“Niente farfalle e secondo piatto”

Inizia con oggi il diario dell'ex interbase del Novara Oscar Lopez dalla Arizona-Mexico League

Oscar Lopez ha giocato come interbase per il Novara nella serie A2 italiana nel 2002. In questo 2003 è trai giocatori chiamati a cercare di far ripartire la Arizona-Mexico League. Da avversario si confronterà con Chuck Carr, lo scorso anno a Rimini in A1.
Gli abbiamo chiesto di farci vivere settimanalmente le differenze e le similitudini che ci sono tra i nostri campionati e le cosiddette Independent Leagues. Questo è il suo primo articolo.
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Mercoledì 15 maggio mi sono presentato al primo appuntamento con la squadra, nella sala riunioni di un hotel a 2 stelle. C'era molto nervosismo intorno a me. Ci sono 35 giocatori in ritiro e dopo 2 settimane solo a 23, forse 25, verranno consegnati maglietta e cappellino della squadra.
La maggior parte di noi vivrà queste 2 settimane in albergo. I più fortunati hanno la possibilità di stare presso famiglie che li ospitano.

Le parole del manager hanno portato il silenzio nel gruppo di giocatori che stava facendo conoscenza. Il suo è stato un discorso molto serio, pronunciato con tono grave. Pensate che le prime parole che ha detto sono state: “Domani si fa allenamento alle 10”.
Bisogna capirsi: non vuol dire ci vediamo al campo alle 9.59, ma che l'allenamento comincia alle 10.
Poi ha continuato a parlare di cose che non mi interessavano e che mi invogliavano a pensare alle bellezze messicane che ho incontrato mentre mi recavo all'appuntamento.
Per fortuna la riunione è finita e hanno iniziato a distribuire cappellini e maglie da allenamento.

Sembrava che mi conoscessero tutti e la cosa mi ha fatto sentire maleducato: io non ricordavo nessun nome. Tutti a chiedermi dell'Italia e se mi era piaciuta. Certo, mi è piaciuta. L'Italia (letterale nel testo n.d.t.) sarà casa mia, prima o poi.
Con una bistecca nello stomaco mi sono fatto una buona dormita e mi sono presentato al campo di allenamento. Credo di essere stato l'ultimo ad arrivare: colpa dell'Italia (in Italiano nel testo, n.d.t.), che mi ha fatto diventare meno maniaco con gli orari. Sia chiaro, non ero in ritardo. Diciamo che non ero in anticipo come gli altri 34 giocatori.
Comunque, alle 10 in punto abbiamo iniziato lo stretching.

Una cosa che mi mancava del baseball americano erano le sedute di stretching di squadra. Una cosa che non facevamo in Italia. Mi mancava anche il fungo multiplo. Appena finito lo stretching e il riscaldamento del braccio, sono apparsi 3 allenatori che hanno cominciato a battere palle a terra su un diamante in condizioni perfette. Agli angoli c'era pieno di prima base e terza base. Saranno stati 7 o 8. Ma ci sono solo 2 interbase, uno dei quali è il vostro Oscar 'il martello da grande lega' (in Italiano nel testo, n.d.t.) Lopez, e 2 seconda base. Un altro coach col suo fungo si occupava degli esterni.
Gli allenatori comunicavano tra di loro con i 'walkie talkie', tipo guardie della sicurezza. Le palline fischiavano da tutte le parti, ma tutto sembrava efficiente e ben organizzato. Insomma, sotto controllo.

Mi si è gonfiata la mano sinistra. Tutti tirano fortissimo per impressionare gli allenatori e devo dire che quasi tutti hanno un gran braccio.

Gli allenatori hanno trasformato gli esterni in corridori e noi interni ci siamo allenati su tutte le situazioni possibili.
All'una e mezza la prima parte dell'allenamento è terminata e abbiamo pranzato.
Zuppa e frutta erano il menu e devo ammettere la mia delusione, quando ho capito che non mi avrebbero fatto mangiare le farfalle e un secondo piatto (in Italiano nel testo).
Comunque, ho fatto lo sforzo di mangiare la zuppa, mentre mi chiedevo se da qualche parte avrei almeno trovato un caffè all'italiana.

Alle 2 abbiamo ripreso, rivedendo subito i giochi difensivi con cui avevamo concluso la prima parte. Dopo mezz'ora è finalmente iniziato l'allenamento di battuta, che si è chiuso alle 3.45.
Tutti non vedevano l'ora di colpire qualche pallina bianca, nuova nuova. Ad ognuno sono stati fatti fare 12 swing, così mi sono reso conto che sarà meglio fare qualche esercizio di battuta al di fuori dell'allenamento della squadra.
Un 'diamante' ha chiuso la seduta, come credo succeda a tutti i livelli del baseball.

Sono le 4. Tutti i giocatori si cambiano in fretta le scarpe e corrono a casa. Domani si ricomincia all'una e alle 7 abbiamo la prima amichevole.
Il baseball è davvero un lavoro.

Informazioni su Riccardo Schiroli 1196 Articoli
Nato nel 1963, Riccardo Schiroli è giornalista professionista dal 2000. E' nato a Parma, dove tutt'ora vive, da un padre originario di Nettuno. Con questa premessa, non poteva che avvicinarsi alla professione che attraverso il baseball. Dal 1984 inizia a collaborare a Radio Emilia di Parma, poi passa alla neonata Onda Emilia. Cresce assieme alla radio, della quale diventa responsabile dei servizi sportivi 5 anni dopo e dei servizi giornalistici nel 1994. Collabora a Tuttobaseball, alla Gazzetta di Parma e a La Tribuna di Parma. Nel 1996 diventa redattore capo del TG di Teleducato e nel 2000 viene incaricato di fondare la televisione gemella a Piacenza. Durante la presentazione del campionato di baseball 2000 a Milano, incontra Alessandro Labanti e scopre le potenzialità del web. Inizia di lì a poco la travolgente avventura di Baseball.it. Inizia anche una collaborazione con la rivista Baseball America. Nell'autunno del 2001 conosce Riccardo Fraccari, futuro presidente della FIBS. Nel gennaio del 2002 è chiamato a far parte, assieme a Maurizio Caldarelli, dell'Ufficio Stampa FIBS. Inizia un'avventura che si concluderà nel 2016 e che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile comunicazione FIBS e di presidente della Commissione Media della Confederazione Europea (CEB). Ha collaborato alle telecronache di baseball e softball di Rai Sport dal 2010 al 2016. Per la FIBS ha coordinato la pubblicazione di ‘Un Diamante Azzurro’, libro sulla storia del baseball e del softball in Italia, l’instant book sul Mondiale 2009, la pubblicazione sui 10 anni dell’Accademia di Tirrenia e la biografia di Bruno Beneck a 100 anni dalla nascita. Dopo essere stato consulente dal 2009 al 2013 della Federazione Internazionale Baseball (IBAF), dal giugno 2017 è parte del Dipartimento Media della Confederazione Mondiale Baseball Softball (WBSC). Per IBAF e WBSC ha curato le due edizioni (2011, 2018) di "The Game We Love", la storia del baseball e del softball internazionali.

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