La Danesi si aggiudica una drammatica garatre (9-8)

La Prink batte 17 valide ma commette anche sei errori in difesa. Lanciatore vincente Mauro Salciccia

La Caffé Danesi, battendo molto ma molto meno dell'avversaria ma praticando il solito gioco aggressivo e soprattutto sfruttando sei errori difensivi si aggiudica garatre per 9 a 8, punteggio maturato al termine di una maratona lunghissima. Nel mezzo, oltre alla partita piena di capovolgimenti di fronte, c'è stato anche l'infortunio alla schiena per Valerio Mastrantonio, portato fuori dal campo in braccio ai sanitari, l'”invasione di campo” di due gatti e un balk prima chiamato dall'arbitro Cipriani e poi ritirato, tra le proteste del Grosseto prima e del Nettuno poi. Insomma, è successo quasi di tutto, lo testimonia l'interminabile cronaca che qui segue.
L'inizio per la Danesi non prometteva niente di buono. Subito infatti la Prink colpiva duro Diego Ricci e passava avanti per 2 a 0, con triplo in apertura di De Franceschi, singolo di Francia e doppio di Ramos. Ma già alla seconda parte del primo la Danesi per la prima volta nel week end riusciva a portarsi in vantaggio, singolo di Candela, base concessa da De Santis a Martins, altro singolo di Schiavetti, quindi una rubata, un errore del ricevitore e la volata di sacrificio di Peppe Mazzanti per il 3 a 2. Al terzo altre due segnature nettunesi, base ancora a Peppe Mazzanti, triplo di Miller e lancio pazzo per il 5 a 2.
Alla prima parte del quinto i toscani si riaffacciano, sfruttando il calo di Diego Ricci. Quattro singoli in fila e sul 5 a 4 è l'ora di Fabio Mariani, che riesce a chiudere costringendo Ramos a battere in doppio gioco. Siamo sempre al quinto ed il Nettuno segna ancora, un'assistenza errata di Sgnaolin dall'interbase porta Martins direttamente in terza, quindi a casa su lancio pazzo, e si va sul 6 a 4.
Sesto inning “quasi” senza emozioni, se non fosse per due doppi giochi che risolvono altrettante situazioni spinose da ambo le parti, e al settimo è Ramos a riportare avanti la Prink. Mariani esordisce eliminando Sgnaolin, poi l'errore di Peppe Mazzanti sulla rimbalzante di Alagna mette un uomo in base. La valida di De Franceschi porta alla terza sostituzione sul monte, fuori Mariani e dentro Colaceci. Con due in base volata a destra di Francia per il secondo out, ma pochi istanti dopo con due strike Ramos spedisce la pallina oltre la recinzione a destra. Tre punti a casa per il 7 a 6. A metà del settimo il Grosseto si trova sette punti in carniere, quattro di pgl, con ben quindici valide all'attivo.
Alla seconda parte del settimo sale in pedana Badii a sostituire De Santis, e con due fuori nuovo sorpasso. Base a Schiavetti, va nel box Peppe Mazzanti che batte valido sull'esterno sinistro, Ermini commette un grave errore lasciando passare la palla ed entra il punto del pareggio. Con uomo in terza texas dietro il seconda base di Miller, inutile il tuffo di Francia e la Danesi torna avanti per 8 a 7.
Ma i colpi di scena si susseguono: prima parte dell'ottavo, con due fuori valida interna di Ermini, a cui fa seguito un doppio tra gli esterni di Esposito e si è di nuovo in parità. Finisce anche la partita di Colaceci, Bagialemani decide di mandare in campo Mauro Salciccia che con una curva lentissima fa eliminare Alagna al volo da Miller causa il più innocuo dei pop. Seconda ottavo, entra Ginanneschi in pedana per il Grosseto al posto di Badii e chiude senza concedere nulla, così come Salciccia ad inizio nono.
Seconda parte nono, Candela effettua un bunt a sorpresa e riesce ad evitare la toccata del prima base arrivando salvo, le proteste dei giocatori della Prink sulla chiamata di Fabrin, confermata dopo consulto con l'arbitro di casa (secondo la tesi maremmana sarebbe uscito di corsia), sono veementi e ci vogliono cinque minuti per riprendere il gioco. La squadra toscana in questo modo perde inevitabilmente la concentrazione, sul bunt di Martins l'assistenza del prima base sul seconda è “a scavalcare”, sesto errore ospite e uomini agli angoli. Schiavetti viene passato in base intenzionale e con basi cariche e zero fuori si presente nel box con il match point su un piatto d'argento Peppe Mazzanti. Il golden boy della “banda Bagialemani” tocca lungo, per lo scorer sarà valida, per il Nettuno è il punto della vittoria per 9 a 8 che evita il cappotto. Con solo sette valide (dodici nel computo totale del week end) la Danesi vince, la Prink se deve recrimirare è soprattutto con se stessa. Un possibile “cappotto” è stato gettato alle ortiche, rimangono due vittorie che sono pur sempre un eccellente bottino, ma non è sicuramente la stessa cosa.

Informazioni su Mauro Cugola 545 Articoli
Nato tre giorni prima del Natale del 1975, Mauro è laureato in Economia alla "Sapienza" di Roma, ma si fa chiamare "dottore" solo da chi gli sta realmente antipatico... Oltre a una lunga carriera giornalistica a livello locale e nazionale iniziata nel 1993, è anche un appassionato di sport "minori" come il rugby (ha giocato per tanti anni in serie C), lo slow pitch che pratica quando il tempo glielo permette, la corsa e il ciclismo. Cosa pensa del baseball ? "È una magica verità cosmica", come diceva Susan Sarandon, "ma con gli occhiali secondo me si arbitra male". La prima partita l'ha vista a quattro mesi di vita dalla carrozzina al vecchio stadio di Nettuno. Era la primavera del '76. E' cresciuto praticamente dentro il vecchio "Comunale" e, come ogni nettunese vero, il baseball ce l'ha nel sangue.

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