Il neonato Club Italia si dovrà porre obiettivi e metodi ben diversi …

Beppe Massellucci ci invia un suo scritto dopo il nostro reportage sull'Accademia. Lo pubblichiamo integralmente

Sia pur con la dovuta massima sintesi credo che sia corretto precisare che il mini stage e le due partite (per problemi di posti letto non sono state concesse tante quante avevamo richiesto), progettate da tempo con Dan Bonanno, –responsabile rapporti con l'Italia per la Major League Baseball ndr– avevano come scopo principale, se non unico, quello di mostrare allo staff MLB quanti più possibile fra i nostri giovani, ed eventualmente ottenere, da Jim Lefevbre & C., una, sia pur sintetica, analisi delle loro caratteristiche fisiche e tecniche.
Ovviamente evitando di dare il benché minimo disturbo al lavoro che contemporaneamente veniva svolto nei vari campi ed aule.
In questo crediamo, Paglioli, Gerali ed io, di essere riusciti a realizzare una piacevole sorpresa agli occhi degli allenatori americani, a sentire i commenti e gli apprezzamenti che sono stati fatti ai nostri ragazzi in campo e fuori dal campo.
Siamo sicuri che in questo momento i tecnici della MLB si siano costruita una più precisa idea della qualità dei giovani italiani, non limitando la loro osservazione solamente alla decina dei partecipanti al camp.
Di certo, se da noi fosse dipeso, avremmo portato non una ventina ma un migliaio di ragazzi a farsi vedere e a vivere, anche se solo per pochi giorni, il vero ed unico mondo del baseball.
Posso comprendere, ma non posso che essere deluso, quindi, di quanto (e di come) riporta Ivano Luberti, probabilmente colpito da improvvisa ‘sindrome di Stendhal”, poiché per la prima volta precipitato in un mondo che nulla, ma proprio nulla, ha a che vedere con il nostro baseball quotidiano, ma che noi dobbiamo, con ogni forza e subito, prendere a modello.
Il neonato Progetto Club Italia si dovrà porre obiettivi e metodi ben diversi da quelli fino ad oggi perseguiti e percorsi, e la scomparsa dalle Olimpiadi e quindi del contributo CONI, troppo spesso pietoso medico a mio parere, imporrà di concentrarsi come mai prima d’ora sul singolo ragazzo, per quanto possibile concordando e discutendo con la sua famiglia e la sua società di appartenenza il percorso scolastico e sportivo, stagione dopo stagione, per ottenere la massima crescita scolastica, psicologica, fisica e tecnica , sia per coloro che risiederanno in Accademia, sia per coloro che per altri e personali motivi in Accademia non potranno essere.
Dovremo senza dubbio alcuno, in un futuro molto più prossimo di quello che pensiamo, costruire veri prospetti che possano attrarre interventi e investimenti dal mondo professionistico.
Tutto questo, ne sono assolutamente convinto, unicamente con i metodi, i mezzi e l’aiuto della MLB.
La Federazione deve prepararsi a questa sfida, supportando e stilando programmi coerenti e precisi, e l’opinione generale e l’informazione dovranno saper leggere il cambiamento che, volenti o nolenti, siamo obbligati a percorrere, rimuovendo quel vecchio approccio, obsoleto e biscardiano modo di leggere la realtà, dal quale ci vogliamo assolutamente e definitivamente affrancare.

Risponde Ivano Luberti
Caro Beppe, leggo il tuo messaggio in cui delinei quale secondo te deve essere il futuro del baseball italiano e descrivi quale e' stato il tuo sforzo per fare in modo che alcuni ragazzi italiani potessero trovarsi sulla giusta strada malgrado ancora questa non sia stata tracciata.
Leggo anche della tua delusione sul mio resoconto all'Accademia della Major League Baseball poichè, da quanto ho capito, non avrei capito quanto importante fosse l'evento di cui ero testimone. Mi sembra anche di interpretare, poichè non ti dilunghi certamente nello spiegare da cosa sei deluso, che sarei convinto dell'inutilità dell'amichevole disputata tra la selezione “Europea” e la Nazionale PO.
Che l'Accademia MLB, e più in generale il rapporto con la Major tout court sia, secondo me, fondamentale per il baseball italiano, mi sembra che lo dimostrino tutti gli articoli che ho scritto da Ottobre 2004 ad oggi sull'attività del Centro CONI di Tirrenia il cui responsabile tecnico, mi sembra corretto ricordare, è stipendiato dalla stessa Major League International. Mi chiedo quindi da cosa sei deluso.
Puoi forse dire che l'articolo sul clinic di battuta di Lefebvre a Sgnaolin sia stato una denigrazione del tuo lavoro o di quello dell'ex manager di Major? Puoi forse dire che l'articolo su Bruce Hurst mirasse a dire che si tratta di un pessimo tecnico e che Gerali e Maestri hanno perso il loro tempo a partecipare alle sue lezioni?
Puoi forse dire che evidenziare come tu sia contento della capacita' dei tuoi ragazzi di lavorare da soli e condurre il riscaldamento prepartita da soli, sia un tentativo di insinuare che tu Paglioli e Gerali non abbiate voglia di fare il vostro lavoro?
Non posso fare altro che pormi domande retoriche poiche' non motivi la tua delusione ed io non riesco a capirne le ragioni.
Rimango comunque a completa disposizione per un chiarimento diretto nonchè per un'intervista che affronti i temi da te sollevati e che non ritengo riconducibili al mio resoconto.
Risponde Alessandro Labanti, editore di Baseball.it
Innanzitutto ringrazio Beppe per averci scritto queste due righe anche se in tutta sincerità non capisco da dove nasca la delusione su quanto riportato dal nostro collaboratore. Beppe perdonami ma parli di altro. Baseball.it, e Ivano Luberti in prima persona, hanno da sempre seguito il progetto Accademia del Baseball fin dal suo esordio cercando di raccontare cosa veniva fatto, l'atmosfera che si respirava all'interno del Centro CONI di Tirrenia e le emozioni che si provavano sia da parte dei ragazzi sia da parte del cronista stesso. Da sempre il nostro sito ha visto come punto di riferimento il baseball americano e abbiamo sempre cercato, nel nostro piccolo, di enfatizzarne i progetti che coinvolgevano il nostro movimento a quello oltreoceano. Non ti tedio con le citazioni o i collegamenti su quanto scritto da quando Baseball.it è presente in rete. Logicamente anche l'Accademia Major League non poteva non essere “coperta” ed Ivano l'ha fatto cercando di raccontare cosa ha visto, sia in positivo che in negativo. E' logico che certi commenti sono prerogative del cronista stesso e uno puo' essere d'accordo o meno su quanto si commenta, anche tecnicamente.
In tutta sincerità ho la netta impressione invece che tu abbia voluto lanciare un messaggio a terzi “usando” il nostro sito. Noi te lo facciamo fare volentieri se questo, come tu auspichi, puo' servire a “porre obiettivi e metodi ben diversi da quelli fino ad oggi perseguiti e percorsi” anche se dubito che il “movimento” sappia e voglia mettersi in discussione. Spero di essere smentito quanto prima.

Informazioni su Alessandro Labanti 936 Articoli
Webmaster e responsabile del dominio Baseball.it

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