Marlins Campioni !!!!

Beckett guida la squadra di Florida alla vittoria nelle World Series 2003

Salutiamo il nuovo fenomeno: Josh Beckett, il tirafiamme dei Marlins, nonostante i soli tre giorni di riposo, ha dominato le mazze degli Yankees ed i Marlins hanno battuto la squadra di New York proprio sul suo terreno, quello della consistenza del monte di lancio. Certo gli Yankees possono recriminare molto sull'infortunio in gara 5 di Wells ma sta di fatto che i lanciatori dei Marlins hanno retto bene per tutta la serie e quando le partite sono chiuse l'esito finale non sempre premia il più forte sulla carta.
In realtà gli Yankees erano favoriti più per la loro esperienza nei playoff che per il rendimento mostrato durante la regular season, coem ho scritto nell'articolo di presentazione di queste World Series.
Oltre che la partita di Beckett è stata la partita dei due shortstop, ma in senso opposto: Alex Gonzalez ha segnato il punto decisivo con una rischiosissima scivolata a casa base, mentre Derek Jeter ha deluso in attacco (0-4 con due strike out, nella posizione di lead-off), dopo essere stato uno dei pochi ad aver mostrato continuità tra i suoi, ed ha commesso un errore decisivo per il secondo ed ultimo punto dei Marlins.
Veniamo alla cronaca. Gli Yankees rimettono nel line-up sia Giambi che Soriano: il primo perché giocando a New York viene reintrodotta la regola delbattitore designato, il secondo viene semplicemente preferito ad Enrique Wilson ma spostato al nono posto del line-up, per levargli la pressione della posizione di lead-off. I Marlins invece riporopongono line-up e schieramento difensivo, che avevano schierato nelle prime due partite a New York. Sul monte Beckett contro il salvatore della patria Andy Pettitte.
I primi due inning scorrono abbastanza tranquilli, senza particolari occasioni in attacco per nessuna delle due squadre: entrambi gli attacchi mettono un uomo in base in entrambi gli inning ma non si tratta mai del primo uomo e i lanciatori non permettono ulteriori spunti alle mazze avversarie. Gli Yankees, di solito molto pazienti sembrano molto aggressivi, invece di cercare di approfittare del fatto che Beckett sta lanciando con soli tre giorni di riposo e, più in generale, ha lanciato molto in questi playoff. La prima occasione seria è degli Yankees: Soriano (2 su 3 per la serata) apre con un singolo il terzo inning, Jeter batte sul seconda base che lo elimina in prima. Nick Johnson si guadagna una base per ball, ma Bernie Willimans, che al turno precedente aveva battuto un doppio per la sua unica valida della serata, batte nel più classico e provvidenziale dei doppi giochi. Al quinto passano i Marlins costruendo il punto solo dopo aver subito i primi due out, battendo tre singoli consecutivi: Gonzalez (2-4 alla fine) batte un singolo, Juan Pierre lo imita e porta il compagno in seconda; Castillo, uno dei più negativi in attacco in questa serie, batte un singolo a destra: Karim Garcia ha un ottimo rilancio a casa, ma Gonzalez, che ovviamente con 2 out non può che rischiare, corre a casa e riesce ad eludere la toccata di Posada, toccando il piatto con la mano. Posada, abbastanza criticato per la sua abitudine di non bloccare il piatto, forse avrebbe ottenuto l'out se lo avesse fatto. Resta il fatto che ha tradire gli Yankees è stato l'attacco, come abbiamo visto e come vedremo. Al cambio di campo i padroni di casa mettono ancora il primo uomo in base con un singolo di Karim Garcia, ma non riescono a farlo avanzare oltra la seconda base con il sacrificio di Aaron Boone. Altro cambio di campo per iniziare il sesto inning e Jeter manda in base il primo battitore dei Marlins facendo cadere la battuta di Conine. Pettitte si innervosisce e concede una base a Lowell. Derrek Lee fa avanzare i corridori con un sacrificio sul lanciatore e Juan Encarnacion batte una volata di sarificio a destra per il 2-0. Al settimo inning ancora un'occasione sprecata per i Bronx Bombers: Posada apre con un doppio ma Giambi batte sul terza base, impedendo così l'avanzamento del compagno, e poi Karim Garcia e Ruben Sierra (entrato in battuta per Boone) finiscono al piatto con Beckett sempre più in palla. Gli Yankees ci riprovano all'ottavo e aprono con il secondo singolo di Soriano, ma l'inning si chiude con il secondo doppio gioco dei Marlins sulla rimbalzante di Nick Johnson. Nel frattempo Mariano Rivera è entrato a chiudere la partita per gli Yankees e fa tranquillamente il suo dovere. Pettitte ha chiuso con 7 riprese lanciate, 6 valide concesse (di cui tre in un unico inning, 2 punti (di cui uno solo guadagnato), 3 basi ball e 7 strike out. Al nono ci sono pochi dubbi per McKeon che ha un Beckett sempre in controllo della situazione (ha già concesso 5 valide, chiuderà con 107 lanci, 2 basi ball e 9 strike out) e non rischia i suoi rilievi che gli hanno già giocato brutti scherzi. Beckett chiude con tre su, tre giù e toccando lui stesso Posada per l'ultimo out. Beckett diventa così il primo lanciatore dopo Jack Morris nel 1991 a chiudere le World Series con uno shotout.
Ai Marlins non rimane che festeggiare mentre gli Yankees possono recriminare sull'infortunio di Wells in gara 5 ma anche piangere sull'errore nella stessa gara 5 di mettere Weaver invece di un rilievo più consistente: Heredia, Hammonds, ma soprattutto Rivera non hanno lanciato in quella partita e Joe Torre aveva già dimostrato di saper usare la sua arma migliore in queste situazioni anche in modo non ortodosso

Informazioni su Ivano Luberti 324 Articoli
Ivano è cresciuto in Maremma dall'eta' di 6 anni e ha visto la sua prima partita di baseball a 9 anni. Ha abbandonato la sua passione per il batti e corri a 19 anni quando si è trasferito a Pisa per l'Universita' e lo ha riscoperto dieci anni dopo quando ha cominciato ad utilizzare Internet per lavoro. Si definisce uno spettatore informato con una logorrea innata che ha deciso di sfogare scrivendo qualche articolo, dopo che il forum di Baseball.it non gli bastava piu'. Laureato in Scienze dell'Informazione e informatico di professione crede nella cooperazione al punto di aver fondato una cooperativa a Pisa, città dove risiede e che purtroppo è un deserto per lo sport che ama.

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