La Fera: “Entriamo in partita troppo tardi”

L' analisi del capitano è condivisa da Kasey Olenberger

Seth La Fera ascolta attento chi gli fa i complimenti per il secondo fuoricampo del suo Mondiale, ma risponde con un'alzata di spalle: “Va bene, é una soddisfazione ma non ci ha fatto vincere”.
Giá, é arrivata l'ennesima sconfitta onorevole: “Purtroppo entriamo in partita sempre troppo tardi. Forse non abbiamo l'abitudine a giocare partite così chiuse dall'inizio alla fine. Forse dobbiamo essere piú concentrati”.
Avete esaminato tra di voi cosa manca per essere ai livelli delle migliori? “Ma non ci manca molto! Intanto, dobbiamo fare le piccole cose bene. Poi dobbiamo migliorare in attacco. Credo che i nostri battitori non siano abituati a vedere lanciatori del livello del primo e del terzo di questa sera. Ci servirebbe giocare piú partite contro avversari di questo livello”.
Personalmente, cosa cambia per te giocare da Capitano? “Beh, cambia parecchio. Mi sento piú responsabile e cerco di essere un esempio per i piú giovani. Forse é piú difficile, ma sono davvero contento che Giampiero Faraone abbia pensato a me”.

L'analisi di Kasey Olenberger non si discosta molto da quella del capitano: “Abbiamo reagito troppo tardi. Tutti i nostri punti arrivano nelle riprese finali e a quel punto non è facile riprendere in mano la partita. Comunque questa é una buona squadra”.
Giá, che ha perso 2 partite con 1 punto di scarto e 2 con 2…”Uscire da un Mondiale così fa davvero male, ma non possiamo farci molto. Credo che quello che abbiamo vissuto qui ci aiuterá comunque per costruire la squadra del 2004. Non dimentichiamoci che dobbiamo disputare le Olimpiadi”.
Parlando della tua prova, avevi la palla veloce dei giorni migliori: “Sará stato il monte, che qui è appena più alto del solito, ma mi sentivo molto bene e ho pensato di sfidare i loro battitori. Era l'ultima partita, potevo permettermi di dare tutto”.

Informazioni su Riccardo Schiroli 1196 Articoli
Nato nel 1963, Riccardo Schiroli è giornalista professionista dal 2000. E' nato a Parma, dove tutt'ora vive, da un padre originario di Nettuno. Con questa premessa, non poteva che avvicinarsi alla professione che attraverso il baseball. Dal 1984 inizia a collaborare a Radio Emilia di Parma, poi passa alla neonata Onda Emilia. Cresce assieme alla radio, della quale diventa responsabile dei servizi sportivi 5 anni dopo e dei servizi giornalistici nel 1994. Collabora a Tuttobaseball, alla Gazzetta di Parma e a La Tribuna di Parma. Nel 1996 diventa redattore capo del TG di Teleducato e nel 2000 viene incaricato di fondare la televisione gemella a Piacenza. Durante la presentazione del campionato di baseball 2000 a Milano, incontra Alessandro Labanti e scopre le potenzialità del web. Inizia di lì a poco la travolgente avventura di Baseball.it. Inizia anche una collaborazione con la rivista Baseball America. Nell'autunno del 2001 conosce Riccardo Fraccari, futuro presidente della FIBS. Nel gennaio del 2002 è chiamato a far parte, assieme a Maurizio Caldarelli, dell'Ufficio Stampa FIBS. Inizia un'avventura che si concluderà nel 2016 e che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile comunicazione FIBS e di presidente della Commissione Media della Confederazione Europea (CEB). Ha collaborato alle telecronache di baseball e softball di Rai Sport dal 2010 al 2016. Per la FIBS ha coordinato la pubblicazione di ‘Un Diamante Azzurro’, libro sulla storia del baseball e del softball in Italia, l’instant book sul Mondiale 2009, la pubblicazione sui 10 anni dell’Accademia di Tirrenia e la biografia di Bruno Beneck a 100 anni dalla nascita. Dopo essere stato consulente dal 2009 al 2013 della Federazione Internazionale Baseball (IBAF), dal giugno 2017 è parte del Dipartimento Media della Confederazione Mondiale Baseball Softball (WBSC). Per IBAF e WBSC ha curato le due edizioni (2011, 2018) di "The Game We Love", la storia del baseball e del softball internazionali.

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