Un cronista itinerante potrà vincere il Pulitzer?

I visitatori del Forum mi hanno fatto venire il dubbio. Cosa ne pensa il mio affezionato pubblico?

A parte il cestino da viaggio da euro 6 con il quale abbiamo risolto il pranzo, mi sono molto divertito alla “Convention” del baseball e del softball giovanili che si è tenuta a Bologna sabato scorso. Ho ascoltato infatti moltissime buone idee e incontrato molta gente che lavora con grande passione. Oltretutto, non ha urlato quasi nessuno. Sembrava un altro mondo davvero, rispetto a quello solito dei nostri sport.
Ora, non è che sia andato tutto bene. La filosofia della coltivazione del proprio orto mi sembra resti quella imperante, in questo inizio di terzo millennio. E forse è anche logico che sia così, per ora. Dobbiamo però renderci conto tutti che lo scopo finale della Federazione, e quindi di chi gioca in campionati affiliati alla Federazione, è far nascere giocatori forti. Ergo: la massima attenzione viene ovviamente rivolta ai progetti che potenzialmente possono aiutare lo sviluppo di giocatori di “interesse nazionale”.

A proposito di cestini da viaggio, ricordo che durante il mio primo soggiorno in America un negoziante di Huntington Beach in California mi segnalò che la cosa che ricordava più volentieri dell'Italia era il cestino da viaggio delle FS, costo 1 dollaro del 1970 (circa 600 lire, credo).
“E' il miglior acquisto che ho fatto in Europa” mi disse. Deve essere stato quello a cui hanno venduto la Fontana di Trevi, temo.

Vincerò ma il il 'Premio Pulitzer'? E' un dubbio che mi ha fatto venire un visitatore del forum.
In linea di massima, non credo. Ho qualche dubbio sul fatto che baseball.it venga preso in considerazione dalla giuria del premio. Però non si sa mai: dopo tutto abbiamo anche la versione in Inglese.

In questi giorni vivo con il fuso orario degli Stati Uniti. Non ci sarebbe troppo di male, se non fosse per il fatto che i contatti sociali tendono ad essere ridottissimi e, soprattutto, c'è chi non si rassegna a trovare il mio cellulare spento e mi chiama a casa. Ve lo dico pubblicamente: è una pessima abitudine.
Mi dovrò rassegnare, le 'World Series' vanno seguite in loco. Dite che passerà, questa mia proposta?
Di certo, non posso usare questa scusa per farmi inviare alle 'Japan Series', perchè quando si gioca là, quà è mattino e c'è davvero tutto il tempo per raccogliere le notizie. Suggerimenti, per aiutarmi ad inventare qualcosa? Prometto, se mi aiutate, strepitosi consigli sui migliori posti dove mangiare il Sushi.

Il mio amico ormai celebre degli 'sms' teme che qualcuno lo abbia riconosciuto in questa rubrica. Così ha fatto un periodo 'sabbatico', senza messaggini.
Tra poco però sarò a Cuba, quindi escludo si possa lasciar sfuggire l'occasione per farmi scrivere messaggini che costano come l'oro.

A proposito di Cuba, sarà il caso di ripristinare la periodicità quotidiana di quesata rubrica? Si accettano ancora una volta consigli.

La 'Coppa Intercontinentale' cade a novembre. Avremo così quest'anno una stagione interminabile, da aprile fino a fine novembre.
Il destino del baseball è questo: compattare le stagioni nazionali tra primavera ed estate e spostare tutta l'attività nazionale (o il più possibile di essa) al pre o al post campionato.
Sto già sentendo i vostri “buuuu” e quindi non vado oltre. Vi chiedo (e il 'vi' è omni comprensivo) solo di pensarci. Magari anche 2 volte. Poi mi saprete dire se è una pazzia o se, forse, non si tratta dell'unico modo per nobilitare questi nostri sport.

Informazioni su Riccardo Schiroli 1195 Articoli
Nato nel 1963, Riccardo Schiroli è giornalista professionista dal 2000. E' nato a Parma, dove tutt'ora vive, da un padre originario di Nettuno. Con questa premessa, non poteva che avvicinarsi alla professione che attraverso il baseball. Dal 1984 inizia a collaborare a Radio Emilia di Parma, poi passa alla neonata Onda Emilia. Cresce assieme alla radio, della quale diventa responsabile dei servizi sportivi 5 anni dopo e dei servizi giornalistici nel 1994. Collabora a Tuttobaseball, alla Gazzetta di Parma e a La Tribuna di Parma. Nel 1996 diventa redattore capo del TG di Teleducato e nel 2000 viene incaricato di fondare la televisione gemella a Piacenza. Durante la presentazione del campionato di baseball 2000 a Milano, incontra Alessandro Labanti e scopre le potenzialità del web. Inizia di lì a poco la travolgente avventura di Baseball.it. Inizia anche una collaborazione con la rivista Baseball America. Nell'autunno del 2001 conosce Riccardo Fraccari, futuro presidente della FIBS. Nel gennaio del 2002 è chiamato a far parte, assieme a Maurizio Caldarelli, dell'Ufficio Stampa FIBS. Inizia un'avventura che si concluderà nel 2016 e che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile comunicazione FIBS e di presidente della Commissione Media della Confederazione Europea (CEB). Ha collaborato alle telecronache di baseball e softball di Rai Sport dal 2010 al 2016. Per la FIBS ha coordinato la pubblicazione di ‘Un Diamante Azzurro’, libro sulla storia del baseball e del softball in Italia, l’instant book sul Mondiale 2009, la pubblicazione sui 10 anni dell’Accademia di Tirrenia e la biografia di Bruno Beneck a 100 anni dalla nascita. Dopo essere stato consulente dal 2009 al 2013 della Federazione Internazionale Baseball (IBAF), dal giugno 2017 è parte del Dipartimento Media della Confederazione Mondiale Baseball Softball (WBSC). Per IBAF e WBSC ha curato le due edizioni (2011, 2018) di "The Game We Love", la storia del baseball e del softball internazionali.

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