Il venerdì 13 del cronista itinerante

Le giornate ricche di disagi stimolano riflessioni importanti

Quando in Italia si usa la parola 'razzismo' la gente si tappa le orecchie, gli occhi e la bocca. Scappa, fa finta di non sentire, ogni tanto inorridisce. Nessuno stupore, quindi, che la mia posizione “nel nostro baseball c'è chi ha atteggiamenti di razzismo nei confronti di tecnici e giocatori di scuola straniera” abbia sollevato un polverone.
Un brano dalla prefazione di “Se questo è un uomo” di Primo Levi mi aiuterà a spiegarmi: A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che 'ogni straniero è nemico'. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come un'infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati e non sta all'origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager….
Un paio di episodi accaduti nel corso del fine settimana mi aiuteranno a spiegarmi anche meglio.
Eurostar Bologna-Roma venerdì attorno alle 14: il cronista itinerante sta leggendo, passa il controllore e chiede il biglietto, che il cronista itinerante porge distrattamente. Il controllore lo osserva e dice: “Signore, guardi che lei è sul treno sbagliato”. Imbarazzo…imbarazzante. Il cronista itinerante farfuglia qualcosa e il controllore prende controllo della situazione: “Poco male…ormai non facciamo più fermate. Stia però attento la prossima volta, perchè cambiare treno costerebbe 8 euro” e se ne va.
Eurostar Firenze-Parma sabato attorno alle 20: il cronista itinerante sente confusione e si incuriosisce. Un giovane è salito sull'Eurostar senza biglietto, ha chiesto al controllore di farlo a bordo e, per tutta risposta, è stato invitato a scendere dal treno.
Non era lo stesso controllore, il peccato del cronista itinerante era probabilmente più veniale, ma siamo sicuri che sui 2 differenti comportamenti non abbia influito il fatto che il cronista itinerante (bianco, parla italiano fluente e indossava per l'occasione un completo scuro) aveva un'immagine più rassicurante del giovane (nero, italiano incerto, vestiti palesemente abbastanza sporchi) che è stato costretto a scendere?

L'episodio (in sè, deprimente) è arrivato al termine di una serie di danni e piccole disavventure di quelle che abitualmente vi fanno apprezzare il diario.
Partito senza portare con sè assolutamente nulla per la notte e l'igiene personale, ho deciso di fare un po' di spese presso la stazione “Termini” di Roma. Ho acquistato così lamette, schiuma da barba, spazzolino e dentifricio. O almeno credevo.
Rientrato in albergo dopo l'abituale serie di riunioni, che sembrano fortificare i vertici federali tanto quanto distruggono psico fisicamente il sottoscritto, mi sono portato in bagno per lavare i denti. La pasta che avevo comprato mi sembrava di consistenza strana, ma non ci ho fatto caso. Almeno fino a quando ho iniziato a strofinare i denti con lo spazzolino, ovviamente ricoperto della pasta in questione, e un deciso sapore di sapone mi ha invaso i sensi. Ho guardato il tubetto con orrore e ho appurato che quel che avevo comprato non era dentifricio, bensì un sapone da barba in tubetto, prodotto del quale onestamente ignoravo l'esistenza.

Vita dura, quella del cronista itinerante. Soprattutto quando la data è “venerdì 13”.
Chiudo con una domanda. Qualcuno sa spiegarmi perchè un cappuccino nel bar sotto casa mia a Parma costa 1.2 iuros e lo stesso cappuccino (anzi, onestamente di qualità migliore) a Roma nel bar sotto la federazione costa iuros 0.85?

Informazioni su Riccardo Schiroli 1196 Articoli
Nato nel 1963, Riccardo Schiroli è giornalista professionista dal 2000. E' nato a Parma, dove tutt'ora vive, da un padre originario di Nettuno. Con questa premessa, non poteva che avvicinarsi alla professione che attraverso il baseball. Dal 1984 inizia a collaborare a Radio Emilia di Parma, poi passa alla neonata Onda Emilia. Cresce assieme alla radio, della quale diventa responsabile dei servizi sportivi 5 anni dopo e dei servizi giornalistici nel 1994. Collabora a Tuttobaseball, alla Gazzetta di Parma e a La Tribuna di Parma. Nel 1996 diventa redattore capo del TG di Teleducato e nel 2000 viene incaricato di fondare la televisione gemella a Piacenza. Durante la presentazione del campionato di baseball 2000 a Milano, incontra Alessandro Labanti e scopre le potenzialità del web. Inizia di lì a poco la travolgente avventura di Baseball.it. Inizia anche una collaborazione con la rivista Baseball America. Nell'autunno del 2001 conosce Riccardo Fraccari, futuro presidente della FIBS. Nel gennaio del 2002 è chiamato a far parte, assieme a Maurizio Caldarelli, dell'Ufficio Stampa FIBS. Inizia un'avventura che si concluderà nel 2016 e che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile comunicazione FIBS e di presidente della Commissione Media della Confederazione Europea (CEB). Ha collaborato alle telecronache di baseball e softball di Rai Sport dal 2010 al 2016. Per la FIBS ha coordinato la pubblicazione di ‘Un Diamante Azzurro’, libro sulla storia del baseball e del softball in Italia, l’instant book sul Mondiale 2009, la pubblicazione sui 10 anni dell’Accademia di Tirrenia e la biografia di Bruno Beneck a 100 anni dalla nascita. Dopo essere stato consulente dal 2009 al 2013 della Federazione Internazionale Baseball (IBAF), dal giugno 2017 è parte del Dipartimento Media della Confederazione Mondiale Baseball Softball (WBSC). Per IBAF e WBSC ha curato le due edizioni (2011, 2018) di "The Game We Love", la storia del baseball e del softball internazionali.

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