Alex Rodriguez salva gli Yankees

Drammatica vittoria in rimonta di New York, che batte Minnesota al 12° inning e pareggia la serie. Pedro Martinez firma il bis di Boston ad Anaheim. Roger Clemens e quattro homer piegano Atlanta

Che partite, ragazzi! I play-off delle Major League sono cominciati davvero col botto e la seconda serata non è stata meno emozionante della prima. Copertina per lo Yankee Stadium, dove garadue si è rivelata un’autentica battaglia durata 4 ore e 19 minuti. Avanti 1-0 nella serie Minnesota non si è tirata indietro e ha subito colpito al 1° con il doppio di Morneau (0-1). New York non ci sta e capitan Jeter suona la riscossa con l’homer dell’1-1. Ma i Twins ci credono e al 2° le valide di Guzman e Cuddyer valgono due punti (1-3). Anche stavolta gli Yankees rispondono per le rime e al 3° Rodriguez batte valido e Sheffield spara il missile del pareggio (3-3). E’ decisamente la serata di Alex Rodriguez, che da solo si prende in spalla New York: al 5° con il fuoricampo del sorpasso (4-3), al 7° con la valida del 5-3. Sembra fatta, invece all’8° uno strike-out su Jones viene vanificato dal lancio pazzo di Gordon, che poi subisce anche il singolo di Hunter. Inutile dirlo, è il momento di Rivera, ma al primo lancio Morneau azzecca lo stoppone del 5-4 e poi Koskie piazza il doppio del 5-5. E’ solo la terza salvezza sprecata da Mariano in tutta la sua carriera di play-off, ma è determinante un pizzico di fortuna, perché la palla battuta da Koskie rimbalza in tribuna: doppio automatico e corridore che torna in terza senza segnare il sorpasso. Rivera non sbaglia due volte e per Kubel e Guzman non c’è più gloria. Gli extra-inning sono inevitabili e la svolta arriva al 12°. Con due out Torii Hunter azzecca l’homer del vantaggio (5-6) e Minnesota può sognare. Coach Gardnhire sceglie di far lanciare il terzo inning consecutivo al suo closer Nathan, ma dopo lo strike-out su Olerud arrivano le basi ball a Cairo e Jeter. E’ il momento chiave: il manager sembra entrare in campo, poi ci ripensa e insiste con Nathan. Ma è la grande serata di Rodriguez e puntuale arriva il doppio che vale solo il pareggio (6-6), perché stavolta è la sua la pallina che finisce in tribuna dopo il rimbalzo. Automatica la base intenzionale a Sheffield e con le basi piene e un out tocca a Matsui. Il giapponese batte il primo lancio sul rilievo mancino Romero, una linea che finisce dritta dritta nel guantone dell’esterno destro Jones. Il suo rilancio però non è a casa base ma sul taglio di Cuddyer: un errore gravissimo, perché Jeter rischia il tutto per tutto e batte il successivo rilancio di Cuddyer al catcher Blanco. Vincono 7-6 gli Yankees con l’ennesima rimonta, ma la serie è più aperta che mai.
Meno problemi per Boston, che vince anche garadue ad Anaheim e ha un piede nella finale dell’American. Partita tiratissima tra due lanciatori super come Pedro Martinez e Bartolo Colon. Sull’1-1 al 5° un doppio di Guerrero a basi piene sembra spingere gli Angels verso il pareggio della serie (3-1), ma al 6° arriva l’homer da due di Varitek ed è tutto da rifare (3-3). Al 7° la volata di sacrificio di Ramirez firma il sorpasso Red Sox (4-3), che poi si affidano ai rilievi. All’8° Timlin, Myers e Foulke firmano un out a testa e al 9° il doppio a basi piene di Cabrera chiude la pratica e probabilmente la serie (8-3).
Capitolo National League. In campo per garauno Atlanta e Houston, che manda sul monte sua maestà Roger Clemens. Il pitcher però ha problemi con l’area dello strike e al 1° è già sotto (1-0). I Braves potrebbero allungare, ma non trovano mai la battuta al momento giusto lasciando in base una marea di corridori (addirittura 20 alla fine!). E così al 3° gli Astros mettono la freccia con gli homer di Ausmus e Berkman (1-4), e al 5° ipotecano la vittoria con il fuoricampo di Beltran e il grand doppio di Kent (2-7). Al resto pensa Clemens, che pur chiudendo con 6 basi ball e 6 valide sul groppone, azzecca sempre l’out chiave: finisce 3-9 e stasera si torna in campo per garadue con Hampton e Oswalt sul monte. Garadue anche per St.Louis-Los Angeles, pitcher partenti Marquis e Weaver.

Informazioni su Andrea Perari 153 Articoli
Andrea Perari, 37 anni, è nato a Perugia ma vive a Rimini dal 1977. Sposato con Nicoletta e papà di Filippo, lavora come redattore sportivo al "Corriere di Rimini", dove cura in prima persona baseball e basket.Collabora anche con "Superbasket", come corrispondente riminese per partite e interviste.La sua "carriera" nasce però dal batti e corri. Nel 1986, infatti, fresco di maturità scientifica, si occupa della pagina settimanale de "Il Fo" sull'allora Trevi Rimini.Nello stesso anno comincia l'avventura radiofonica, la sua vera passione, con trasmissioni settimanali sul baseball e soprattutto con le radiocronache delle partite interne ed esterne.Nel 1987 sbarca in Romagna la "Gazzetta di Rimini" e da collaboratore esterno per il baseball, Andrea finisce per essere assunto nel 1990 e diventare giornalista professionista nel maggio del 1992.Da allora ha sempre seguito in prima persona il baseball romagnolo per la Gazzetta (fino al fallimento del '93) e per il "Corriere di Rimini" dal 1993 ad oggi.Ha collaborato con "Tutto Baseball", "Baseball International", "Baseball & Softball", "Radio San Marino", "Radio Rimini" e nel 1999 con "Radio Icaro", riportando dopo tanti anni, con l'inseparabile collega e amico Carlo Ravegnani, le dirette radio dei Pirati in occasione della finali scudetto giocate a Nettuno dalla Semenzato.Cura insieme all'infaticabile Marcello Massari la pagina Web del Baseball Rimini, che sbarcata su Internet dall'aprile del 2000.Super (a dir poco) appassionato di baseball americano, ama trascorrere le vacanze negli States o in Canada e ha già all'attivo una quindicina di partite viste dal vivo a Toronto, Montreal, New York, Boston, Anaheim, San Diego, San Francisco e Oakland.Partecipa da sette anni al Fantasy Baseball della Cdm, ora via Internet, con ottimi risultati e...dollari guadagnati, e i suoi sogni nel cassetto sono quelli di seguire la Semenzato con la radiocronaca di tutte le gare di campionato, e soprattutto di commentare su tv locali o nazionali le partite delle Major League.

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