Il Milano cacciato dal Kennedy, domani gioca a Lodi

Dopo 60 anni di attività la squadra non potrà disputare una partita di campionato sullo storico diamante meneghino

Alla fine di marzo aveva rischiato di dire addio al ‘suo” diamante, il glorioso Kennedy, poi tutto rientrò in extremis. Oggi l’incredibile notizia che il Milano Baseball non potrà giocare una partita di campionato sul suo campo, per la prima volta in 60 anni di attività.
L´Hockey Club Rams, la società che gestisce il centro sportivo Kennedy (di proprietà del Comune), ha negato l´accesso al campo da baseball milanese di via Olivieri per l´incontro di campionato di domani pomeriggio previsto contro i Grizzlies Torino.
In una lettera inviata alla società e al Comune di Milano i Rams scrivono: "Prendiamo atto della vostra decisione di autoridurre arbitrariamente il corrispettivo dovuto per l´utilizzo del campo da baseball. Come vi abbiamo già fatto presente in varie occasioni non è possibile garantire il funzionamento della piattaforma baseball alle tariffe comunali. Pertanto ci rincresce comunicarvi che sarà interdetto l´accesso al campo da baseball alle vostre formazioni fino a saldo totale dei mesi di marzo e di aprile".
Il riferimento, ovviamente, è al fatto che il Milano ha pagato le ore di affitto in base alle tariffe comunali e non a quelle pretese dai Rams (maggiorate del 180%), in base alle indicazioni e alle dichiarazioni ufficiali dell´assessore Terzi.
Domani pertanto il Milano – primo in classifica nel girone A della serie B – non potrà ospitare i Grizzlies Torino al Kennedy e, grazie alla disponibilità di Franco Roda, presidente degli Old Rags, sposterà la partita sul diamante di Lodi. Anche perchè il Comune non ha potuto fornire garanzie sul fatto di poter obbligare i Rams ad aprire il Kennedy.
Un fatto senza precedenti che la dice lunga sulla difficoltà di fare sport a Milano, in una situazione diventata ormai allarmante. Il Milano ovviamente si riserverà di chiedere i danni alle parti interessate e richiede un incontro urgentissimo con il Comune per risolvere la questione.

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