite Rick dorme circa 10 ore, per riprendersi dalle fatiche dopo la sua prima stagione al massimo livello mondiale.
Casa van den Hurk è piena di ricordi da Miami ad Eindhoven, dove il papà di Rick è direttore dell’Accademia di Baseball regionale. In collaborazione con le Accademie di Rotterdam e Amsterdam sono state organizzati tre tornei juniores quest’anno. E adesso i Bixies di Wim van den Hurk sono pronti ad accettare un invito ‘italiano” per un torneo oppure un clinic.
Anche Rick van den Hurk potrebbe venire in Italia per assistere ad un clinic per giovani giocatori, rispettando però il suo programma di riposo previsto dal suo club. Dopo sei settimane di recupero riprenderà gli allenamenti, alcuni insieme alla squadra nazionale olandese. Dispiace molto che non posso avere il diritto di vestire la casacca ‘oranje” durante i Mondiali di Taiwan e durante le Olimpiadi di Pechino, ma è davvero molto contento Rick di partecipare al secondo World Baseball Classic.
Ha sempre parlato del baseball olandese, quando è stato intervistato dai giornalisti USA. Dopo il suo ritorno dalla sua prima stagione in Majors, è corso subito allo Stadio Pim Mulier per vedere gara-3 delle Holland Series, decisiva per lo scudetto. L’8 e 9 dicembre Rick assisterà all’European Coach Clinic nel Novotel Brainpark di Rotterdam, insieme con Robert Eenhoorn e Brian Farley, manager e pitching coach della Nazionale olandese, e due esperti americani come Perry Husband e Steven Zawrotny (www.europeancoachclinic.nl).
‘Le mie impressioni sulle Majors? Tutto letteralmente fantastico – dice Rick all’inizio dell’intervista esclusiva a Baseball.it – E’ proprio tutto come avevo sognato che doveva essere, anzi direi meglio. Le caratteristiche più importanti che un giocatore deve avere per raggiungere le Majors sono una grande forza di volontà di riuscire, lavorare sodo e spirito di dedizione”.
Cosa ricordi del tuo debutto negli USA? ‘Mi sentivo davvero benissimo, una sensazione strana di un qualcosa che aveva sempre sognato ma che adesso si stava realizzando. Ero, è vero, un po’ nervoso ma dopo aver messo a segno il mio primo out, sapevo che avrei potuto farlo anche in Major. I compagni di squadra sono stati straordinari. Il momento più bello è stata la mia prima vittoria in MLB contro gli Atlanta Braves. Suggerirei ai giovani giocatori europei che devono impegnarsi molto, lavorare e giocare molto, ma fanno bene anche a vedere tante partite per imparare”.
Ma cosa dovrebbero fare i club europei per promuovere il baseball negli USA? ‘Credo debbano organizzare più tornei internazionali così da fare crescere i giocatori, serve fare tanta esperienza e questo vale di pù se fatta a livello internazionale. Il WBC è un grande evento, il più alto livello per una manifestazione internazionale, perchè tutti i più forti giocatori al mondo giocano per il proprio paese”.
E l’Italia? Nel 2010 partirà la Italian Baseball League… credi che forti giocatori americani possano scegliere di venire in Italia o sempre meglio le leghe pro USA? ‘Ritengo che sia molto importante questo passo dell’Italia del baseball verso la lega pro, sono convinto che parecchi decideranno di venire in Italia. D’altronde è una grande esperienza con il paese, la sua cultura, il baseball…”
I Colorado Rockies sono alle World Series 2007 dopo essere stati all’ultimo posto della division a Maggio… ‘Sono una buona squadra, hanno iniziato a compattarsi e hanno pres oil volo a settembre quando hanno vinto quasi tutte le partite. E’ sorprendente dove sono arrivati!”

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E' corrispondente dall'Olanda per Baseball.it e per Mister-Baseball.com. ma segue le vicende del baseball e softball italiano anche per i siti olandesi Honkbalsite.com e Softbalsite.com. In passato, Pim Van Nes ha collaborato con la testata "Tuttobaseball" e con le riviste olandesi "Inside" e "Honkbal en Softbal Nieuws". Nel biennio 1984-1985 ha contribuito all'Enciclopedia del Baseball di Giorgio Gandolfi e Enzo Di Gesù realizzando uno speciale di 5 pagine sulla storia del baseball in Olanda. Tra il 1982 e il 2005, ha svolto la sua attività professionale presso le Ambasciate olandesi di Parigi, Kuwait City, Cairo, Algeri, Rabat, Ankara e Dubai.  

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